L’ho già detto? Fa niente, lo ridico: Bill Carrothers è meno noto di altri pianisti americani fra i quaranta e i cinquanta, ma è più bravo di quasi tutti. È un originale, perché se ne impippa di fare l’originale.
News From Home (Carrothers), da «A Night At The Village Vanguard», Pirouet LC 12741. Bill Carrothers, piano; Nicolas Thys, contrabbasso; Dré Pallemaerts, batteria. Registrato il 18 luglio 2009.
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Let’s Get Lost (Loesser-McHugh), id.
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giovedì 19 febbraio 2015
sabato 8 novembre 2014
The Roses Of Picardy – It’s A Long Way To Tipperary – Keep The Home Fires Burning (Bill Carrothers)
Questo doppio CD del 2003 è fino a oggi il lavoro più ambizioso di Bill Carrothers, l’originale pianista già ascoltato su «Jazz nel pomeriggio». Non trovo di meglio da dirne che quanto ne scrissi all’epoca su «Musica Jazz».
Ignoro se questa edizione si trovi ancora in giro, ma vale la pena cercarla: oltre che per la musica, che è bella e perfino commovente, per il libretto, che reca poesie dei «poeti di guerra» inglesi Wilfred Owen, Siegfried Sassoon e «Philip Johnstone» (John Purvis), e tutti i testi delle canzoni d’epoca.
Un lavoro di Bill Carrothers, jazzman di talento insolito e d’insolita propensione storico-letteraria, sulla guerra del 1914-18 vista come inizio autentico del XX secolo e di un diverso rapporto degli USA con l’Europa e con se stessi. Per materiali usa canzoni d’epoca – alcune affidate alla voce gradevole e ineducata della moglie o a un coro argutamente approssimativo – e composizioni originali, col fantasma ricorrente di Till We Meet Again.
La Grande Guerra, colta nella nostalgia degli affetti lontani o nella disperazione delle trincee, illustrate nel libretto sia dai versi di Wilfred Owen sia da quelli delle canzonette, è per Carrothers luogo mentale visitato con l’intensità dell’ossessione e anche rito di passaggio di un’America innocente e rurale, che partecipò alla guerra con quasi due milioni di soldati, idea cara a questo americano orgogliosamente provinciale, che ha ripudiato New York e quindi il cursus jazzistico convenzionale.
La naïveté o il kitsch patriottico delle canzoni sono redenti da un’accento sincero e pietoso, e gli originali, tutti «a programma», non escludono tocchi umoristici. La musica risente la libertà di chi, oggi raro, non avverte l’angoscia dell’influenza né l’obbligo dell’attualità. Il pianismo mercuriale, armonicamente inquieto di Carrothers si giova qui come altre volte dell’energia esorbitante di Bill Stewart e del contrasto con la campitura cupa dei due archi e i rumorismi elettronici.
The Roses Of Picardy (Weatherley-Wood), da «Armistice 1918», SKETCH 333043 44. Bill Carrothers, piano. Registrato nel giugno 2003.
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It’a A Long Way To Tipperary (Judge-Williams), ib. Carrothers; Drew Gress, contrabbasso; Bill Stewart, batteria.
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Keep The Home Fires Burning (Ford-Novello), c.s. più Peg Carrothers; Matt Turner, violoncello.
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sabato 12 ottobre 2013
The Days Of Wine And Roses (Bill Carrothers)
Il Rossese di Dolceacqua, detto anche solo Dolceacqua, è un vino prodotto nel ponente ligure, ed esattamente in val Nervia, in val Verbone ed in una porzione della Valle Roja nella provincia di Imperia.I principali Comuni interessati nella produzione sono: Camporosso, Dolceacqua, Perinaldo, San Biagio della Cima, Soldano, Vallecrosia, Ventimiglia.Io non sono un esperto di vino, mi accontento di bere quello che c’è. MG, il mio già sédulo commentatore genovese, invece di vino è cultore (e di jazz e di boxe e, e, e); rifiuta sordamente le mie richieste di un guest post, ma ogni tanto, dalla bella Liguria, mi spedisce delle bottiglie di Rossese. Io, ripeto, di vino non sono esperto, ma sento bene la differenza fra quel Rossese e il vino che bevo di solito. Non capisco però perché, secondo MG, il dono delle bottiglie debba esentarlo dalla buona creanza di un guest post.
(Wikipedia)
The Days Of Wine And Roses (Mancini), da «A Night At The Village Vanguard», Pirouet LC 12741. Bill Carrothers, piano. Registrato il 18 luglio 2009.
