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domenica 5 luglio 2020

Straight, No Chaser (Piano Choir)

 Reparto stranezze: il Piano Choir, un complesso di sette pianisti sette, organizzato da Stanley Cowell. L’unico altro componente di pari notorietà è Harold Mabern, di qualche notorietà sono Danny Mixon, Hugh Lawson (ascoltato più volte su Jnp con Yusef Lateef) e Sonelius Smith; a me ignoti Nat Jones e Webster Lewis, dei quali ora come ora, privo come mi trovo di accesso a certe risorse, non potrei dirti più di quanto non ti direbbe il Web, al quale volentieri ti rimando.

 Disco Strata East. Forse ci tornerò sopra fra qualche giorno, nel caso, ricordamelo tu. La sequenza delle entrate  in Straight, No Chaser è: Lewis, Cowell, Mixon (piano elettrico), Jones, Smith, Mabern, Lawson.

 Straight, No Chaser (Monk), da «Handscapes», Strata East. Stanley Cowell, Nat Jones, Hugh Lawson, Webster Lewis, Harold Mabern, Danny Mixon, Sonelius Smith. Registrato il 28 ottobre 1972.

 Killers (Cowell), id.

domenica 2 febbraio 2020

Trying To Find A Way – The Gembhre (Stanley Cowell)


 Mah. Ogni tanto, non spesso, su Jazz nel pomeriggio mi piace presentarti della musica che mi abbia lasciato perplesso o posto qualche assillo all’ascolto. 

 Stanley Cowell è il grande pianista che hai sentito qui diverse volte coi suoi trii, con Max Roach e con Charles Tolliver. Con Tolliver fondò e diresse negli anni Settanta la Strata East, etichetta discografica indipendente e cooperativa che pubblicò dischi significativi del jazz black di quegli anni, quasi tutti interessanti e alcuni bellissimi.

 Ecco, fra i bellissimi, ma anche fra i belli, io non riuscirei a noverare questo di Cowell; fra quelli significativi sì, perché la regeneration del titolo è presumibile sia nel segno di una black music senza delimitazioni interne, che nel disco trascorre da motivi di carattere africano, eseguiti con musicisti e strumenti africani, a un canzone pop-soul anodina.

 Questo genere di sincretismo endogeno è stato ripreso nel jazz in anni recenti, volto piuttosto alle musiche dell’universo hip-hop. Oggi come allora, io non vi trovo interesse musicale; con la differenza che, in questo lavoro di Cowell come in altri coevi e affini sento un afflato sincero di sperimentazione musicale applicata a un’idea, diciamo, politica; in tanti lavori odierni sento la furbizia o il non saper bene che cosa fare.

 Nadi Quamar, che suona il mama lekimbe in The Gembhre, è il pianista Spaulding Givens, noto per alcune incisioni con Charles Mingus.

 Trying To Find A Way (Cowell-McLaughlin), da «Regeneration», Strata-East/Charly CDGR 247. Glenda Barnes, Charles Fowlkes, canto; Jerry Venable, chitarra; Stanley Cowell, sintetizzatore, piano; Aleke Kanonu, grancassa; Billy Higgins, rullante e piatto sospeso; Ed Blackwell, tamburo ad acqua. Registrato il 27 aprile 1975.

 The Gembhre (Higgins), ib. Higgins, gembhre; Cowell, kora; Nadi Quamar, mama-lekimbe, percussioni.

mercoledì 28 gennaio 2015

Varions – Bright Passion (Stanley Cowell)

 Stanley Cowell compone e arrangia per un sestetto di strumentazione consueta, ma in modo da farlo suonare come un complesso assai più ampio. Questo si deve non solo alla scrittura per i fiati e alla sonorità individuale dei musicisti, soprattutto di Dick Griffith al trombone, ma anche al modo in cui Cowell arrangia le parti per la sezione ritmica. Fra front line e ritmica si sviluppa una terza dimensione, uno spazio in cui la musica assume un colore che aggiunge alle composizioni di Cowell, sempre misteriosamente canore.

