Rahsaan Roland Kirk leva a Creole Love Call i connotati erotici e, voltala in «tre», la riporta là donde viene, in chiesa, concludendola proprio con un amen in cadenza plagale. Buona domenica!
Creole Love Call (Ellington-Miley-Jackson), da «Cotton Club Stomp. 1927-1931», Naxos 8.120509. Bubber Miley, Louis Metcalf, tromba; Joe Nanton, trombone; Otto Hardwick, sax alto, clarinetto; Harry Carney, sax baritono, clarinetto; Rudy Jackson, clarinetto; Duke Ellington, piano; Fred Guy, banjo; Wellman Braud, contrabbasso; Sonny Greer, batteria; canta Adelaide Hall. Registrato il 26 ottobre 1928.
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Creole Love Call, da «The Inflated Tear», Atlantic. Roland Kirk, clarinetto, sax tenore; Ron Burton, piano; Steve Novosel, contrabbasso; Jimmy Hopps, batteria. Registrato nel novembre 1967.
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domenica 25 gennaio 2015
lunedì 14 aprile 2014
Parisian Thoroughfare (Jaki Byard)
Una rara esecuzione di Parisian Thoroughfare di Bud Powell, di cui l’autore diede una famosa versione in trio. Quella del quartetto di Jaki Byard, in un disco a cui sono ricorso già più di una volta, è una versione orchestrata al massimo delle possibilità del complesso, che sono ampie vuoi per la varietà e la polifonia strumentale di Rahsaan Roland Kirk, vuoi per la consistenza orchestrale del pianoforte del leader.
L’inizio, con l’imitazione dei suoni e delle voci della strada, secondo una tradizione della musica americana (An American in Paris) è molto mingusiano, ricordando nettamente gli analoghi effetti onomatopeici di A Foggy Day in «Pithecanthropus Erectus» (1956).
Parisian Thoroughfare (Powell), da «The Jaki Byard Experience», Prestige OJCCD-1913-2. Rahsaan Roland Kirk, clarinetto, sax tenore, manzello, fischietto; Jaki Byard, piano; Richard Davis, contrabbasso; Alan Dawson, batteria. Registrato il 17 settembre 1968.
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L’inizio, con l’imitazione dei suoni e delle voci della strada, secondo una tradizione della musica americana (An American in Paris) è molto mingusiano, ricordando nettamente gli analoghi effetti onomatopeici di A Foggy Day in «Pithecanthropus Erectus» (1956).
Parisian Thoroughfare (Powell), da «The Jaki Byard Experience», Prestige OJCCD-1913-2. Rahsaan Roland Kirk, clarinetto, sax tenore, manzello, fischietto; Jaki Byard, piano; Richard Davis, contrabbasso; Alan Dawson, batteria. Registrato il 17 settembre 1968.
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martedì 3 settembre 2013
If I Should Lose You (Roy Haynes)
Rahsaan Roland Kirk fa fuoco e fiamme in questo Impulse! di Roy Haynes del 1962, disco che gode di un semi-culto anche per la strana foto di copertina che vede i quattro sperduti nella boscaglia – il setting meno verosimile per dei jazzmen newyorkesi – con gli strumenti in mano (Kirk ha anche quello che pare un caducéo), eccetto Flanagan, ovviamente. Il quartetto americano Mostly Other People Do The Killing, che si diverte a replicare esattamente nelle copertine dei propri le copertine di dischi famosi, ha copiato anche questa.
Qui, suonando lo stritch (una specie di sax contralto diritto, a cui aveva applicato una campana più larga), Kirk ricorda per non brevi tratti Eric Dolphy.
If I Should Lose You (Robin-Rainger), da «Out of the Afternoon», Impulse 051180-2. Rahsaan Roland Kirk, stritch; Tommy Flanagan, piano; Henry Grimes, contrabbasso; Roy Haynes, batteria. Registrato il 16 maggio 1962.
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Qui, suonando lo stritch (una specie di sax contralto diritto, a cui aveva applicato una campana più larga), Kirk ricorda per non brevi tratti Eric Dolphy.
If I Should Lose You (Robin-Rainger), da «Out of the Afternoon», Impulse 051180-2. Rahsaan Roland Kirk, stritch; Tommy Flanagan, piano; Henry Grimes, contrabbasso; Roy Haynes, batteria. Registrato il 16 maggio 1962.
