Il saluto a Charlie Parker composto da Jimmy Hamilton, l’immacolato clarinettista di Duke Ellington, si esaurisce nell’intenzione e nell’omaggio, dal momento che non mi sembra che né il pezzo né gli assoli contengano riferimenti al lessico di Bird. In compenso, a un certo punto (01:50) si ascolta una contromelodia di gusto ellingtoniano.
Il disco, molto bello, è a nome di Lucky Thompson, che qui lascia per lo più la scena a Hamilton.
Salute to Charlie Parker(Hamilton), da «Accent On Tenor Sax», Fresh Sound FSRCD 355. Ernie Royal, tromba; Jimmy Hamilton, clarinetto; Lucky Thompson, sax tenore; Billy Taylor, piano; Oscar Pettiford, contrabbasso; Osie Johnson, batteria. Registrato nel 1954.
Where Or When (Rodgers-Hart), da «Accent On Tenor Sax», Fresh Sound FSRCD 355. Ernie Royal, tromba; Jimmy Hamilton, clarinetto; Lucky Thompson, sax tenore; Billy Taylor, piano; Oscar Pettiford, contrabbasso; Osie Johnson, batteria. Registrato nel 1954.
Lucky Thompson. Le cose sue che ho pubblicato sono sparite per cui forse le ripubblicherò, ma intanto oggi ti dò qualcosa nuova per il blog; quanto alle mie impressioni di Lucky, se t’interessassero cerca alla voce «Lucky Thompson» nella farragine di nomi qui a destra e in particolare leggi qui, dove ho cercato di circoscriverne lo stile in poche parole.
In Sentimental Lucky suona il sax soprano, di cui è stato uno dei maggiori praticanti già prima di Coltrane. È un’esecuzione memorabile, da cui resta esclusa la batteria. Fly With The Wind viene a ricordarti come Lucky fosse compositore di temi quirky, ritmicamente accidentati, armonicamente semplici (questo è un rhythm changes e, come sempre nelle esecuzioni dei suoi complessi, il primo chorus del suo assolo esclude il pianoforte), sempre stranamente orecchiabili.
Fly With The Wind (Thompson), da «Lucky Strikes», [Prestige] OJCCD 194-2. Lucky Thompson, sax tenore; Hank Jones, piano; Richard Davis, contrabbasso; Connie Kay, batteria. Registrato il 15 settembre 1964.
La famosa canzone di Casablancaè posseduta qui dallo splendente sax soprano di Lucky Thompson, che non somiglia a nessun altro sax soprano io abbia mai sentito e che lo pone, a mio giudizio, nella trinità dei grandi di questo strumento, con Bechet e Lacy (chi sia il quarto non saprei dire, per me non Coltrane; chiunque debba essere, seguirà questi tre a una bella distanza).
L’esecuzione di Long Ago And Far Away viene in origine da un disco tutto dedicato a Jerome Kern, «Plays Jerome Kern And No More». Entrambe le interpretazioni sono uptempo e caratterizzate dal lirismo luminoso ed esatto del grande Lucky.
As Time Goes By (Upfeld), da «Happy Days», Prestige PRCD-24144-2. Lucky Thompson, sax soprano; Tommy Flanagan, piano; George Tucker, contrabbasso; Walter Perkins, batteria. Registrato il 16 febbraio 1965.
Long Ago And Far Away (Kern-I. Gershwin), ib. Thompson, sax tenore; Hank Jones, piano; Wendell Marshall, contrabbasso; Dave Bailey, batteria. Registrato l’8 marzo 1963.
Over the Rainbow (Arlen-Harburg), da «Test Pilot Vol. 1», Swingtime ST 1005. Ray Copeland, tromba; Sahib Shihab, sax alto; Lucky Thompson, sax tenore; Pritchard Cheseman, sax baritono; Edwin Swanston, piano; Leonard «Peck» Morrison, contrabbasso; Al Walker, batteria. Registrato nel 1950.
Download Una nota che non c’entra con Lucky Thompson: su Quaderni d’Altri Tempi esamino la riedizione dei dischi Verve di Bill Evans.
Quando uno invecchia, le idee, come i capelli, si fanno più rade ma, a differenza di quelli, anche più tenaci. Soprattutto alcune si fanno ricorrenti, e siccome anche Jazz nel pomeriggio, come chiunque non si estingua, invecchia, ecco che torna a proporti quello che sta diventando una sua idea fissa (Bill Evans ricorre più che altro per una ragione contingente), cioè Lucky Thompson.
So che questo grande ti è molto gradito quindi non ti farò perdere altro tempo nell’introdurre i due pezzi dove Lucky suona luminosamente il sax soprano, di cui fu uno dei pochissimi praticanti moderni prima di John Coltrane. René Thomas (Street of Dreams), belga, compare per la prima volta su Jnp. È considerato da molti il miglior chitarrista di jazz europeo.
Lady Gail (Thompson), da «A Lucky Songbook in Europe», MPS 15 231. Lucky Thompson, sax soprano; Ingfried Hofmann, organo; Sadi, vibrafono; Eberhard Weber, contrabbasso; Stu Martin, batteria. Registrato il 13 marzo 1969.
Spero che Lucky Thompson ti sia piaciuto quanto a me, ieri, perché oggi, cosa che non mi pare di avere ancora mai fatto, te lo somministro di nuovo.
Dopo averlo ascoltato in America con due sue composizioni molto caratteristiche, oggi ne apprezzerai il talento di balladeur che esibì, appena tre settimane dopo le incisioni di «Tricotism», a Parigi, in buona compagnia.