 Disco meraviglioso. Cowell, poi,  che accompagni o che faccia assoli suona in ogni momento da quell’autentico, profondo pensatore pianistico che è. È davvero un peccato che abbia deciso negli ultimi venti o trent’anni di dedicarsi principalmente all’insegnamento.

 Varions, te ne accorgerai subito, è una contraffazione di Straight, No Chaser, il blues di Monk.

 Varions (Cowell), da «Setup», SteepleChase. Eddie Henderson, tromba; Dick Griffin, trombone; Rick Margitza, sax tenore; Stanley Cowell, piano; Peter Washington, contrabbasso; Billy Hart, batteria. Registrato nell’ottobre 1993.



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 Bright Passion (Cowell), id.



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mercoledì 25 settembre 2013

Household of Saud (Music, Inc.)

 Music Inc., cioè il quartetto Tolliver, Cowell, McBee e Hopps nel 1970, con rinforzo di big band. Hard bop tonitruante, con assolo finale di batteria.

 Household of Saud (Tolliver), da «Music Inc. & Big Band», [Strata East] Bellaphon 660-51-009. Charles Tolliver, tromba; Stanley Cowell, piano; Cecil McBee, contrabbasso; Jimmy Hopps, batteria, con big band: Richard Williams, Virgil Jones, Larry Greenwich, Danny Moore, tromba; Garnett Brown, Curtis Fuller, John Gordon, Dick Griffin, trombone; Jimmy Heath, Clifford Jordan, Bobby Brown, Wilbur Brown, sax e flauto; Howard Johnson, sax baritono e tuba. Registrato l’11 novembre 1970.



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giovedì 29 agosto 2013

Sylvia’s Place - A Nightingale Sang In Berkeley Square (Stanley Cowell)

 Non ascolto quasi mai la musica quando scrivo e se lo faccio, e la scrittura non ne riporta danni, non è detto che questo deponga bene sulla musica. Come che sia, lavoro da qualche minuto in compagnia di un quartetto di Stanley Cowell con Steve Coleman più mellow del solito. Il minimo che possa dirne è che la scrittura finora non mi pare ne risenta.

 Sylvia’s Place (Cowell), da «Back To The Beautiful», Concord CCD-4398. Steve Coleman, sax alto; Stanley Cowell, piano; Santi DeBriano, contrabbasso; Joe Chambers, batteria. Registrato nel luglio 1989.



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 A Nightingale Sang In Berkeley Square (Maschwitz-Sherwin), ib. Stanley Cowell, piano.



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lunedì 10 giugno 2013

Long Vamp (Stanley Cowell)

 In questa composizione che consiste appunto in un reiterato vamp su una semplice progressione, Stanley Cowell dà breve saggio del suo stilema pianistico «a granchio», dove le due mani procedono per moto contrario, quindi dà di piglio alla kalimba (o thumb piano), antichissimo lamellofono africano.

 Long Vamp (Cowell), da «It’s time», SteepleChase SCCD 31740. Stanley Cowell, piano, kalimba; Tom Di Carlo, contrabbasso; Chris Brown, batteria. Registrato nel dicembre 2011.



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venerdì 28 settembre 2012

Abstrusions (Stanley Cowell) (Max Roach)

 Stanley Cowell è fuori con un disco nuovo. Come M.G. ci aveva anticipato nei commenti qualche giorno fa, è un disco bello davvero, pari cioè allo standard molto alto di questo musicista. L’ascolto chiarisce bene una delle ragioni dell’ammirazione espressa per lui da Ahmad Jamal: come Jamal, Cowell è un pianista che agli altri meriti musicali aggiunge quello di un’esecuzione immacolata.

 Qui Stanley fa trio con due suoi giovani ex-studenti della Rutgers University e suona quasi tutte sue composizioni, alcune note fin da quando le faceva con il gruppo di Max Roach, negli anni Sessanta. Il CD prende titolo da un famoso pezzo di Roach dell’epoca (Cowell ne offre un’insolita versione sommessa), mentre la funkeggiante Abstrusions, di Cowell, è presente anche nel disco di Roach «Members, Don’t Git Weary» del 1968, già sentito su Jnp.

