Questo disco di Franz Koglmann non mi è più uscito dalla testa da quando lo sentii la prima volta alla sua pubblicazione, nel 2001, per l’originalità dell’assunto e la fantasia e il gusto della realizzazione musicale. Le circostanze che hanno ispirato il lavoro te le ho descritte presentandotelo la prima volta e lì t’inviterei a ripassarle, anche se purtroppo la descrizione appare oggi muta (sigh, sigh).
Vorarlberger Schuhgroßhändler è una rielaborazione straniata ma ben riconoscibile di Some Like It Hot. So rühr’ ich um mit meinem Sabel è una delle crude suggestioni mahleriane del disco, con l’intervento spropositato di un tenore (non sax tenore).
Vorarlberger Schuhgroßhändler (Koglmann), da «Venus in Transit», between the lines 016. Franz Koglmann, tromba; Chris Speed, clarinetto; Michael Rabinowitz, fagotto; Mat Maneri, viola; David Fiuczynski, chitarra; Peter Herbert, contrabbasso; John Mettam, percussioni. Registrato il 12 febbraio 2001.
So rühr’ ich um mit meinem Sabel (Koglmann), id. più Wolfram Igor Derntl, tenore.
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mercoledì 27 maggio 2015
sabato 25 giugno 2011
Pyramid - The Mooche (Franz Koglmann, Lee Konitz)
Franz Koglmann, l’intelligentissimo compositore e trombettista austriaco di cui già ti ho proposto qualcosa senza che tu abbia fatto la minima piega, qui ha cooptato a diverse sue formazioni Lee Konitz (sempre pronto, anche troppo, a qualunque ventura discografica) per eseguire composizioni di Duke Ellington o a Ellington ispirate.
Pyramid – di cui qui trovi due meravigliose versioni d’autore – Koglmann lo arrangia per trio d’ottoni più l’alto di Konitz, ma non si limita ad arrangiarlo, aggiungendovi una cospicua e coerente espansione. The Mooche, una delle più caratteristiche melodie di Duke, ha più dell’arrangiamento e dell’omaggio, in cui Tony Coe al clarinetto cita esplicitamente i liquidi arabeschi di Barney Bigard o di Jimmy Hamilton nelle tante versioni ellingtoniane.
Pyramid (Tizol), da «We Thought About Duke», hatOLOGY 543. Franz Koglmann, flicorno; Rudolf Ruschel, trombone; Raoul Herget, tuba; Lee Konitz, sax alto. Registrato fra il 6 e il 9 giugno 1994.
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The Mooche (Ellington), ib.. Franz Koglmann, tromba; Lee Konitz, sax alto; Tony Coe, clarinetto; Burkhard Stangl, chitarra; Klaus Koch, contrabbasso.
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Pyramid – di cui qui trovi due meravigliose versioni d’autore – Koglmann lo arrangia per trio d’ottoni più l’alto di Konitz, ma non si limita ad arrangiarlo, aggiungendovi una cospicua e coerente espansione. The Mooche, una delle più caratteristiche melodie di Duke, ha più dell’arrangiamento e dell’omaggio, in cui Tony Coe al clarinetto cita esplicitamente i liquidi arabeschi di Barney Bigard o di Jimmy Hamilton nelle tante versioni ellingtoniane.
Pyramid (Tizol), da «We Thought About Duke», hatOLOGY 543. Franz Koglmann, flicorno; Rudolf Ruschel, trombone; Raoul Herget, tuba; Lee Konitz, sax alto. Registrato fra il 6 e il 9 giugno 1994.
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The Mooche (Ellington), ib.. Franz Koglmann, tromba; Lee Konitz, sax alto; Tony Coe, clarinetto; Burkhard Stangl, chitarra; Klaus Koch, contrabbasso.
