Domani sera lunedì 30 gennaio, alle 21:30, sulla Radio Popolare, il mio amico e contributore di Jnp Carlo Tosetti sarà ospite del programma di poesia Percorsi PerVersi. Il conduttore Paolo Massari discorrerà con Tosetti che leggerà dei suoi versi (una poesia di CT l’hai letta anche qui) e credo anche versi di altri autori.
È come se, indirettamente, un pezzetto di Jazz nel pomeriggio uscisse nel mondo.
(Qui, una bella recensione del volume Wunderkammer).
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domenica 29 gennaio 2017
martedì 10 gennaio 2017
[Guest post #67] Carlo Tosetti & Chet Baker
Il guest post di oggi mi rallegra per tre ragioni incatenate: la prima, perché è una poesia e per giunta nella forma della terzina dantesca, o incatenata (ababcb…), cioè, insieme con la canzone e con il sonetto, la più illustre della nostra poesia; la seconda, perché di uno dei miei poeti preferiti, amico mio e di Jazz nel pomeriggio, Carlo Tosetti, che era in credito di un guest post da Natale; infine, perché le terzine sono dedicate a un personaggio che mi è caro, la mia cagnetta Bruna, colta qui miracolosamente al vivo, e sono conteste di riferimenti non solo a lei ma anche a casa mia, riferimenti che solo qualcuno potrà cogliere: ma le terzine sono godibili da tutti, così come la tromba di Chet Baker.
Terzine per Bruna
Cercavo silenzio allo Stadera,
risoluto che nel ritmo, la notte,
(asincrona sbatte una portiera)
nello strascico delle buie rotte,
la pace antica regni verace,
ruota di carro, rotolar di botte,
è invece la nenia efficace,
il rodere i legni e braccioli,
di Bruna dal muso tanto mordace,
per temprare dei denti i boccioli,
remota la lepre della prateria,
nemmeno una scala a pioli,
è un pratico strazio la libreria,
il disgregare le plastiche nuove,
aver di corrosione maestria.
Carlo Tosetti
Silence (Haden), da «Silence», Soul Note 121172-1. Chet Baker, tromba; Enrico Pieranunzi, piano; Charlie Haden, contrabbasso; Billy Higgins, batteria. Registrato nel novembre 1987.
sabato 24 dicembre 2016
[Guest post #66] Alessandro Achilli (pro Carlo Tosetti) & Gong
Meta-guest post che sottolinea la natura cooperativa di questo blog; la spiegazione nel testo e nei commenti del post precedente, guest a sua volta sia pure sui generis. Con i Gong Jazz nel pomeriggio mette il piede in un territorio quasi mai qui esplorato.
Radio Gnome Invisible (Daevid Allen), da «Flying Teapot», Virgin V2002. Gong: Didier Malherbe, sax tenore, sax soprano, flauto; Steve Hillage, Christian Tritsch, chitarre; Francis Moze, basso elettrico, piano elettrico; Laurie Allan, batteria; Rachid Houari, congas; Tim Blake, sintetizzatore, voce; Daevid Allen, voce, chitarra; Gilli Smyth, voce. Oxfordshire, tra il 2 e il 14 gennaio 1973.
Radio Gnome Invisible (Daevid Allen), da «Flying Teapot», Virgin V2002. Gong: Didier Malherbe, sax tenore, sax soprano, flauto; Steve Hillage, Christian Tritsch, chitarre; Francis Moze, basso elettrico, piano elettrico; Laurie Allan, batteria; Rachid Houari, congas; Tim Blake, sintetizzatore, voce; Daevid Allen, voce, chitarra; Gilli Smyth, voce. Oxfordshire, tra il 2 e il 14 gennaio 1973.
venerdì 23 dicembre 2016
[Guest post #65] Carlo Tosetti & Modern Jazz Quartet
Live guest post!!! Il poeta Carlo Tosetti presenzia in diretta alla redazione di Jazz nel pomeriggio e per te ha scelto:… niente: quello che il Tosetti desiderava, io non ce l’ho: un disco dei Gong. Un altro pezzo del MJQ era per diverse ragioni inattingibile. Un po’ di malavoglia, e più che altro per compiacermi, ha scelto Cortege. Conta il pensiero.
