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giovedì 9 marzo 2017

Portsmouth Figurations (Gary Burton)

 Anch’io sono al mondo per servire (voi, nella specie) e per nient’altro.

 Portsmouth Figurations (Swallow), da «Duster», RCA 7421 25730 2. Gary Burton, vibrafono; Larry Coryell, chitarra: Steve Swallow, contrabbasso; Roy Haynes, batteria. Registrato nell’aprile 1967.

lunedì 1 settembre 2014

The Opening Interlude. Shovels, The Survivors, Grave Train – Interlude. Lament, Intermission Music (Carla Bley & Gary Burton)

 Su alcuni musicisti, ma anche su argomenti di altra natura, mi ripeto come un disco rotto. Te ne sarai bene accorto o accorta tu che da anni segui il Jazz nel pomeriggio con sedulità degna di cause migliori.

 Ricorderai allora che per Carla Bley in quanto caporchestra io nutro un’ammirazione perplessa: ammirazione per le evidenti qualità della Carla, mentre la perplessità (non grave) risale alla natura del suo umorismo. Io del resto condivido il dubbio di quel tale, does humor belong in music? Insomma, regolarmente, ascoltando le sue orchestre, mi sono domandato se la Bley «ce sia» o «ce faccia». Sia chiaro che riconosco questo come un problema tutto mio, non della Bley.

 Di certo posso dire che Carla Bley non è affatto, ma nemmeno un po’, la musicista istintiva e fondamentalmente naïve, nonché un po’ oca, che le sue interviste vorrebbero far intendere; sono certo doversi trattare di una tattica per non rispondere a domande che ritiene stupide, quasi sempre con buona ragione.

 Questo disco la mostra collaborare con Gary Burton: lui lo apprezzo perché, pur essendo un solista consumatissimo e originale, sa sempre mettersi al servizio della composizione. Le composizioni della Bley, in barba al titolo della suite e del disco, sono indenni da cineserie da gift shop e al quartetto di Burton – da solo nel secondo pezzo – affiancano un sestetto di star, prime fra tutte Steve Lacy e Gato Barbieri. Si tratta del primo lavoro esteso dalla Bley affidato al disco, nel 1967.

 The Opening Interlude. Shovels, The Survivors, Grave Train (Bley), da «A Genuine Tong Funeral», RCA/Bmg 74321192552. The Gary Burton Quartet With Orchestra: Gary Burton, vibrafono; Larry Coryell, chitarra; Steve Swallow, contrabbasso; «Lonesome Dragon» (Bob Moses), batteria. Mike Mantler, tromba; Jimmy Knepper, trombone, trombone basso; Howard Johnson, tuba, sax baritono; Steve Lacy, sax soprano; Gato Barbieri, sax tenore; Carla Bley, piano, organo. Registrato nel luglio 1967.



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 Interlude. Lament, Intermission Music (Bley), ib. Solo il Quartetto Gary Burton.



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sabato 21 giugno 2014

Conception – My Funny Valentine (Gary Burton)

 Gary Burton è uno dei molti nomi illustri a non essere mai comparsi su Jazz nel pomeriggio in quattro anni, o a esservi apparsi «di striscio». Questo del 1962 è il secondo disco a suo nome. Burton aveva solo diciannove anni ma la RCA puntava molto su di lui, guarda in che compagnia lo mise (e dovresti leggere che sbrodolata di blurb, che comincia addirittura sulla copertina).

 Il disco non contiene alcuna composizione del titolare, il che è strano visto che Burton si sarebbe poi illustrato come compositore non meno che come vibrafonista; in compenso anche la sua presenza come solista è piuttosto contenuta. My Funny Valentine, per esempio, è quasi un one man show di Clark Terry (ma Burton si fa valere eccome nell’accompagnamento).

 Conception (Shearing), da «Who Is Gary Burton», RCA Victor. Clark Terry, tromba; Bob Brookmayer, trombone a pistoni; Phil Woods, sax alto; Gary Burton, vibrafono; Tommy Flanagan, piano; John Neves, contrabbasso; Chris Swansen, batteria. Registrato nel novembre 1962.



 My Funny Valentine (Rodgers-Hart), ib. ma Terry suona il flicorno.


martedì 27 settembre 2011

Chega de Saudade [No More Blues] (Gary Burton)

  Siccome l’ineffabile Paolo Lancianese mi ha or non è molto accusato di negligere i vibrafonisti (ingiustamente: fra l'altro è vibrafonista un mio prediletto, Walt Dickerson), mi porto avanti con questa Chega de Saudade nella quale Gary Burton sovrappone il proprio strumento, se non sento male, tre volte.

  Buon appetito a chi ne ha per quello strumento; per me, questa è una vera indigestione dello scampanante idiofono.

  Chega de Saudade (No More Blues) (Jobim), da «Alone At Last», Atlantic 7567-80762-2. Gary Burton, vibrafono. Registrato nel 1971.



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