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domenica 20 gennaio 2013
Tiny Capers (Bill Carrothers)
Pensando ancora all’affermazione di Bill Evans, che preferiva suonare senza pubblico, mi è venuto in mente a contrario Bill Carrothers. Carrothers è un musicista i cui assoli sono una sopresa continua sotto ogni aspetto, melodico, armonico e ritmico (li percepiscono così anche i suoi accompagnatori, mi sa), e che costruisce l’esecuzione come un succedersi di episodi nel segno della varietà, della sorpresa, appunto: un po’ alla Tatum, insomma.
Ricordo infatti di aver letto in un’intervista che lui, a suonare quando nessuno lo ascolta, non si diverte affatto.
Tiny Capers (Clifford Brown), da «A Night at the Village Vanguard», Pirouet PIT3056. Bill Carrothers, piano; Nicolas Thys, contrabbasso; Dré Pallemaerts, batteria. Registrato il 18 luglio 2009.
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Ricordo infatti di aver letto in un’intervista che lui, a suonare quando nessuno lo ascolta, non si diverte affatto.
Tiny Capers (Clifford Brown), da «A Night at the Village Vanguard», Pirouet PIT3056. Bill Carrothers, piano; Nicolas Thys, contrabbasso; Dré Pallemaerts, batteria. Registrato il 18 luglio 2009.
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martedì 28 febbraio 2012
Gertrude’s Bounce - Snowbound (Bill Carrothers)
Il 26 febbraio, per la stagione dell’Aperitivo in Concerto, ha suonato a Milano il trio del pianista Bill Carrothers.
Carrothers, che ha quarantotto anni, ha esordito discograficamente nel 1987 e ha lavorato come sideman in compagnia prestigiosa e varia, ma ha deciso dopo pochi anni di tornare da New York nel natìo Minnesota. Per conseguenza, non ha la notorietà che arride a pianisti press’a poco suoi coetanei, pur essendo più bravo di molti di loro. Mi riservo di parlare meglio in un altro momento di lui, delle sue singolari scelte di carriera e della sua collocazione in un panorama tipicamente bianco e mid-western del jazz contemporaneo (ma invito te a farlo, se volessi); qui dico solo come si tratti di un pianista eccezionale, dotato di un intuito e di una fantasia armonici fuori dal comune (il suo repertorio di accordi di sostituzione è sorprendente: l’altra mattina non ha suonato due chorus dello stesso pezzo con gli stessi accordi), un vero improvvisatore capace di invenzioni melodiche di improvvisa bellezza e ritmicamente mobile al punto da poter costituire un vero cimento per gli accompagnatori.
Non è stato il caso qui a Milano, dove aveva con sé Drew Gress e Bill Stewart; e nemmeno lo fu nel 2009 al Village Vanguard, dove il repertorio di quel concerto, che si propone come omaggio a Clifford Brown, è stato eseguito da Carrothers con una ritmica europea molto ferrata, pur se non altrettanto brillante.
Gertrude’s Bounce (Richie Powell), da «A Night at the Village Vanguard», Pirouet PIT3056. Bill Carrothers, piano; Nicolas Thys, contrabbasso; Dré Pallemaerts, batteria. Registrato l 18 luglio 2009.
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Snowbound (Carrothers), id.
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Carrothers, che ha quarantotto anni, ha esordito discograficamente nel 1987 e ha lavorato come sideman in compagnia prestigiosa e varia, ma ha deciso dopo pochi anni di tornare da New York nel natìo Minnesota. Per conseguenza, non ha la notorietà che arride a pianisti press’a poco suoi coetanei, pur essendo più bravo di molti di loro. Mi riservo di parlare meglio in un altro momento di lui, delle sue singolari scelte di carriera e della sua collocazione in un panorama tipicamente bianco e mid-western del jazz contemporaneo (ma invito te a farlo, se volessi); qui dico solo come si tratti di un pianista eccezionale, dotato di un intuito e di una fantasia armonici fuori dal comune (il suo repertorio di accordi di sostituzione è sorprendente: l’altra mattina non ha suonato due chorus dello stesso pezzo con gli stessi accordi), un vero improvvisatore capace di invenzioni melodiche di improvvisa bellezza e ritmicamente mobile al punto da poter costituire un vero cimento per gli accompagnatori.
Non è stato il caso qui a Milano, dove aveva con sé Drew Gress e Bill Stewart; e nemmeno lo fu nel 2009 al Village Vanguard, dove il repertorio di quel concerto, che si propone come omaggio a Clifford Brown, è stato eseguito da Carrothers con una ritmica europea molto ferrata, pur se non altrettanto brillante.
Gertrude’s Bounce (Richie Powell), da «A Night at the Village Vanguard», Pirouet PIT3056. Bill Carrothers, piano; Nicolas Thys, contrabbasso; Dré Pallemaerts, batteria. Registrato l 18 luglio 2009.
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