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giovedì 20 agosto 2020

Chelsea Bridge – After The Rain (John Hicks, Cecil McBee, Elvin Jones)

 John Hicks & c. suonano Chelsea Bridge di Billy Strayhorn, che abbiamo ascoltato una settimana fa da Roland Hanna, il quale la eseguiva da solo e in spirito concertistico. Questo è un cosiddetto «supertrio», anzi powertrio (uff) e come tutti i superqualcosa è turgido, sovraccarico e prevaricante, ma per uno o due pezzi può anche andare, considerando che Elvin Jones e Cecil McBee sono due grandi e Hicks è un pianista che si fa ascoltare quasi sempre volentieri, di norma più come sideman che come leader. 

 Qui, data la compagnia, è in vena perfino più tyneriana del suo solito; Chelsea Bridge riceve un trattamento vigoroso e devotamente hard bop, vivace anche se un po’ sommario e che insomma non gli si addice troppo, soprattutto quando la ritmica passa dal tempo tagliato al 4/4. After The Rain di Coltrane, da Hicks te l’avevo fatta sentire anni fa (resta il post, la musica è svanita) in piano solo alla Maybeck Hall; qui l’esecuzione ne è doverosamente requisita da Elvin Jones.

 Chelsea Bridge (Ellington-Strayhorn), da «Power Trio», Novus 3115-2-N. John Hicks, piano; Cecil McBee, contrabbasso; Elvin Jones, batteria. Registrato nel novembre 1990.

  After The Rain (Coltrane), id.

lunedì 3 agosto 2015

Remember Me (Lee Konitz)

 “L’atmosfera di «Motion» non ha paragoni: sentiamo Elvin che prende le misure e infine le trova accanto a un bassista bianco, bravissimo e inflessibile, ben deciso a fare quel che secondo lui gli tocca fare, Elvin o non Elvin”. 
Questa osservazione di Ethan Iverson la dice lunga, ma molto lunga, sul rapporto fra jazzisti bianchi e neri
  Remember Me (Schertzinger -Mercer), da «Motion», Verve 065-510-2. Lee Konitz, sax alto; Sonny Dallas, contrabbasso; Elvin Jones, batteria. Registrato il 29 agosto 1961.

domenica 26 ottobre 2014

Welcome (John Coltrane & Elvin Jones)

 Welcome è già apparso su «Jazz nel pomeriggio» l’8 aprile 2011, per festeggiare il compleanno del caro Lancianese (ciao, Paolo). Questo sito non è una rivista d’attualità né ha pretese storiche, ma è un diario, e siccome ho sentito urgente l’impulso di riascoltare questo pezzo, ecco che te lo ripropongo.

 In secondo luogo, noterai che l’ho ascritto a «Coltrane & Elvin Jones», benché provenga da un noto disco a nome di Coltrane, «Kulu Sé Mama» del 1966. Ho inteso così sottolineare, non certo con particolare originalità, l’importanza decisiva del contributo di Jones alla musica di Coltrane, contributo che si è fatto dal 1960 al 1965 via via più grande, tanto da rendere un peccato il fatto che Elvin non abbia avuto animo di accompagnare Coltrane anche nell’ultima, sibillina fase del suo percorso musicale ed esistenziale invece di Rashied Ali, batterista eccellente e appropriato, ma musicista a lui incommensurabilmente inferiore.

 Ascolta Welcome (che altro non è che la seconda semifrase di Happy Birthday To You, «Tanti auguri a te») ponendo attenzione speciale a quello che Elvin fa per Coltrane, soprattutto con un incredibile lavoro di timpano e grancassa, prendendolo nelle sue mani e sollevandolo verso il cielo. Io non credo che, senza il concorso essenziale di Elvin Jones, John Coltrane sarebbe mai diventato John Coltrane.

 Welcome (Coltrane), da «The Classic Quartet – Complete Impulse! Studio Recordings», Impulse! IMPD8-280. John Coltrane, sax tenore; McCoy Tyner, piano; Jimmy Garrison, contrabbasso; Elvin Jones, batteria. Registrato il 26 maggio 1965.



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martedì 10 giugno 2014

Shinjitu – Yesterdays (Elvin Jones)

Elvin Jones, oltre che uno dei grandi batteristi del jazz, è stato uno dei leader più originali degli anni Settanta e in questo ruolo deve essere ancora valutato come merita.

 Keiko Jones, autrice di Shinjitu, è la moglie di Elvin; il George Coleman che vi si ascolta è forse out come mai lo è stato. In Yesterdays, autore della cadenza iniziale è Frank Foster (ex-Basie, uno dei grandi sax tenori del jazz moderno), che poi espone il tema in forma imitata con Coleman.

 Come sempre, la presenza di Elvin conferisce alla musica un’«aura» che eccede la semplice esecuzione alla batteria.

 Shinjitu (Keiko Jones), da «Coalition», Blue Note BST-84361. Frank Foster, clarinetto basso; George Coleman, sax tenore; Wilbur Little, contrabbasso; Elvin Jones, batteria; Candido, conga. Registrato il 17 luglio 1970.



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 Yesterdays (Harbach-Kern), ib. ma Foster suona il sax tenore.



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martedì 23 luglio 2013

Shiny Stockings - Here Is That Rainy Day (Elvin Jones & Richard Davis)

 Mi riaffaccio qui dopo un bel pezzo («ah, eri andato via?») con musica che non richiede che io dica altro. Se non che, perfino nel 2050 dove sono appena stato – a verificare che il progresso è la più trita delle illusioni – , il jazz non è per forza tanto più bello quanto più assomiglia al rock o a chissà che cos’altro lo spirito del tempo comandi, ma anzi quando basta a sé, et encore.

 Shiny Stockings (Foster), da «Heavy Sounds», Impulse! 9036. Frank Foster, sax tenore; Richard Davis, contrabbasso; Elvin Jones, batteria. Registrato il 19 giugno 1967.


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 Here Is That Rainy Day (Burke-Van Heusen), id. più Billy Green, piano.



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domenica 1 maggio 2011

Three Card Molly - Who’s Afraid of Frank Wolff (Elvin Jones)

  Buona Festa dei Lavoratori! Genesis è uno degli ultimi grandi dischi della Blue Note. Elvin Jones – il cui valore di leader, negli anni Settanta e Ottanta, è stato solo recentemente acclarato – vi compare alla testa di un quintetto pianoless formidabile, in cui voglio che tu dia attenzione particolare a Joe Farrell al sax tenore (è il primo solista in Three Card Molly). Come forse ho già scritto anche qui sopra, a me piacciono tanti batteristi, ma quando sento Elvin mi risulta impossibile dubitare che il più bravo di tutti sia lui. Il Frank Wolff del secondo pezzo era una metà della Blue Note (l’altra era Alfred Lion) .

  Three Card Molly (Jones), da «Genesis», Blue Note BST 84269. Joe Farrell, sax tenore; Dave Liebman, sax tenore e soprano; Frank Foster, sax alto; Gene Perla, contrabbasso; Elvin Jones, batteria. Registrato il 12 febbraio 1971.



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  Who’s Afraid of Frank Wolff (Foster), ibid. ma Foster suona il clarinetto contralto, Farrell e Liebman il sax soprano, Perla il basso elettrico.



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  Quiz #10