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venerdì 30 marzo 2012
Meeting on Termini’s Corner - Lament (Rahsaan Roland Kirk)
L’ho già detto qui più di una volta, temo: sarebbe mia intenzione scrivere una volta o l'altra per te qualcosa su Rahsaan Roland Kirk, non un post di quattro righe ma una cosa più impegnativa. Ma poi, un po’ la mia pigrizia, un po’ il fatto che la sua musica sia così eloquente di per sé me ne distolgono. Comunque eccolo qui nel 1962 in un disco che lo trova in diverse formazioni molto agguerrite in cui si succedono al pianoforte Andrew Hill, Wynton Kelly e Herbie Hancock. Scelgo quella con Andrew Hill, perché Hill fornisce un bel contrasto espressivo a Kirk; poi perché lo si sente diverso rispetto ai suoi dischi di pochi anni dopo, più estroverso (e influenzato da McCoy Tyner); e infine perché sentire Hill come sideman è sempre una relativa rarità.
Meeting on Termini’s Corner (cioè al Five Spot dei fratelli Termini, non all’angolo della stazione centrale di Roma) ha una bellissima introduzione in contrappunto libero derivata tematicamente da On Green Dolphin Street, e prosegue con alcuni chorus sugli accordi della canzone di Kaper. Lament è la composizione di J. J. Johnson resa famosa da Miles Davis e Gil Evans in «Miles Ahead», qui proposta in un mood insolito. In Meeting, Kirk è al tenore, brevemente doppiato dallo stritch; in Lament suona il tenore e il manzello.
Meeting on Termini’s Corner (Kirk), da «Domino», Verve. Rahsaan Roland Kirk, sax tenore, stritch; Andrew Hill, piano; Vernon Martin, contrabbasso; Henry Duncan, batteria. Registrato il 6 settembre 1962.
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Lament (Johnson), id.
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Meeting on Termini’s Corner (cioè al Five Spot dei fratelli Termini, non all’angolo della stazione centrale di Roma) ha una bellissima introduzione in contrappunto libero derivata tematicamente da On Green Dolphin Street, e prosegue con alcuni chorus sugli accordi della canzone di Kaper. Lament è la composizione di J. J. Johnson resa famosa da Miles Davis e Gil Evans in «Miles Ahead», qui proposta in un mood insolito. In Meeting, Kirk è al tenore, brevemente doppiato dallo stritch; in Lament suona il tenore e il manzello.
Meeting on Termini’s Corner (Kirk), da «Domino», Verve. Rahsaan Roland Kirk, sax tenore, stritch; Andrew Hill, piano; Vernon Martin, contrabbasso; Henry Duncan, batteria. Registrato il 6 settembre 1962.
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Lament (Johnson), id.
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venerdì 25 marzo 2011
I Didn’t Know What Time It Was (Charlie Parker) (Ahmad Jamal) (Rahsaan Roland Kirk) (Ruby Braff & Ellis Larkins)
Sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa, a me da qualche giorno vi circola questa di Rodgers & Hart. Purtroppo Monk non ne ha data versione, così che io possa contemperare l’una e l’altra mia ossessione del momento, ma te ne propongo qualcuna che non dovrebbe farti rimpiangere troppo questa lacuna della discografia.
La prima ha la qualità sonora di un reperto, addirittura risultando più bassa di un tono intero (la tonalità originale, Mi minore, qui è Re) ma non importa, perché è Charlie Parker dal vivo al St. Nick’s con il suo quintetto, nel 1950. Già l’enunciazione della melodia è impagabile; qui come nel resto del breve assolo, Bird si avvicina molto a un’improvvisazione di tipo tematico, insolita per lui, e fa capire in che credito sia verso Sonny Rollins.
Segue, per un contrasto netto, l’interpretazione del trio di Ahmad Jamal, luminosa ed elegantissima, ma, a paragone con quella di Parker, quasi fatua.
Poi Rahsaan Roland Kirk, con, fra gli altri, Roy Haynes, che suona anche nella versione di Parker, ma non si sente.
Per finire una classica e meravigliosa lettura in duo di Ruby Braff ed Ellis Larkins.
