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mercoledì 23 gennaio 2013

Burk’s Quirks - Serena al telefono (Greg Burk)

 Greg Burk è un pianista americano credo sulla quarantina, di Detroit, che tempo fa, a quanto ne so, abitava in Italia, mi pare a Firenze o a Roma. «Credo», «a quanto ne so», «mi pare»: io non sono famoso per seguire l’attualità jazzistica e dunque di Burk ho perso le tracce per pura mia colpa, ma ho fiducia che se la stia cavando bene, in base a ciò che ricordo: essenzialmente questo disco inciso nel 2002 per la Soul Note.

 Burk è stato studente di Paul Bley e direi che si senta; in quanto compositore, ricorda anche George Russell, a cui è dedicato un pezzo del disco e, in Serena al telefono, Anthony Braxton, per le linee di basso inconcluse e ricorsive (ma echi braxtoniani io sento anche in Burk’s Quirks, che è un «rhythm changes», cioè è costruito sulla progressione, qui ben dissimulata, di I Got Rhythm).

 Burk’s Quirks (Burk), da «Carpe Momentum», Soul Note 121393-2. Jerry Bergonzi, sax tenore; Greg Burk, piano; Jonathan Robinson, contrabbasso; Gerald Cleaver, batteria. Registrato nel dicembre 2002.



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 Serena al telefono (Burk), id. ma Bergonzi suona il sax soprano.



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