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domenica 17 aprile 2011
Venus In Transit I-II (Franz Koglmann)
Il trombettista e compositore austriaco Franz Koglmann (1947) ha composto le musiche per lo spettacolo Vivace dell’autrice e regista Beverly Blankenship, andato in scena alla Schauspielhaus di Vienna nel gennaio 2001 e in particolare per Venus In Transit, una di cinque pièce interconnesse, a proposito di un giovane che, indotto dalla fidanzata ad assumere degli anabolizzanti, si vede crescere un bel paio di mammelle. Due dettagli dell’opera e delle sue circostanze, oltre forse alla suggestione inconscia delle mammelle, hanno suggerito a Koglmann lo spunto per le musiche di scena: l’apparizione, in un quadro di Venus In Transit, del cast intero abbigliato e truccato a somiglianza di Marilyn Monroe, e il fatto che la Blankenship, nell’illustrargli il lavoro, si fosse abbandonata a un’ispirata interpretazione di I Wanna Be Loved By You, la più famosa fra le canzoni che la Monroe cantava nel film di Billy Wilder Some Like It Hot (A qualcuno piace caldo, 1959).
Dalla canzoncina di Ruby-Stothart-Kalmar, Koglmann ritaglia le due figure cromatiche dell’inciso iniziale, a distanza di una quarta l’una dall'altra, e ne fa il modulo strutturale di questa suite in dodici brevi movimenti, di cui ti propongo i primi due: nel primo il motivo è cantus firmus di un arrangiamento dai suoni ovattati e dall’andamento sonnambolico, quasi un parallelo sonoro dell’ancheggiare della celebre attrice, meno il sex appeal; nel secondo è sottoposto a moto retrogrado in un valzer, mahleriano fin nel canto d'incerta intonazione della viola sullo staccato di contrabbasso, fagotto e sax tenore.
Pardon, ist da noch Frei? (I Wanna Be Loved By You), da «Venus in Transit», between the lines 016. Franz Koglmann, tromba; Chris Speed, sax tenore; Michael Rabinowitz, fagotto; Mat Maneri, viola; David Fiuczynski, chitarra; Peter Herbert, contrabbasso; John Mettam, percussioni. Registrato il 12 febbraio 2001.
Überstorung, ibid.
Dalla canzoncina di Ruby-Stothart-Kalmar, Koglmann ritaglia le due figure cromatiche dell’inciso iniziale, a distanza di una quarta l’una dall'altra, e ne fa il modulo strutturale di questa suite in dodici brevi movimenti, di cui ti propongo i primi due: nel primo il motivo è cantus firmus di un arrangiamento dai suoni ovattati e dall’andamento sonnambolico, quasi un parallelo sonoro dell’ancheggiare della celebre attrice, meno il sex appeal; nel secondo è sottoposto a moto retrogrado in un valzer, mahleriano fin nel canto d'incerta intonazione della viola sullo staccato di contrabbasso, fagotto e sax tenore.
Pardon, ist da noch Frei? (I Wanna Be Loved By You), da «Venus in Transit», between the lines 016. Franz Koglmann, tromba; Chris Speed, sax tenore; Michael Rabinowitz, fagotto; Mat Maneri, viola; David Fiuczynski, chitarra; Peter Herbert, contrabbasso; John Mettam, percussioni. Registrato il 12 febbraio 2001.
Überstorung, ibid.
sabato 7 agosto 2010
Maison à Bordeaux (Franz Koglmann)
Franz Koglmann intitola tre pezzi di questo disco del 2001 alle affinità elettive (Wahlverwandtschaften). Le affinità esplorate da Koglmann sono quelle fra la sua musica e l’opera di tre eccentrici esponenti dell’architettura contemporanea: lo «strutturalista» statunitense Pierre Koenig, il neobarocco mitteleuropeo Max Fabiani e il radicale, concettoso olandese Rem Koolhaas.
Koglmann percorre le architetture scelte come se si muovesse di stanza in stanza; nel caso della casa di Bordeaux di Koolhaas, di piano in piano. Questo edificio inquietante s’inizia in tempo di marcia su una scala orientaleggiante; entra poi un walking bass in tempo medio sotto la tromba con harmon (fra i suoni più jazzistici nel disco), tenore, chitarra; poi viola e fagotto. La struttura ad episodi che confluiscono in un accelerando è chiaramente esemplata sull’ascensore che percorre i tre piani-ambienti dell'edificio di Koolhaas.
Maison à Bordeaux (Koglmann), da «Venus in Transit», between the lines 016. Franz Koglmann, tromba; Chris Speed, sax tenore; Michael Rabinowitz, fagotto; Mat Maneri, viola; David Fiuczynski, chitarra; Peter Herbert, contrabbasso; John Mettam, percussioni. Registrato il 12 febbraio 2001.
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