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giovedì 31 dicembre 2015

Thieves’ Carnival – Travelog (Clarence Shaw)

 Questo post improptu è una sorpresina riservata a chi, non si sa mai, si trovi collegato a Jazz nel pomeriggio proprio in questo momento psicologicamente entre le chien et le loup, quando non si sa bene se siamo ancora quelli del 2015 o se siamo già quelli del 2016 – in realtà, per quanto intuisco io del tempo, e Philip K. Dick sarebbe d’accordo e forse anche quell’antipatico Sant’Agostino (però insomma, non so bene), potremmo essere nel secondo secolo d.C. o chissà quando nel futuro e in realtà siamo dappertutto sempre, come in quel famoso fumetto di Richard McGuire. Divago.

 Insomma, eccoti due pezzi di un musicista che mi piace molto, Clarence Shaw,  che ha fatto poco, perché la vita del jazz, o forse la vita, era troppo dura per lui, ma noi gli vogliamo bene perché era un poeta e poeti sono alcuni lettori abituali di Jazz nel pomeriggio. Sono belle anche le composizioni dovute a due dei suoi oscuri sidemen: Travelog è una ballad malinconica ma provvista di nerbo, con un bellissimo titolo, e Thieves’ Carnival ha da parte sua un titolo molto letterario, di una commedia di Jean Anouilh, e un hook straordinariamente orecchiabile, nonché un’incalzante progressione armonica.

 Per gli auguri urbi et orbi, domani mattina primo gennaio 2016 di sicuro, con Dicky Wells. Adesso, entre le chien etc., un abbraccio affettuoso e due canzoni.

 Thieves’ Carnival (Taylor), da «Debut In Blues», Argo LPS-726. Clarence Shaw, tromba; Herb Wise, trombone; Jay Peters, sax tenore; James Taylor, piano; Sidney Robinson, contrabbasso; Gerald Donovan, batteria. Registrato l’8 luglio 1963.

 Travelog (Robinson), id.

venerdì 10 ottobre 2014

When Sunny Gets Blue – Thieves’ Carnival (Clarence Shaw)

 Clarence Gene Shaw (1926-1973), di Detroit, è un relativamente oscuro del jazz, per carriera frammentata e vita breve, ma è stato uno delle trombe più luminose fra anni Cinquanta e Sessanta. Collaboratore di Mingus, e come tale già sentito qui, in dischi come «East Coasting» e «Tijuana Moods», prima di ritirarsi (in seguito a un litigio violento con un Mingus in torto marcio, che lo disgustò della musica) incise tre dischi a proprio nome nel 1962, ’63 e ’64.

 Dal secondo, in un quintetto con dei musicisti non noti, Shaw risplende in tutta la sua calda emotività, espressa in uno stile non virtuosistico ma ricco di ornamentazioni che, rese in una sonorità unica nell’hard bop, rimandano a trombe, e a cornette, del jazz premoderno. Questa di When Sunny Gets Blue è una delle versioni più belle che io conosca.

 When Sunny Gets Blue (Fisher-Segal), da «Debut In Blues», Argo LPS-726. Clarence Shaw, tromba; Herb Wise, trombone; Jay Peters, sax tenore; James Taylor, piano; Sidney Robinson, contrabbasso; Gerald Donovan, batteria. Registrato l’8 luglio 1963.



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 Thieves’ Carnival (Taylor), id.



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