Theme And Variations For Jazz Big Band (Scott), da «Tony Scott and his Big Band in Concert Live», Blue Jazz 006. Orchestra DRS della Radio Svizzera arrangiata e diretta da Tony Scott, sax tenore, con Glenn Ferris al trombone, Thomas Moeckel alla chitarra, Joel Reiff al contrabbasso e Curt Treier alla batteria. Registrato il 18 settembre 1981 alla Kunsthaussal di Luzern.
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giovedì 3 marzo 2016
domenica 16 novembre 2014
Ten Lessons With Timothy (Dizzy Gillespie)
1944-45: finiva la guerra e si era appena concluso, l’11 novembre ’44, il recording ban che aveva fermato per due anni l’industria discografica, dando il colpo di grazia alle big band e dunque alla Swing Era. New York era musicalmente in fermento, con il bebop già ben definito in tutti i suoi caratteri ma non ancora estricato dal jazz per piccoli gruppi degli anni immediatamente precedenti.
In questa zona liminare, Dizzy Gillespie partecipa a una seduta a nome di Tony Scott in compagnia di Ben Webster, qui nel suo personaggio di «duro», e altri illustri del periodo intermedio. Ten Lessons With Timothy, attribuito qui a Freddie Simon, un saxofonista attivo con Louis Jordan e nell’ambito del rhythm’n’blues, a me pare Woody’n’ You appena travisato. Osserva come il pezzo pare voglia proclamare ad altissima voce: BEBOP! fin dalle prime due note, che definiscono una flatted fifth discendente (quinta diminuita, l’intervallo-simbolo del bebop) .
Ignoro tutto di «Timothy» e di che lezioni impartisse, e perché dieci.
Ten Lessons With Timothy (Simon), da «The Dizzy Gillespie Story 1939-1950», Properbox 30. Dizzy Gillespie, tromba; Trummy Young, trombone; Tony Scott, clarinetto; Ben Webster, sax tenore; Jimmy Jones, piano; Gene Ramey, contrabbasso; Eddie Nicholson, batteria. Registrato nel 1945.
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In questa zona liminare, Dizzy Gillespie partecipa a una seduta a nome di Tony Scott in compagnia di Ben Webster, qui nel suo personaggio di «duro», e altri illustri del periodo intermedio. Ten Lessons With Timothy, attribuito qui a Freddie Simon, un saxofonista attivo con Louis Jordan e nell’ambito del rhythm’n’blues, a me pare Woody’n’ You appena travisato. Osserva come il pezzo pare voglia proclamare ad altissima voce: BEBOP! fin dalle prime due note, che definiscono una flatted fifth discendente (quinta diminuita, l’intervallo-simbolo del bebop) .
Ignoro tutto di «Timothy» e di che lezioni impartisse, e perché dieci.
Ten Lessons With Timothy (Simon), da «The Dizzy Gillespie Story 1939-1950», Properbox 30. Dizzy Gillespie, tromba; Trummy Young, trombone; Tony Scott, clarinetto; Ben Webster, sax tenore; Jimmy Jones, piano; Gene Ramey, contrabbasso; Eddie Nicholson, batteria. Registrato nel 1945.
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mercoledì 24 ottobre 2012
There Will Never Be Another You (Tony Scott)
Dopo le boiate di ieri, ecco senz’altre cerimonie un’esecuzione magistrale di uno standard da parte di una formazione già apparsa su Jnp, con Tony Scott e il giovane Bill Evans al piano. Osserva come, nell’intento di dare al suono del clarinetto un corpo e un volume quasi da sax, Scott arrivi a richiamare, soprattutto nel vibrato delle note acute, Sidney Bechet.
There Will Never Be Another You (Warren-Gordon) da «A Day in New York», Fresh Sound Records FSR-CD 333. Tony Scott, clarinetto; Bill Evans, pianoforte; Henry Grimes, contrabbasso; Paul Motian, batteria. Registrato il 16 novembre 1957.
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There Will Never Be Another You (Warren-Gordon) da «A Day in New York», Fresh Sound Records FSR-CD 333. Tony Scott, clarinetto; Bill Evans, pianoforte; Henry Grimes, contrabbasso; Paul Motian, batteria. Registrato il 16 novembre 1957.
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martedì 18 settembre 2012
[Guest Post #24] Sergio Pasquandrea & Bill Evans
Sergio Pasquandrea illustra gli iuvenilia (quasi) di un autore molto vicino al suo cuore (Five è un «rhythm changes», cioè un pezzo basato sul giro armonico di I Got Rhythm).
Per carità, tutti hanno i loro gusti.
Non voglio certo negare l’altissimo valore delle ormai mitologiche sessioni al Village Vanguard del 1961 (che sono state, per inciso, uno dei miei primi viatici al jazz quando, sedici-diciassettenne innamorato di Debussy, muovevo incerto i primi passi in questa nuova musica). Però, se dovessi indicare una preferenza del tutto personale, direi che per me il Bill Evans migliore è quello della seconda metà del decennio precedente.
