Jazz nel pomeriggio

giovedì 15 luglio 2010

Stella By Starlight (Derek Bailey)

  Questa ero tentato di proportela come Quiz, ma poi ho pensato che sarebbe stata troppo facile. Derek Bailey, il chitarrista inglese fra i praticanti più distinti della c.d. «improvvisazione radicale» (e il suo principale teorico: lui la chiamava, più propriamente, improvvisazione non idiomatica), nel 2002 si cimentò nell’interpretazione di una dozzina di standard su istigazione di John Zorn. 
  È un disco bellissimo, e te lo dice uno che non sente particolari affinità con l’improvvisazione radicale e che Derek Bailey ha spesso lasciato perplesso. Ma l’uomo sapeva benissimo quello che faceva: solo chi conosce il linguaggio degli standard e le loro progressioni armoniche alla perfezione può ignorarli con tanta classe e sensibilità. Per una volta lasciami citare da un libro, la Penguin Guide to Jazz on CD di Richard Cook e Brian Morton: «Stupisce la delicatezza del suo approccio, e tutto il disco comunica un’emozione profonda, un po’ come darebbe sentire Samuel Beckett rintanato in un bar a cantare vecchie canzoni irlandesi».

  Stella By Starlight (Young), da «Ballads», Tzadik 7607. Derek Bailey, chitarra. Registrato il primo febbraio 2002.


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