Visualizzazione post con etichetta Bill Russo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bill Russo. Mostra tutti i post

martedì 21 novembre 2017

’Round About Midnight – I Got It Bad [And That Ain’t Good] (Lee Konitz)

 Ripiglio il discorso di due giorni fa: quali sono le caratteristiche di un’interpretazione musicalmente plausibile delle composizioni di Monk? «Musicalmente», cioè espressivamente plausibile nel rispetto dei parametriformali della composizione.

 Per esempio, non mi sembra che qui ci siamo, malgrado i bei nomi coinvolti. Che cosa avrà indotto una mente musicale di prim’ordine come Bill Russo a concepire quest’arrangiamento da telefilm per un quartetto d’archi di scrittura a un tempo rigida e sfrangiata, incoerente, con puntature, sul finale, di puro cattivo gusto e con insipide revisioni armoniche, in una cornice di grande rigidità ritmica? Un’esperienza d’ascolto che ho trovato senz’altro sgradevole.

 Lee Konitz, ‘featured soloist’ in questo disco per il resto non così male, teste il successivo standard ellingtoniano, si estranea e va «through the motions», come si dice, cioè fa meccanicamente quello che ci si aspetta da lui, che non è davvero molto nell’occasione. Ma forse, anche in condizioni più propizie, il repertorio monkiano non gli è il più congeniale.

 ’Round About Midnight (Monk), da «Lee Konitz With Strings: An Image», Verve [ora in «Lee Konitz Meets Jimmy Giuffre», Verve 527 780-2. Lee Konitz, sax alto, con Lou Stein, piano, Billy Bauer, chitarra, Milt Hinton, contrabbasso, Sol Gubin, batteria; quartetto d’archi. Bill Russo, arrangiamento. Registrato nel febbraio 1958.

 I Got It Bad (Ellington), id.

mercoledì 26 settembre 2012

The Princess of Evil - Deep People - Ennui (Bill Russo & Shelly Manne & Jimmy GIuffre)

 Immagino che il titolo di questo disco a nome di Bill Russo e Shelly Manne, «Deep People», sia autoironico, con riferimento all’impegno di scrittura e alle connotazioni di cerebralismo associate in quegli anni (qui siamo nel 1951-52) soprattutto a Russo e a Jimmy Giuffre e, in minor misura, a Manne e a Shorty Rogers, spesso al loro fianco. Russo, Manne e Rogers erano accomunati dall’aver suonato con Stan Kenton, il principe dell’ambizione cervellotica seguita da risultato modesto o imbarazzante. Qui per fortuna le cose vanno diversamente.

 The Princess of Evil è una composizione e arrangiamento lento e moody di Russo, che mette in luce Conte Candoli, uno dei maggiori solisti West Coast. Deep People, per il medesimo settetto, è arrangiata da Giuffre.

 Con Ennui si passa a una big band sui generis, con legni e corni, e a un’altra impegnativa partitura di Bill Russo. Con un congruo anticipo sulla voga del termine, Russo adopera qui una scrittura modale che precorre, nei dettagli d’orchestrazione, i lavori di qualche anno successivi di Gil Evans con Miles Davis e che in modo meno appariscente richiama anche le cose che, più o meno nello stesso periodo, scriveva e incideva George Russell. Solista di trombone è il compositore stesso.

 The Princess of Evil (Russo), da «Deep People», Savoy SV-0186. Conte Candoli, Shorty Rogers, tromba; Jimmy Giuffre, sax tenore; Bob Gordon, sax baritono; Frank Patchen, piano; Joe Mondragon, contrabbasso; Shelly Manne, batteria. Registrato il 7 gennaio 1952.



 Download

Deep People (Giuffre), id.



 Download

 Ennui (Russo), ib. Gail Brockman, tromba; Bill Russo, trombone; Chris Leuba, Ralph Macciocchi, Leon Mendelsohn, corno; Clyde Bachand, tuba; Don Carone, sax alto; Kenny Mann, sax tenore; Don Hanby, sax baritono; Martin Lerner, Larry Molinelli, flauto; Robert Meyer, oboe; Walter Simpson, fagotto; Lloyd Lofton, piano; Robert Lesher, chitarra; Max Wayne, contrabbasso; Dominic Simonetta, batteria. Registrato il 15 agosto 1951.



 Download