Cortege (Lewis), da «One Never Knows», Atlantic 1284. The Modern Jazz Quartet: Milt Jackson, vibrafono; John Lewis, piano; Percy Heath, contrabbasso; Connie Kay, batteria. Registrato nel 1958.
sabato 30 aprile 2016
[Extracurricolare] Wunderkammer di Carlo Tosetti
Se mi segui da un po’ sai che mi piace la poesia e che quando posso trascrivo qualche verso (non mio) nei post del blog. A loro volta, alcuni poeti sono lettori di Jazz nel pomeriggio.
Uno di questi, l’a me carissimo Carlo Tosetti, autore anche di un guest post in tempi non vicinissimi, è fuori con una nuova raccolta edita da un altro mio amico e lettore, l’ottimo a sua volta poeta Antonio Lillo di Pietre Vive.
La raccolta si chiama Wunderkammer e contiene poesie e alcune prose bellissime; e molto, molto insolite.
Uno di questi, l’a me carissimo Carlo Tosetti, autore anche di un guest post in tempi non vicinissimi, è fuori con una nuova raccolta edita da un altro mio amico e lettore, l’ottimo a sua volta poeta Antonio Lillo di Pietre Vive.
La raccolta si chiama Wunderkammer e contiene poesie e alcune prose bellissime; e molto, molto insolite.
sabato 27 aprile 2013
[Guest post #34] Carlo Tosetti & Gerry Mulligan
Voci nuove, voci interessanti: esordisce nel guest post di Jazz nel pomeriggio l’estroso Carlo Tosetti/Musnorvegicus, poeta, chitarrista e altro (per me soprattutto poeta, con tutto che anche la sua prosa, come stai per leggere o forse già sai dal suo blog, merita nota). Com’è suo singolare talento, partendo da una cosa Carlo arriva a parlare di tante altre.
Anni fa, prima che mi decidessi ad approfondire temi che
gravitano intorno alla salute, fui tormentato da una fastidiosa dermatite che
mi straziava l’interno delle braccia. Rinomati luminari della dermatologia, senza spiegarmi le
cause di tale afflizione e neppure confessando che – forse – le cause
riposavano ancora in una zona d’ombra, dove la scienza medica non aveva ancora
scovato l’interruttore della luce, tentarono di curarmi con continui
insuccessi.
Disperato per le mie condizioni, ascoltai il consiglio
di un’amica e finii a Milano, da un medico Tibetano.
Fu una visita molto curiosa. Guardò contro luce le mie
urine, controllò gli occhi, la lingua e l’attaccatura dei capelli, mi scrutò il
polso alla «moda cinese», poi sentenziò: fegato e vie biliari stressate. Tutto
si svolse grazie all’intermediazione di un altro tibetano, traduttore. Mi proibì di mangiare agrumi e mi diede delle perle
nerastre, da assumere mattina e sera. Erano disgustose, ma la cura funzionò.
Che c’entra tutto ciò con Jnp? Il fatto è che, nella
sala d’aspetto del centro Tibetano, spiccavano delle foto – formato gigante –
di un tizio occidentale, circondato da monaci. Domandai: si trattava di Gerry Mulligan, grande
sostenitore della causa del Tibet.
Durante la grave malattia che lo colpì, si fece aiutare
anche dai suoi amici orientali. Milano ricorda un suo stupendo concerto con
Ornella Vanoni ed il coro dei Monaci del Tibet, poco prima di spegnersi; ulteriore dimostrazione della sua
vicinanza a quella cultura.
Era molto legato a Milano; sua moglie era milanese, a
Milano aveva una casa. Ovviamente aveva suonato col caro Enzo Jannacci. Ho letto che spesso s’infilava nel Teatro Alla Scala,
durante le prove: conosceva i professori d’orchestra. Insomma, per chi non lo
sapesse: era più milanese di molti milanesi…
Dopo la visita al centro Tibetano, mi informai ed
acquistai «Night Lights», disco del 1963, che – delicato e dolce – permise di
avvicinarmi al jazz. Marco ha già trattato quel disco,
ma mi permetto di proporre un altro brano.
A ricordo di quei giorni, del carissimo medico Tibetano
e del grande Mulligan.
Ciao Marco, ciao a tutti,
Carlo Tosetti
Morning of the Carnival [Manha
de carnaval] (Bonfa), da «Night Lights», Mercury 818 271-2. Art Farmer,
tromba; Bob Brookmeyer, trombone a pistoni; Jim
Hall, chitarra; Gerry Mulligan, piano; Bill Crow, contrabbasso; Dave
Bailey, batteria. Registrato nel settembre 1963.
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