Due esempi dell’originale musica da camera del virtuoso ex-russo Simon Nabatov.
Sunrise, Twice avanza quasi inavvertitamente con svolazzi pianistici sopra un triplo bordone di violoncello, trombone e sax che procede dapprima cromaticamente, fino ad articolarsi sempre di più in un contrappunto libero con il pianoforte. La riuscita dell’idea è nel fatto che l’improvvisazione collettiva sia subordinata a un piano (pun intended) rigoroso ma non soffocante; e che il pianoforte, pur nella posizione di preminenza che gli avrebbe consentito un rilievo concertante, in realtà non prevalga sul flusso generale della musica.
Now What, ruminativa e più jazzistica nei colori armonici e nella pronuncia, è meglio chiaramente articolata sull’asse piano-batteria con discreti interventi rumoristici degli altri tre, che anche qui finiscono con l’imporsi a poco a poco.
Sunrise, Twice (Nabatov), da «Roundup», Leo Records CD LR 586. Nils Wogram, trombone; Matthias Schubert, sax tenore; Simon Nabatov, piano; Ernst Reijseger, violoncello; Tom Rainey, batteria. Registrato nel dicembre 2009.
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Now What (Nabatov), id.
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venerdì 25 gennaio 2013
venerdì 7 settembre 2012
Não Olhe Para Tras (Simon Nabatov & Tom Rainey)
Il russo (d’origine) Simon Nabatov l’abbiamo già sentito un sacco di tempo fa in una situazione in senso lato jazzistica. Questa non saprei dire che situazione sia, affine al jazz più che per altro per la dimensione dell’improvvisazione, che qui è totale e non preordinata.
Normalmente direi che questo non è il mio pane, ma Nabatov e il batterista americano Tom Rainey sono musicisti di alta levatura e così la loro musica.
Não Olhe Para Tras (Nabatov-Rainey), da «Steady Now», LEO LR 463. Simon Nabatov, piano; Tom Rainey, batteria. Registrato il 30 agosto 2005.
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Normalmente direi che questo non è il mio pane, ma Nabatov e il batterista americano Tom Rainey sono musicisti di alta levatura e così la loro musica.
Não Olhe Para Tras (Nabatov-Rainey), da «Steady Now», LEO LR 463. Simon Nabatov, piano; Tom Rainey, batteria. Registrato il 30 agosto 2005.
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giovedì 8 luglio 2010
Partita de Março (Simon Nabatov)
Il russo (poi americanizzato, infine germanizzato) Simon Nabatov, nato nel 1959, è un pianista che oggi sembra incarnare, sul versante jazzistico, la figura ormai solo più leggendaria del virtuoso russo.
Pur nel programma tutto brasiliano di questo disco, che ha un evidente valore di scelta sentimentale, l’interesse delle sue esecuzioni è sempre nell’alto controllo formale, che gli permette sviluppi organici della forma di un pezzo verso esiti inaspettati, spesso dissonanti e astratti. In questo Partita de Março, Nabatov cuce fra loro l’anacrusi iniziale e un’inciso dell’Allemanna dalla prima Partita per clavicembalo di Bach per evidenziarne poi un periodo la cui progressione su pedale è simile a quella di Agua de Março di Jobim, resa impeccabilmente al centro del pezzo.
Pur nel programma tutto brasiliano di questo disco, che ha un evidente valore di scelta sentimentale, l’interesse delle sue esecuzioni è sempre nell’alto controllo formale, che gli permette sviluppi organici della forma di un pezzo verso esiti inaspettati, spesso dissonanti e astratti. In questo Partita de Março, Nabatov cuce fra loro l’anacrusi iniziale e un’inciso dell’Allemanna dalla prima Partita per clavicembalo di Bach per evidenziarne poi un periodo la cui progressione su pedale è simile a quella di Agua de Março di Jobim, resa impeccabilmente al centro del pezzo.
Partita de Março (Nabatov), da «Around Brazil», ACT 9754-2. Simon Nabatov, piano. Registrato nel settembre 2005.
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