Ascoltatelo qui, ad esempio, ventottenne, sotto la guida di Anthony Joseph Sciacca, in arte Tony Scott. Il suono, seppur già riconoscibile, è parecchio più secco e acidulo di quello della maturità, le linee dei fraseggi sono nervose, frammentate, modellate da una spigolosità di chiara matrice tristaniana. Certo, nulla voglio togliere alle distillazioni armoniche, al romanticismo macerato, alle instancabili ruminazioni delle ballad. Però, non dimentichiamoci che Evans fu anche maestro del ritmo, arrangiatore sapiente, virtuoso immacolato ma senza mai farsene troppo vanto.
Insomma, ognuno ha i suoi gusti. Sui quali, come amava parodiare il mio professore di filosofia del liceo, a nessuno è lecito sputacchiare.
(Per inciso, il capriccioso tema di Five venne usato spesso da Evans come firma sonora per chiudere i concerti. Questa è una delle rare occasioni in cui si può ascoltare il brano per esteso).
Five (Evans), da «A Day in New York», Fresh Sound Records FSR-CD 333. Tony Scott, clarinetto; Bill Evans, pianoforte; Henry Grimes, contrabbasso; Paul Motian, batteria. Registrato il 16 novembre 1957.
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venerdì 6 maggio 2011
Five - I Remember You (Tony Scott)
Tony Scott è stato uno dei clarinettisti maggiori del jazz moderno (oltre che saxofonista e suonatore di ance varie, compositore, arrangiatore di grande rilievo), di sicuro è stato il più potente, quello che suonava più forte, sotto ogni rispetto diversissimo da quello che era negli stessi anni, in ambito moderno, l’altro praticante principale dello strumento, l’apollineo Buddy DeFranco.
Qui Scott ha con sé Bill Evans in una delle sue prime apparizioni discografiche, di cui esegue, in forma estesa, Five. In I Remember You al quartetto si aggiunge Jimmy Knepper al trombone, estroso come sempre.
Five (Evans), da «A Day in New York», Fresh Sound 333. Tony Scott, clarinetto; Bill Evans, piano; Henry Grimes, contrabbasso; Paul Motian, batteria. Registrato il 16 novembre 1957.
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I Remember You (Mercer-Schertzinger), ibid. più Jimmy Knepper, trombone.
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Qui Scott ha con sé Bill Evans in una delle sue prime apparizioni discografiche, di cui esegue, in forma estesa, Five. In I Remember You al quartetto si aggiunge Jimmy Knepper al trombone, estroso come sempre.
Five (Evans), da «A Day in New York», Fresh Sound 333. Tony Scott, clarinetto; Bill Evans, piano; Henry Grimes, contrabbasso; Paul Motian, batteria. Registrato il 16 novembre 1957.
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I Remember You (Mercer-Schertzinger), ibid. più Jimmy Knepper, trombone.
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lunedì 15 novembre 2010
Portait of Duke Ellington, Monica's Smile (Tony Scott)
Tony Scott dirige a Lucerna, nel 1981, l’Orchestra jazz della Radio Svizzera (DRS Big Band) in un programma di originali suoi e di questa suite d’omaggio a Duke che comprende In a Sentimental Mood (con solisti l’americano Glen Ferris, trombone, e Scott al piano), Sophisticated Lady con Scott al sax tenore, Lush Life dove Scott canta e si accompagna coloritissimamente al piano, Take the «A» Train con Scott che canta e suona il tenore, e infine It Don’t Mean a Thing con Scott al clarinetto.
Segue il suo Monica’s Smile, astratto e contrappuntistico.
Portrait of Duke Ellington, da «Tony Scott and his Big Band in Concert Live»», Blue Jazz 006, Orchestra DRS della Radio Svizzera arrangiata e diretta da Tony Scott, con Glenn Ferris al trombone, Thomas Moeckel alla chitarra, Joel Reiff al contrabbasso e Curt Treier alla batteria. Registrato il 18 settembre 1981 alla Kunsthaussal di Luzern.
Monica’s Smile (Scott), ib. con Markus Kuhne e Hans Peters; flauto; Fernand Fantini, clarinetto basso.
Segue il suo Monica’s Smile, astratto e contrappuntistico.
Portrait of Duke Ellington, da «Tony Scott and his Big Band in Concert Live»», Blue Jazz 006, Orchestra DRS della Radio Svizzera arrangiata e diretta da Tony Scott, con Glenn Ferris al trombone, Thomas Moeckel alla chitarra, Joel Reiff al contrabbasso e Curt Treier alla batteria. Registrato il 18 settembre 1981 alla Kunsthaussal di Luzern.
Monica’s Smile (Scott), ib. con Markus Kuhne e Hans Peters; flauto; Fernand Fantini, clarinetto basso.
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