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domenica 25 dicembre 2011

Guest Post #10: Paolo il Lancianese & Umberto Cesàri

  So this is Xmas, and what have you done? Io vi auguro buon Natale, ma appoggiandomi a Paolo il Lancianese che ha fatto per voi una scelta delle sue, completamente abruzzese. Buone feste, cari amici!

  Se, per augurare BUON NATALE a te e a tutti i frequentatori di JnP, ti (vi) propongo di ascoltare Tu scendi dalle stelle: tu che fai, mi prendi per pazzo? La trovi un’idea banale? Kitsch? Anche se a suonare è Umberto Cesàri?

  E chi è Umberto Cesàri?

Non tu mi farai tu questa domanda, che di Cesàri hai qui parlato. Ma sarebbe bello che tanti altri se lo chiedessero, e andassero a trovare qualcosa di lui, e su di lui. Era, detto in due parole, un grande pianista e un personaggio straordinario. Dopo aver guidato aerei e automobili, decise di non uscire più di casa: per guardare il mondo (e per capirlo) basta e avanza la finestra della propria stanza - e un pianoforte. Era abruzzese, e qualcosa vorrà pur dire (ne testimonio io, che son Lancianese). Amava sopra tutti Art Tatum, ma apparteneva alla razza del Monaco.

  BUON NATALE.

  Tu scendi dalle stelle (Alfonso Maria de’ Liguori), da «Il pianista invisibile». Umberto Cesàri, piano. Registrato in casa propria, a Roma, nel 1986 circa.



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giovedì 12 agosto 2010

Begin The Beguine (Umberto Cesàri) - Soluzione al Quiz #4

  Stavolta il Quiz era  carognesco, ma devo dire che la differenza non si è notata nella risposta del colto e dell’inclita. L’unico che ci abbia fatto un tentativo è un idiota ignorante.

  Comunque si trattava del trio del pianista teatino (di Chieti) Umberto Cesàri (1920-1992), personaggio interessante e misterioso, un po’ inquietante perfino, che negli ultimi anni è stato oggetto delle attenzioni critiche soprattutto del suo concittadino Stefano Zenni e di Marcello Piras, insomma della SIdMA. Nel 2003 è uscito un bel volume di studi, discografia, documenti, con un impegnativo saggio biografico di Zenni, in edizione non commerciale corredata di due CD di incisioni diversamente irreperibili: Il pianista invisibile. Vita e opere di Umberto Cesàri (1920-1992), Chieti, Società Italiana di Musicologia Afroamericana, 2003.

  Begin The Beguine è forse il pezzo più famoso di Cesàri; colpisce per la profondità armonica e per una padronanza idiomatica che nell’Italia del 1950 era quasi inconcepibile. Con l’entusiasmo un po’ bombastico che gli è proprio, Marcello Piras lo definisce  «opera insieme fantasmagorica e abissale, cristallina ed enigmatica (…) uno dei vertici non solo del jazz italiano, ma della musica italiana del XX secolo».

  Begin The Beguine (Porter). Umberto Cesàri, piano; Carlo Pes, chitarra, Carlo Loffredo, contrabbasso. Registrato l’8 marzo 1950.