 Abstrusions (Cowell), da «It’s time», SteepleChase SCCD 31740. Stanley Cowell, piano; Tom Di Carlo, contrabbasso; Chris Brown, batteria. Registrato nel dicembre 2011.



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 Abstrusions, da «Members, Don’t Git Weary», Koch KOC-CD-8514. Charles Tolliver, tromba; Gary Bartz, sax alto; Stanley Cowell, piano; Jymie Merritt, contrabbasso; Max Roach, batteria. Registrato nel giugno 1968.



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giovedì 20 settembre 2012

Brilliant Circles (Stanley Cowell)

 Stanley Cowell (1941) è il distinto pianista ascoltato qui sopra con Tolliver, Roach e a nome proprio; chi lo conosce ne parla come uno dei maggiori pianisti e compositori dagli anni Sessanta in poi, ma il fatto è che non siamo in tanti a conoscerlo. In parte la cosa si deve al fatto che da ormai molti anni Cowell si è dedicato in prevalenza all’insegnamento; tuttavia ricordo che qualche anno fa Ahmad Jamal mi disse di considerarlo il pianista migliore della sua generazione, paragonandolo (per la capacità di «suonare qualsiasi cosa») a Jaki Byard.

 All’ascolto sarebbe difficile trovare due strumentisti più lontani fra loro di Byard e Cowell, a cominciare dal suono che traggono dallo strumento, ma è vero che Cowell ha una conoscenza enciclopedica della musica, anche se non ne fa lo sfoggio istrionico che ne faceva il collega. La sua produzione discografica è multiforme e lo mostra sempre interessato alla forma, alla composizione. Il pezzo che oggi ti propongo è del 1969 e viene da un disco e da una formazione splendida, che comprende fra l’alto il tenorista Tyrone Washington, noto per un Blue Note («Natural Essence», con Shaw, Workman e Chambers) e per essere stato, ancora con Shaw, nella front line di «The Jody Grind» di Horace Silver. Washington fornisce in questo disco una prestazione stupefacente; a momenti sembra di sentire un Dolphy sul sax tenore.

 Brilliant Circles associa una forte trama strutturale e un’attenzione insolita al dettaglio a una grande libertà tonale, e in ciò ricorda i dischi di poco precedenti dei gruppi di Cecil Taylor. Tipica di Cowell è anche la varietà testurale, con il complesso che si divide in sottogruppi e con l'uso, per una volta accortamente dosato, del vibrafono.

Parlerò un’altra volta di Cowell pianista.

 Brilliant Circles (Cowell), da «Brilliant Circles», [Arista] Black Lion 760204. Woody Shaw, tromba; Tyrone Washington, sax tenore; Bobby Hutcherson, vibrafono; Stanley Cowell, piano; Reggie Workman, contrabbasso; Joe Chambers, batteria. Registrato il 25 settembre 1969.



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martedì 29 marzo 2011

Stella By Starlight (Stanley Cowell)

  Stanley Cowell (l’hai sentito poco tempo fa con Max Roach) esegue Stella in 5/4 e in piena souplesse.

  Stella By Starlight (V. Young), da «Close to You Alone», DIW 603. Stanley Cowell, piano; Cecil McBee, contrabbasso; Ronnie Burrage, batteria. Registrato il 2 agosto 1990.

domenica 6 marzo 2011

Effi (Max Roach)

  Grande quintetto di Max Roach della fine degli anni Sessanta, con la luminosa presenza, soprattutto, di Charles Tolliver e di Stanley Cowell. Max avrebbe tenuto questo valzer di Cowell nel repertorio dei suoi quartetti degli anni Settanta, ma dandone versioni meno torride e più canore.

  Effi (Cowell), da «Members Don’t Git Weary», Koch KOC-CD-8514. Charles Tolliver, tromba; Gary Bartz, sax alto; Stanley Cowell, piano; Jymie Merritt, contrabbasso; Max Roach, batteria. Registrato nel giugno 1968.