Ballad Medley: Sophisticated Lady (Ellington-Mills-Parrish) / These Foolish Things (Link-Strachey-Maschwitz), da «Nothing But The Soul», EMI 7243 539651 2 9. Emmett Berry, tromba; Lucky Thompson, sax tenore; Henri Renaud, piano; Benoît Quersin, contrabbasso; Gérard Pochonnet, batteria. Registrato il 22 febbraio 1956.
Da due giorni ascolto questo disco che ti ho già proposto un paio di volte negli anni (intanto faccio anche altro, veh). A ogni ascolto mi piace di più; ha su di me un effetto benefico, benignamente ipnotico e credo proprio che sia una gemma un po’ nascosta, dal fascino poco definibile ma intenso.
Si potrebbero usare queste parole per Lucky Thompson stesso. Thompson (nato Eli nel 1924) era un personaggio difficile, scomparso presto dalla scena, disintegratosi già prima che lo facesse l’Alzheimer nel 2005. Dagli anni Quaranta ai primi Settanta era stato uno dei maggiori specialisti del sax tenore: un hawkinsiano convinto che dopo una robusta esperienza di orchestre swing si era trovato intruppato con i boppers e poi con i loro successori– è lui il tenore nei Dial californiani di Parker del 1946; ed è lui il tenore in «Walkin’» di Miles Davis, una pietra angolare dell’hard bop. Un po’ a somiglianza di Don Byas, che era parecchio più anziano di lui, Thompson mantenne scoperte le radici nel saxofonismo pre-bebop, soprattutto per il suono e per l’approccio ritmico, se non per la sensibilità armonica che invece era avanzata; a differenza che in Byas, l’influsso parkeriano agì su di lui, ma – lo sentirai anche oggi – in modo un po’ strano, che nei suoi assoli lo faceva sembrare, superficialmente, due saxofonisti diversi in alternanza: lo si sente particolarmente, qui, in Bo-Bi My Boy.
In realtà lo stile di Thompson era unificato da una notevole coerenza costruttiva: credo che Sonny Rollins debba averlo tenuto presente, in gioventù. Thompson valeva anche come compositore, che qui cimenta la sua fantasia armonica e melodica sulle dodici misure del blues.
Bene gli altri, ma benissimo Oscar Pettiford e Jimmy Cleveland.
Bo-Bi My Boy (Thompson), da «Tricotism», GRP 11352. Lucky Thompson, sax tenore; Clifton «Skeeter» Best, chitarra; Oscar Pettiford, contrabbasso. Registrato il 24 gennaio 1956.
Riflettevo, a seguito di un post di qualche giorno fa, sull’uso del sax soprano nel jazz moderno. Se l’impiego indiscriminato di questo pericoloso e sovente molesto ordigno si deve senz’altro all’esempio di John Coltrane dopo My Favorite Things (1960), a suonarci sopra in idioma moderno avevano pensato prima di lui Steve Lacy, e questo lo sanno tutti, ma anche Lucky Thompson, cosa che forse sono in meno a ricordare, e il francese Barney Wilen, famoso soprattutto per aver suonato con Miles nella colonna sonora di Ascenseur pour l’échafaud. Sia Thompson sia Wilen dimostravano sullo strumento una migliore intonazione e un superiore controllo del suono rispetto a quelli che a Coltrane interessava ottenere. Ti propongo dunque un’esibizione sopranile di Thompson (questa è del 1964, ma fidati: lo suonava prima di Coltrane), e poi una di Wilen dal vivo al festival di Newport del 1959 (qui Wilen alla fine riprende il tema col tenore).
Prey-Loot (Thompson), da «Lucky Strikes», OJC 194. Lucky Thompson, sax soprano; Hank Jones, piano; Richard Davis, contrabbasso; Connie Kay, batteria. Registrato il 15 settembre 1964.
’Round Midnight (Monk), da «Barney Wilen Quartet - Newport ’59», Fresh Sound FS CD-165. Barney Wilen, sax soprano; Toshiko Akiyoshi, piano; Tommy Bryant, contrabbasso; Roy Haynes, batteria. Registrato il 4 luglio 1959.
Deep Passion, è, nemmeno dissimulato, Body and Soul. L'assolo di Lucky Thompson è un omaggio flagrante a Coleman Hawkins
Deep Passion (aka Body and Soul), da «Tricotism», Fresh Sound. Lucky Thompson, sax tenore; Clifton «Skeeter» Best, chitarra; Oscar Pettiford, contrabbasso. Registrato il 24 gennaio 1956.
Un titolo bizzarro per un disco noto più di nome che di fatto. Lucky Thompson, saxofonista tenore (ma anche uno dei primi moderni ad aver ricuperato il soprano), compare in alcune sedute famose del jazz degli anni Cinquanta, per esempio con Miles Davis, ma ha inciso ben poco a suo nome e le vicende della sua vita sono un po' misteriose. Era uno strumentista personalissimo, come Don Byas radicato nella tradizione del sax tenore, pur agendo in contesti aggiornati.
PS Questo bel pezzo è dedicato all’amica, lettrice e provvisoria collega di sventura (trasloco) Linda De Feo.
Tricotism (Pettiford), da «Tricotism», Fresh Sound. Lucky Thompson, sax tenore; Clifton «Skeeter» Best, chitarra; Oscar Pettiford, contrabbasso. Registrato il 24 gennaio 1956.