I Didn’t Know What Time It Was (Rodgers-Hart), da «Bird at St. Nick’s», Jazz Workshop/OJC 200412. Red Rodney, tromba; Charlie Parker, sax alto; Duke Jordan, piano; Tommy Potter, contrabbasso; Roy Haynes, batteria. Registrato il 18 febbraio 1950.
I Didn’t Know What Time It Was, da «Complete Live at the Spotlite 1958, Vol. 2», Gambit 69265. Ahmad Jamal, piano; Israel Crosby, contrabbasso; Vernell Fournier, batteria. Registrato il 6 settembre 1958.
I Didn’t Know What Time It Was, da «Domino», Mercury 9588. Rahsaan Roland Kirk, flauto; Herbie Hancock, piano; Vernon Martin, contrabbasso; Roy Haynes, batteria. Registrato il 17 aprile 1962.
I Didn’t Know What Time It Was, da «Two by Two: Ruby Braff And Ellis Larkins Play Rodgers And Hart», Vanguard 8507. Ruby Braff, cornetta; Ellis Larkins, piano. Registrato nell’ottobre 1955.
La prima ha la qualità sonora di un reperto, addirittura risultando più bassa di un tono intero (la tonalità originale, Mi minore, qui è Re) ma non importa, perché è Charlie Parker dal vivo al St. Nick’s con il suo quintetto, nel 1950. Già l’enunciazione della melodia è impagabile; qui come nel resto del breve assolo, Bird si avvicina molto a un’improvvisazione di tipo tematico, insolita per lui, e fa capire in che credito sia verso Sonny Rollins.
Segue, per un contrasto netto, l’interpretazione del trio di Ahmad Jamal, luminosa ed elegantissima, ma, a paragone con quella di Parker, quasi fatua.
Poi Rahsaan Roland Kirk, con, fra gli altri, Roy Haynes, che suona anche nella versione di Parker, ma non si sente.
Per finire una classica e meravigliosa lettura in duo di Ruby Braff ed Ellis Larkins.
I Didn’t Know What Time It Was (Rodgers-Hart), da «Bird at St. Nick’s», Jazz Workshop/OJC 200412. Red Rodney, tromba; Charlie Parker, sax alto; Duke Jordan, piano; Tommy Potter, contrabbasso; Roy Haynes, batteria. Registrato il 18 febbraio 1950.
I Didn’t Know What Time It Was, da «Complete Live at the Spotlite 1958, Vol. 2», Gambit 69265. Ahmad Jamal, piano; Israel Crosby, contrabbasso; Vernell Fournier, batteria. Registrato il 6 settembre 1958.
I Didn’t Know What Time It Was, da «Domino», Mercury 9588. Rahsaan Roland Kirk, flauto; Herbie Hancock, piano; Vernon Martin, contrabbasso; Roy Haynes, batteria. Registrato il 17 aprile 1962.
I Didn’t Know What Time It Was, da «Two by Two: Ruby Braff And Ellis Larkins Play Rodgers And Hart», Vanguard 8507. Ruby Braff, cornetta; Ellis Larkins, piano. Registrato nell’ottobre 1955.
giovedì 10 marzo 2011
Fly Me to the Moon (Roy Haynes)
Versione «in tre» della celebre canzone in una rara (per l’epoca) uscita a proprio nome di Roy Haynes. Credo che questa sia una delle prime versioni jazzistiche della canzone, che all’epoca era ancora recente. Rahsaan Roland Kirk si è sempre trovato a proprio agio sui tempi dispari.
Fly Me to the Moon (Howard), da «Out of the Afternoon», Impulse A-23. Rahsaan Roland Kirk, sax tenore, stritch, manzello; Tommy Flanagan, piano; Henry Grimes, contrabbasso; Roy Haynes, batteria. Registrato il 16 maggio 1962.
Fly Me to the Moon (Howard), da «Out of the Afternoon», Impulse A-23. Rahsaan Roland Kirk, sax tenore, stritch, manzello; Tommy Flanagan, piano; Henry Grimes, contrabbasso; Roy Haynes, batteria. Registrato il 16 maggio 1962.
mercoledì 16 febbraio 2011
The Inflated Tear (Rahsaan Roland Kirk) (Dave Douglas)
Sentiamo come Dave Douglas, musicista con il penchant di storico del jazz, interpreta uno dei pezzi più famosi di Rahsaan Roland Kirk con un organico insolito: alla sua tromba ha affiancato violino, violoncello e ritmica (tutti, come Douglas, della cerchia di Zorn).
