Il disco, del 1979 e inciso in Germania, comprende sei composizioni di Martial Solal, che oltre che un grande – ma, ho scoperto, controverso – pianista, è un compositore molto estroso. John Scofield può sembrare un elemento un po’ allotrio alla compagnia, ma funziona invece benissimo.
In Four Keys i quattro improvvisano eterofonicamente sul blues di 12 battute, ciascuno in una sua tonalità. La presenza di Konitz e della chitarra e i fraseggi di Solal costituiscono un richiamo credo esplicito a Intuition e Digression di Lennie Tristano (1949).
Not Scheduled (Solal), da «Four Keys», MPS ULS-6016-P. Lee Konitz, sax alto; John Scofield, chitarra; Martial Solal, piano; Niels Henning Ørsted Pedersen, contrabbasso. Registrato nel maggio 1979.
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Four Keys (Konitz-Solal-Scofield-Ørsted Pedersen), id.
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lunedì 9 febbraio 2015
mercoledì 6 agosto 2014
Star Eyes (Joe Albany & NHØP)
Star Eyes (Raye-DePaul), da «Two’s Company», SteepleChase SCCD 31019. Joe Albany, piano; Niels Henning Ørsted Pedersen, contrabbasso. Registrato il 17 febbraio 1974.
martedì 12 febbraio 2013
Donna Lee (Martial Solal & Niels Henning Ørsted Pedersen)
Un concorso di virtuosi, Martial Solal e NHØP, in Donna Lee, la composizione di Miles Davis che, per i suoi complessi e rapidi cambi d’accordo, è considerato un banco di prova di virtuosismo.
L’esecuzione è quella che ci si aspetta, una dimostrazione di bravura e di disinvoltura improvvisativa. Resta anche l’impressione che talvolta si riceve da Solal, che le sue improvvisazioni siano tutto sommato indifferenti al materiale e per questa ragione spesso somiglianti fra loro. Qui, per esempio, il pianista non si dà nemmeno l’incomodo di eseguire il tema, lasciandone intera l’incombenza a Pedersen.
Donna Lee (Davis). Martial Solal, piano e Niels Henning Ørsted Pedersen, contrabbasso, dal vivo ai Berliner Jazztage, 3 novembre 1976.
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L’esecuzione è quella che ci si aspetta, una dimostrazione di bravura e di disinvoltura improvvisativa. Resta anche l’impressione che talvolta si riceve da Solal, che le sue improvvisazioni siano tutto sommato indifferenti al materiale e per questa ragione spesso somiglianti fra loro. Qui, per esempio, il pianista non si dà nemmeno l’incomodo di eseguire il tema, lasciandone intera l’incombenza a Pedersen.
Donna Lee (Davis). Martial Solal, piano e Niels Henning Ørsted Pedersen, contrabbasso, dal vivo ai Berliner Jazztage, 3 novembre 1976.
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