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sabato 18 gennaio 2020

Blues For Our Marches To End – Black Flight - For the Go Go (Lafayette Gilchrist)


 Si dà anche il caso di musicisti che non abbiano da dire che una cosa sola, e neanche si curino di variarne molto il tono; che tuttavia quella cosa la dicano sempre persuasi e sinceri, con laccento della verità.

 Di questi, uno mi sembra il pianista di Baltimora Lafayette Gilchrist (il nome!), che ti presentai qui sopra quand’era quasi giovane (è del 1967). 

 Io vivo in una dimensione allucinatoria per quanto riguarda l’attualità musicale ma anche per il resto, per lampi e frammenti non sequenziali, quindi non ho idea di quello che Gilchrist abbia fatto dal 2007 al 2019, l’anno di questa incisione, e neanche me ne importa qualcosa. Quanto avevo da dire su di lui lo dissi qui a suo tempo e non trovo niente da aggiungere, se non che la sua mi pare vieppiù una voce personale nel jazz di oggi, una le cui vantate radici hip hop non siano una belluria furbetta come in praticamente tutti gli altri che le dichiarano, e nella quale, per giunta, lo hip hop rivesta un interesse musicale che in ogni altra sua manifestazione mi elude.

 Niente di eccezionale, intendimi bene, ma Gilchrist assomiglia solo a se stesso. 

 Blues For Our Marches To End (Gilchrist), da «Dark Matter», Lafayette Music. Lafayette Gilchrist, piano. Registrato nel 2019.

 Black Flight (Gilchrist), id.

 For The Go Go (Gilchrist), id.

lunedì 4 settembre 2017

Visitors - In Depth (Lafayette Gilchrist) RELOADED

Reload dal 5 settembre 2013. 
 Lafayette Gilchrist (il nome!), quarantenne, nato a Washington D.C. e operante a Baltimora, è uno di quei musicisti che, pur ben provvisti in senso jazzistico, riconoscono come riferimento culturale più immediato l’hip-hop e di questo hanno fatto un’ipotesi di lavoro: pensa anche al ben più noto Robert Glasper, per restare fra i pianisti.

 Io ho ascoltato troppo poco di questi due per poterne dire qualcosa di sensato; superficialmente, mi interessa di più Gilchrist (che fa una musica bruna, colloidale e grumosa, che procede lenta con una sua solennità e in cui la fonte hip-hop è attinta con naturalezza), di Glasper, che pure è chiaramente pianista superiore a Gilchrist. Tu conosci questi due meglio di me? Puoi e vuoi dirne qualche cosa?

 Il primo di questi pezzi è dedicato a Sun Ra; il secondo, a James Brown.

 Visitors (Gilchrist), da «3», Hyena HYN 9358. Lafayette Gilchrist, piano; Anthony «Blue» Jenkins, basso elettrico; Nate Reynolds, batteria. Registrato nel 2007.

 In Depth (Gilchrist), id.