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sabato 8 aprile 2017

Ev’ry Time We Say Goodbye – No Moon At All (Milt Jackson)

 È l’8 di aprile e come tutti gli anni festeggiamo col vibrafono il compleanno di Paolo il Lancianese, che proprio ieri ha regalato a Jazz nel pomeriggio e a tutti noi un bellissimo commento su Thelonious Monk.

 Paolo non è solo un mio, un nostro amico, ma è anche uno degli ascoltatori e commentatori di questo blog di più vecchia data e di più sperimentata fedeltà, nonché frequente e apprezzato contributore del guest post, in questa veste da ultimo un po’ latitante. Tanti auguri!

PS Milt Jackson con McCoy Tyner?! Sì, Milt Jackson con McCoy Tyner.

 Ev’ry Time We Say Goodbye (Porter), da «In A New Setting», Limelight LM 82006. Milt Jackson, vibrafono; McCoy Tyner, piano; Bob Cranshaw, contrabbasso; Connie Kay, batteria. Registrato il 28 dicembre 1964.

 No Moon At All (Mann-Evans), id. più Jimmy Heath, sax tenore.

giovedì 29 settembre 2016

Now’s The Time (Milt Jackson)

 Questo è un Now’s The Time moderato nel tempo e sommesso nel tono. Milt Jackson è uno dei grandi suonatori moderni di blues e quindi fa un figurone, come anche il caro Lucky Thompson, che qui è più byasiano (da Don Byas) del solito.

 Chi sorprende è Hank Jones, che sembra in stato catatonico: prende un assolo meccanico, privo di swing, addirittura incerto, che per accendersi un pocolino deve, nell’ultimo chorus, citare fantasmaticamente Jeru e I Let  A Song Go Out Of My Heart. Proprio lui, che Now’s The Time, se non mi sbaglio, una volta l’aveva anche registrato proprio con Parker.

NB Il file non si esegue, per sentirlo dovrai scaricarlo.

 Now’s The Time (Parker), da «Jackson’s Ville», Savoy SV-0175. Lucky Thompson, sax tenore; Milt Jackson, vibrafono; Hank Jones, piano; Wendell Marshall, contrabbasso; Kenny Clarke, batteria. Registrato il 23 gennaio 1956.

martedì 15 dicembre 2015

St. Thomas – The Prophet Speaks – Stolen Moments (Milt Jackson)

 Jazz nel pomeriggio, constato con molto piacere, non solo mantiene più o meno tutti gli ascoltatori che in qualche anno ha radunato, ma, piano piano, se ne conquista anche di nuovi.

 Due recentissimi, per esempio, visiteranno il Giappone la primavera ventura, quando vi saranno in fiore i ciliegi. Si tratta di due persone che viaggiano con gli occhi bene aperti e con aperte anche le orecchie, soprattutto per il jazz, che in Giappone è molto presente e amatissimo. A Tokyo non potranno andare alla Kosei Nenkin, famosa sala da concerto che ha chiuso i battenti qualche anno fa; per loro oggi scelgo da questo disco di Milt Jackson, registrato proprio là nel 1976: saranno quarant’anni proprio quando i nostri amici vi saranno.

 Disco piacevolissimo, completamente dominato da Jackson in umore ebullient e bluesy più che mai, e da Cedar Walton, anche al piano elettrico.

 St. Thomas (Rollins), da «At The Kosei Nenkin», Pablo. Teddy Edwards, sax tenore; Milt Jackson, vibrafono; Cedar Walton, piano elettrico; Ray Brown, contrabbasso; Billy Higgins, batteria. Registrato il 22 marzo 1976.

 The Prophet Speaks (Jackson), id.

 Stolen Moments (Nelson), id. ma Walton suona il pianoforte.

lunedì 28 aprile 2014

Blues at Twilight – Sermonette (Milt Jackson)

 Il titolo di questo disco ne spiega bene la musica. La formazione è grosso modo di quelle che io, se tanto mi concedesse grazia meglio che umana, riunirei per la mia e l’altrui gioia. Del mio entusiasmo per Lucky Thompson e Oscar Pettiford, poi, fanno fede anche post recenti.

 Blues at Twilight (Quincy Jones), da «Plenty, Plenty Soul», Atlantic. Joe Newman, tromba; Lucky Thompson, sax tenore; Milt Jackson, vibrafono; Horace Silver, piano; Oscar Pettiford, contrabbasso; Connie Kay, batteria. Registrato il 5 gennaio 1957.



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 Sermonette (C. Adderley), id.



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venerdì 8 novembre 2013

On A Slow Boat To China (Milt Jackson)

 On A Slow Boat To China (Loesser), da «Bag’s Bag», [Pablo] OJC 00025218693523. Milt Jackson, vibrafono; Ray Brown, contrabbasso. Registrato il 21 gennaio 1980.



