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giovedì 11 marzo 2021

She’s Funny That Way (Jess Stacy & Bud Freeman)

 Jazz nel pomeriggio riappare, come le rondini nunzio di primavera e come loro schivo dal trattenersi a lungo.

 Ritorna con Jess Stacy, quello squisito pianista ascoltato l’estate dell’anno scorso. Stacy suona una una musica che viene da lontano nel tempo ma che sembra venire da ancor più lontano, specie rispetto ad altri pianisti suoi contemporanei, per una sua vena contemplativa e astratta, lievemente linfatica, emotivamente un po’ sbiadita. Impressioni corroborate in questa She’s Funny That Way dal suono e dal fraseggio decisamente arcaici e fuori moda (non è un giudizio di valore, o casomai lo è in senso apprezzativo) di Bud Freeman, un saxofonista del quale non credo di aver mai scritto qui.

 She’s Funny That Way (Moret-Whiting), da «Jess Stacy 1935-1939», Classics 795. Bud Freeman, sax tenore; Jess Stacy, piano. Registrato il 13 giugno 1939.


domenica 16 agosto 2020

Candlelights – A Good Man Is Hard To Find (Jess Stacy)

 Dei pianisti bianchi di epoca premoderna e di qualche distinzione – Johnny Guarnieri, Joe Sullivan, Art Hodes, Joe BushkinMel PowellJess Stacy (1904-1995) non fu l’ultimo. La sua testimonianza discografica più famosa è l’etereo, lievemente surreale assolo che prese in Sing, Sing, Sing nel concerto di Benny Goodman alla Carnegie Hall nel 1938

 Te lo presento qui, colto due giorni dopo quel concerto, in Candlelights, una delle piccole fantasie pianistiche debussyane di Bix Beiderbecke, e poi, l’anno dopo, con una bella formazione tutta bianca in un altro pezzo legato al nome di Bix.

 Candlelights (Beiderbecke), da «Jess Stacy 1935-1939», Classics 795. Jess Stacy, piano. Registrato il 18 gennaio 1938.

 A Good Man Is Hard To Find (Green), ib. Stacy con Billy Butterfield, tromba; Les Jenkins, trombone; Irving Fazola, clarinetto; Eddie Miller, sax tenore; Sid Weiss, contrabbasso; Don Carter, batteria. Registrato il 26 settembre 1939.