Prima sentirai The Inflated Tear dal suo compositore, ma non nella versione più nota, quella del disco del 1967, bensì in una ripresa dal vivo a Praga, eseguita quasi esattamente un mese prima.
The Inflated Tear (Kirk). Rahsaan Roland Kirk; Ron Burton, piano; Steve Novosel, contrabbasso; Jimmy Hopps, batteria. Registrato a Praga il 19 ottobre 1967.
The Inflated Tear, da «Five», Soul Note 121276-2. Dave Douglas, tromba; Mark Feldman, violino; Erik Friedlander, violoncello; Drew Gress, contrabbasso; Michael Sarin, batteria. Registrato il 31 luglio 1995.
Prima sentirai The Inflated Tear dal suo compositore, ma non nella versione più nota, quella del disco del 1967, bensì in una ripresa dal vivo a Praga, eseguita quasi esattamente un mese prima.
The Inflated Tear (Kirk). Rahsaan Roland Kirk; Ron Burton, piano; Steve Novosel, contrabbasso; Jimmy Hopps, batteria. Registrato a Praga il 19 ottobre 1967.
The Inflated Tear, da «Five», Soul Note 121276-2. Dave Douglas, tromba; Mark Feldman, violino; Erik Friedlander, violoncello; Drew Gress, contrabbasso; Michael Sarin, batteria. Registrato il 31 luglio 1995.
venerdì 31 dicembre 2010
Here Comes the Whistleman (Roland Kirk)
Io sono qui, dove siete finiti tutti???
Buon 2011 con Jazz nel Pomeriggio, anche la mezzanotte del 31, e soprattutto con Rahsaan Roland Kirk, con i suoi cento strumenti strani suonati tutti assieme e con la sua gioia di vivere!
Here Comes the Whistleman (Kirk), da «Here Comes the Whistleman», Atlantic WS 09873802. Roland Kirk, manzello, stritch, sax tenore, sirena, fischietto, flauto da naso; Lonnie Liston Smith, piano; Major Holley, contrabbasso; Charles Crosby, batteria. Registrato il 14 marzo 1965.
Buon 2011 con Jazz nel Pomeriggio, anche la mezzanotte del 31, e soprattutto con Rahsaan Roland Kirk, con i suoi cento strumenti strani suonati tutti assieme e con la sua gioia di vivere!
Here Comes the Whistleman (Kirk), da «Here Comes the Whistleman», Atlantic WS 09873802. Roland Kirk, manzello, stritch, sax tenore, sirena, fischietto, flauto da naso; Lonnie Liston Smith, piano; Major Holley, contrabbasso; Charles Crosby, batteria. Registrato il 14 marzo 1965.
domenica 19 dicembre 2010
Some Kind of Love (Roland Kirk)
Buona domenica da Rahsaan Roland Kirk.
Some Kind of Love (Kirk) da «We Free Kings», Mercury 825455. Rahsaan Roland Kirk, sax tenore, stritch, manzello; Hank Jones, piano; Wendell Marshall, contrabbasso; Charli Persip, batteria. Registrato il 17 agosto 1961.
Some Kind of Love (Kirk) da «We Free Kings», Mercury 825455. Rahsaan Roland Kirk, sax tenore, stritch, manzello; Hank Jones, piano; Wendell Marshall, contrabbasso; Charli Persip, batteria. Registrato il 17 agosto 1961.
mercoledì 24 novembre 2010
A Nightingale Sang in Berkeley Square (Roland Kirk)
Roland Kirk, anche quando si limitava a ficcarsi in bocca uno solo dei suoi tanti strumenti e magari si applicava a un materiale non dei più adatti, per giunta in un arrangiamento abbastanza pompier (e arronzato a prima vista dall’orchestra) – beh, Roland Kirk era sempre un musicista meraviglioso.
A Nightingale Sang in Berkeley Square (Maschwitz -Sherwin-Strachey), da «The Roland Kirk Quartet Meets the Benny Golson Orchestra», Mercury MG 20844. Virgil Jones, Richard Williams, tromba; Tom McIntosh, Charles Greenlea, trombone; Don Butterfield, tuba; Roland Kirk, saxello; Harold Mabern, piano; Richard Davis, contrabbasso; Albert Tootie Heath, batteria; Benny Golson, arrangiamento. Registrato l’11 giugno 1963.
