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mercoledì 4 novembre 2015

Infant Eyes – Rectilinear (George Coleman & Richie Beirach)

 Richie Beirach e George Coleman può sembrare un accoppiamento poco giudizioso: un pianista, nel senso più vero, classicheggiante, e un hard bopper fegatoso, gladiatorio addirittura. Funziona bene, invece, soprattutto sul middle ground della bellissima composizione di Wayne Shorter, a parte che Beirach, quando vuole, suona con un notevole drive. A me piace anche il blues puntinista Rectilinear.

 Infant Eyes (Shorter), da «Convergence», Triloka. George Coleman, sax soprano; Richie Beirach, piano. Registrato nel novembre 1990.

 Rectilinear (Beirach), id.

mercoledì 29 luglio 2015

On The Trail (Wynton Kelly & George Coleman)

 Con Jimmy Cobb alla batteria. È uno di quelli che sembra non fare niente più di din dindidìn, ma poi tiene in piedi tutta la baracca come se nulla fosse. Del resto Miles Davis non sarà mica stato scemo.

 On The Trail (Grofé), da «Wynton Kelly And George Coleman In Concert», Collectables 7141. George Coleman, sax tenore; Wynton Kelly, piano; Ron McClure, contrabbasso; Jimmy Cobb, batteria. Registrato il 22 settembre 1968.

venerdì 18 febbraio 2011

There’s A Kind Of Hush (Harold Mabern)

  Fra anni Sessanta e Settanta, completatosi vittoriosamente l’avvento del rock e del pop («vittoriosamente» per il r. e per il p., intendo), e ritraendosi la marea del soul jazz, era cosa non insolita che jazzisti di scelto pedigree si cimentassero con qualche hit del momento, non sempre di qualità insigne, spesso inglese. È il caso, qui, dell’a me caro Harold Mabern, nel 1968 con un suo quintetto con due sax tenori: uno è George Coleman (a me carissimo), l’altro il poco noto Buddy Terry, che contrasta bene assai, per sonorità e fraseggio, con il collega – ma lui dovrò fartelo sentire in un altro pezzo da questo disco, perché qui Terry non prende nemmeno un assolo di quattro battute. La canzone fu resa nota dagli inglesi Herman’s Hermit; il piacevole shuffle che qui la ritmica vi conferisce estorce a Mabern, a tratti, degli accenti jamaliani, e asciuga la canzonetta, comunque non infame, dagli zuccheri in eccesso.

  There’s A Kind Of Hush (Reed-Stephens), da «A Few Miles from Memphis», Prestige PRCD 24288-2. George Coleman, Buddy Terry, sax tenore; Harold Mabern, piano; Bill Lee, contrabbasso; Walter Perkins, batteria. Registrato l’11 marzo 1968.

martedì 18 gennaio 2011

Autumn in New York (George Coleman)

  George Coleman, artista sottovalutato, interpreta Autumn in New York dando fra l’altro un saggio vertiginoso di virtuosismo strumentale e armonico.

  Autumn in New York (Duke), da «Amsterdam After Dark», Timeless CD SJP 129. George Coleman, sax tenore; Hilton Ruiz, piano; Sam Jones, contrabbasso; Billy Higgins, batteria. Registrato il 29 dicembre 1978.