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giovedì 12 luglio 2012

Three Little Words (Milt Jackson & John Coltrane)

 Questo incontro discografico di Milt Jackson e John Coltrane (1959) mi piace per tutti i motivi ovvî e per un altro ancora: accosta due fra gli improvvisatori di jazz più grandi e due che non potrebbero essere più diversi, proprio in quanto improvvisatori. La musica sgorga da Jackson spontanea e in apparenza inesauribile come acqua da una sorgente che scorra poi impetuosa, ma entro argini ben segnati; in Coltrane, ogni frase risulta da una ricerca testarda e faticosa e la loro successione non si svolge orizzontale, come quella (fluviale) di Jackson, ma si tende verso l’alto, a volte ricadendo su se stessa, nello sforzo di vincere la gravità musicale.

 Three Little Words (Ruby-Kalmar), da «Bags & Trane», Atlantic 7657-81348-2. John Coltrane, sax tenore; Milt Jackson, vibrafono; Hank Jones, piano; Paul Chambers, contrabbasso; Connie Kay, batteria. Registrato il 15 gennaio 1959.



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sabato 17 marzo 2012

The Bad and the Beautiful (Milt Jackson)

  The Bad and the Beautiful (Raksin), da «Statements» (Impulse) UMVD 9088. Milt Jackson, vibrafono; Hank Jones, piano; Paul Chambers, contrabbasso; Connie Kay, batteria. Registrato il 14 dicembre 1961.



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sabato 11 febbraio 2012

Over the Rainbow (Milt Jackson & John Lewis) (Django Bates) (Keith Jarrett)

  Tre versioni di Over the Rainbow: una naufraga nella squisitezza del sentimento, una naufraga in una riscrittura armonica e timbrica inconsulta, una è semplicemente magnifica. Ma non sono in quest’ordine.

  Over the Rainbow (Arlen-Harburg), da «Fontessa», WEA 75435. Milt Jackson, vibrafono; John Lewis, piano. Registrato il 22 gennaio 1956.



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  Over the Rainbow, da «Quiet Nights», Screwgun screwu 70007. Iain Ballamy, sax tenore; Django Bates, tastiere; Michael Mondesir, basso elettrico; Martin France, batteria; Josefine Crønholm, canto. Registrato nel 1998.



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  Over the Rainbow, da «La Scala», ECM 1640. Keith Jarrett, piano. Registrato il 3 febbraio 1995.



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sabato 16 aprile 2011

Milano (Modern Jazz Quartet)

  Mi ero convinto che Milano, la soave ballad intitolata da John Lewis alla mia città, venisse dalla colonna sonora che il MJQ fornì a un dimenticato film di Eriprando Visconti, Una storia milanese, del 1962. Scopro per caso che è contenuta invece in «Django», che predata quel film di sei anni, e dunque la dedica della composizione a Milano non è doverosa o meramente occasionale. Credo, ma potrei sbagliarmi e al momento non ho modo di controllare, che quell’anno il MJQ passasse in Italia con il Jazz At The Philarmonic (dove accompagnò anche Lester Young) e quella potrebbe essere stata l’occasione per visitare Milano. Ridotta com’è stata la città negli anni, oggi potrebbe giusto aspirare a una dedica dei Butthole Surfers.

  Milano (Lewis), da «Django», Prestige 8110. The Modern Jazz Quartet: Milt Jackson, vibrafono; John Lewis, piano; Percy Heath, contrabbasso; Connie Kay, batteria. Registrato il 23 dicembre 1954.

lunedì 28 febbraio 2011

Four in One (Thelonious Monk-Milt Jackson)

  Monk, parco di note com’era, si è sempre accompagnato benissimo a improvvisatori fluidi e fluviali (malissimo, invece, a un altro laconico come Miles): Coltrane e Johnny Griffin vengono subito alla mente, ma anche Milt Jackson, che di quelli fu anzi il primo.

  Four in One (Monk); da «Milt Jackson and the Thelonious Monk Quintet», Blue Note TOCJ 8626. Sahib Shihab, sax alto; Milt Jackson, vibrafono; Thelonious Monk, piano; Al McKibbon, contrabbasso; Art Blakey, batteria. Registrato il 23 luglio 1951.

lunedì 3 gennaio 2011

Bags & Trane (John Coltrane & Milt Jackson)

  Questo con Milt Jackson è uno dei dischi meno ricordati di Coltrane, non so perché. Jackson (è lui «Bags») era uno degli improvvisatori che potevano stare alla pari con Coltrane e qui, nel blues, è a casa sua.

  Bags & Trane (Coltrane-Jackson), da «Bags & Trane», Atlantic 7657-81348-2. John Coltrane, sax tenore; Milt Jackson, vibrafono; Hank Jones, piano; Paul Chambers, contrabbasso; Connie Kay, batteria. Registrato il 15 gennaio 1959.

venerdì 30 luglio 2010

I Should Care (Milt Jackson)

  Milt Jackson nel 1955 in una riuscita seduta con la ritmica del Modern Jazz Quartet e Horace Silver al posto di John Lewis. Fu Bud Powell, che la eseguiva spesso, a rendere popolare presso i jazzmen questa bella canzone, prima patrimonio quasi esclusivo dei cantanti.

  I Should Care (Cahn-Stordahl-Weston), da «The Milt Jackson Quartet», Prestige-Fantasy OJCCD 001. Milt Jackson, vibrafono; Horace Silver, piano; Percy Heath, contrabbasso; Connie Kay, batteria. Registrato il 20 maggio 1955.