A Nightingale Sang in Berkeley Square (Maschwitz -Sherwin-Strachey), da «The Roland Kirk Quartet Meets the Benny Golson Orchestra», Mercury MG 20844. Virgil Jones, Richard Williams, tromba; Tom McIntosh, Charles Greenlea, trombone; Don Butterfield, tuba; Roland Kirk, saxello; Harold Mabern, piano; Richard Davis, contrabbasso; Albert Tootie Heath, batteria; Benny Golson, arrangiamento. Registrato l’11 giugno 1963.
giovedì 12 agosto 2010
Aint’ Misbehavin’, Au Privave (Sonny Stitt) (Charlie Parker)
Sonny Stitt è passato a lungo come un’efficientissima controfigura di Charlie Parker (forse anche per questo, da un certo punto in avanti, scelse come strumento principale il sax tenore), ma lui sostenne sempre di aver messo a punto il proprio stile indipendentemente da quello di Parker: cosa che, a sentire lui, lo stesso Parker riconobbe.
Ascoltandolo con attenzione gli si può dare credito: le somiglianze di fraseggio con Parker sono evidentissime, ma la sonorità è diversa, più rotonda e vicina a quella degli altisti classici, il ritmo meno spastico e più lineare, in generale il discorso più diretto e cool, meno drammatico e in un certo senso più moderno.
Ti faccio sentire Stitt dal vivo, prima nel 1951 con una scelta di repertorio desueta, Ain’t Misbehavin’ e più parkeriano che mai, benché qui suoni il sax tenore; poi, per un sommario confronto, sentirai Charlie Parker nello stesso anno in una delle sue composizioni più singolari, Au Privave, le cui frasi si adagiano sghembe sullo schema del blues di 12 battute; e infine di nuovo Stitt, all’alto, nel 1964, proprio in Au Privave (il tema però è liquidato in tutta fretta). Qui, ripreso a Berlino, Stitt suona con una formazione che alla ritmica dell’orchestra Clarke-Boland aggiunge il pianista catalano Tete Montoliu e Roland Kirk.
Ain’t Misbehavin’ (Waller), da «Loose Walk», Philology W 43-2. Bill Massey, tromba; Wade Marcus, trombone; Sonny Stitt, sax tenore; Gene Ammons, sax baritono; Junior Mance, piano; Gene Ramey, contrabbasso; Teddy Stewart, batteria. Registrato il 10 marzo 1951.
Au Privave (Parker), da «Confirmation: The Best Of The Verve Years (1948 – 1954)», Verve. Miles Davis, tromba; Charlie Parker, sax alto; Walter Bishop, piano; Teddy Kotick, contrabbasso; Max Roach, batteria. Registrato il 17 gennaio 1951.
Au Privave, da «Loose Walk», v. supra. Sonny Stitt, sax alto; Roland Kirk, sax tenore; Tete Montoliu, piano; Jimmy Woode, contrabbasso; Kenny Clarke, batteria. Registrato il 24 settembre 1964.
venerdì 4 giugno 2010
Shine on Me (Jaki Byard)
Oggi ti aiuto a cominciare bene la giornata, tutta/o bouncy e piena/o di fede nel Signore, se ti parrà il caso, con il classico gospel Shine on Me eseguito da un quartetto a nome di Jaki Byard, l’enciclopedico e geniale pianista (ma anche saxofonista) che fu fra l’altro nel più famoso gruppo di Mingus, quello della tempestosa tournée europea del 1964 con Eric Dolphy, e che qui si diverte un mondo a suonare in modo deliziosamente rustico, davvero churchy.
Ma soprattutto qui trovi l’incomparabile, indescrivibile, imponderabile Rahsaan Roland Kirk fervoroso come un predicatore evangelico. Eh, di Roland Kirk dovremo parlare e, anche a lungo, decisamente. Si ascolta anche il sottovalutato batterista Alan Dawson, uno dei grandi didatti dello strumento. Il pezzo è del 1968 e direi che in qualche modo si sente.
Shine on Me (trad.), da «The Jaki Byard Experience», Prestige OJCCD-1913-2. Roland Kirk, clarinetto, sax tenore; Jaki Byard, piano; Richard Davis, contrabbasso; Alan Dawson, batteria. Registrato il 17 settembre 1968.
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