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giovedì 3 maggio 2018

Indiana (Arnett Cobb)

 Come forse ricordi, ho un affetto e un gusto particolare per Arnett Cobb, il grande sax tenore della scuola texana. Qui è verso la fine della sua vita (sarebbe morto cinque anni dopo) con una ritmica modern mainstream la cui somma è minore delle parti – Junior Mance, di cui sono ammiratore, sembra dormicchiare, George Duvivier non è sempre preciso ed è registrato malissimo – e una front line di grosso modo coetanei, dei quali Joe Newman fa secondo suo solito una magnifica figura.

 Cobb risuona affaticato, ma i suoi due brevi chorus ne conservano intatta la caratteristica musicalità e il pathos.

 Indiana (Hanley-McDonald), da «Keep On Pushin’», Bee Hive BH 7017. Joe Newman, tromba; Al Grey, trombone; Arnett Cobb, sax tenore; Junior Mance, piano; George Duvivier, contrabbasso; Panama Francis, batteria. Registrato il 27 giugno 1984.

giovedì 15 dicembre 2016

Pay It No Mind (Arnett Cobb)

 Una sorta di bop con un piede ancora nel tardo swing, qualcosa di già vicino a quanto pochi anni dopo si sarebbe cominciato a chiamare mainstream; comunque dell’ottimo jazz con Arnett Cobb, uno dei grandi Texas tenor, in un assolo come sempre intenso e stringente.

 (Mi scuso per la recente contumacia, la Bruna* non è stata bene**).

 * Cane
 ** Ora sta meglio

 Pay It No Mind (Cobb), da «Arnett Cobb 1946-1947», Classic 1071. David Page, tromba; Al King, trombone; Arnett Cobb, sax tenore; George Rhodes, piano; Walter Buchanan, contrabbasso; George Jones, batteria. Registrato nell’agosto 1947.

sabato 26 dicembre 2015

Stardust – Deep River (Arnett Cobb)

 L’offerta musicale di oggi è adeguata a quella che, per volgare convenzione, si ritiene debba essere la dieta delle feste: lipidica. C’è il sax tenore di Arnett Cobb, che tramite la sua sintassi semplice e, a quel punto, affaticata, dà forma a una sostanza musicale crassa e unta di blues.

 Ma le metafore musicali non rendono giustizia alla musica, se non forse quella, molto a proposito, che assimili il particolare lirismo di questa escuzione al soul food: cibo a un tempo di nutrimento per il corpo e di conforto per l’anima. Augh!

 Questa Stardust è posseduta a identico titolo di Cobb da Junior Mance, anche lui un grande suonatore di blues. Vi fa seguito il duetto di Cobb con George Duvivier, bravo come al solito ma sovra-amplificato, che avevo già pubblicato alcuni anni fa.

 Stardust (Carmichael-Parish) da «Keep On Pushin’», BeeHive BH 7017. Arnett Cobb, sax tenore; Junior Mance, piano; George Duvivier, contrabbasso; Panama Francis, batteria. Registrato il 27 giugno 1984.

 Deep River (trad.), ib. Cobb e Duvivier.

martedì 3 febbraio 2015

Pay It No Mind (Arnett Cobb)

 Arnett Cobb, come devo averti già detto, è uno dei miei sax tenori preferiti e credo che dovrebbe esserlo anche dei tuoi: un texano ben rappresentativo di quella scuola tenoristica ma con una musicalità infallibile che gli altri non hanno avuto.

 Pay It No Mind (Cobb), da «Arnett Cobb And His Orchestra, 1946-1947», Chronological Classics 1071. David Page, tromba; Al King, trombone; Arnett Cobb, sax tenore; George Rhodes, piano; Walter Buchanan, contrabbasso; George Jones, batteria. Registrato nell’agosto 1947.



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domenica 10 novembre 2013

Jenny (Milt Buckner, Arnett Cobb)

 Proprio belli, i quattro pezzi i pezzi incisi nel 1946 a Los Angeles da questa piccola orchestra arrangiata e diretta da Milt Buckner, che prende nome («The Hamptone All Stars») dalla formazione più grande da cui proviene, l’orchestra di Lionel Hampton, in quegli anni popolarissima.

 Due trombe, clarinetto, sax tenore e sax baritono sono organizzati in modo compatto e fantasioso, con il baritono (nelle mani precisissime di Charles Fowlkes) a doppiare all’ottava la prima tromba e il clarinetto e a punteggiare profondamente i chorus con uno stilema che diverrà proprio del primo rhythm’n'blues. Buckner si produce qui, gemendo forte, in un assolo a block chords o locked hands, una tecnica di cui è considerato il pioniere.

 Arnett Cobb, tenorista per cui ho un debole, vi figura con il rilievo di featured soloist.

 Jenny (Buckner), da «Arnett Cobb And His Orchestra, 1946-1947», Chronological Classics 1071. Arnett Cobb And the Hamptone All Stars: Wendell Culley, Joe Morris, tromba; Herbie Fields, clarinetto; Arnett Cobb, sax tenore; Charlie Fowlkes, sax baritono; Milt Buckner, piano, arrangiamento; Billy Mackel, chitarra; Charles Harris, contrabbasso; George Jenkins, batteria. Registrato nel 1946.



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venerdì 20 settembre 2013

Go Red Go (Arnett Cobb)

 Go Red Go (Cobb), da «Arnett Cobb And His Orchestra, 1946-1947», Chronological Classics 1071. David Page, tromba; Al King, trombone; Arnett Cobb, sax tenore; George Rhodes, piano; Walter Buchanan, contrabbasso; George Jones, batteria. Registrato nell’agosto 1947.



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martedì 21 agosto 2012

Deep River (Arnett Cobb)

 Arnett Cobb (1918-1989), «the wild man of the tenor sax», ha rappresentato il Texas tenor al suo massimo di sudata intensità. Qui aveva già una certa età e da molti anni non godeva più di buona salute (non ne godette mai, anzi: in questo fu sfortunatissimo fin da bambino), ma se non altro la sua sonorità non aveva perso il lustro del tradizionale grease sudista, qui con l’unzione supplementare di un tocco spiritual.

 Deep River (Trad.), da «Keep On Pushin’», BeeHive BH 7017. Arnett Cobb, sax tenore; George Duvivier, contrabbasso. Registrato il 27 giugno 1984.



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