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mercoledì 5 agosto 2020

The Dude – How Are Things In Glocca Morra? (Lem Winchester)

 Il vibrafono non ha avuto pochi praticanti nel jazz, pochi tuttavia rispetto ai saxofonisti e ai pianisti; per questo mi ha sempre colpito il numero grande, in proporzione, di musicisti di forte personalità entro quel novero limitato.

 Uno che avrebbe potuto distinguersi se soltanto se ne fosse lasciato il tempo – morì in modo stupido – era Lem Winchester (1928-1961), di Filadelfia. Come day job faceva il poliziotto a Wilmington, Delaware. Produceva una sonorità chiara e scampanante, che amava lasciar risuonare, e suonava «a tutta tastiera», raggiungendo spesso la raramente esplorata ottava bassa dello strumento. Questo disco di bella formazione, di cui fu titolare con Benny Golson, è piacevolissimo.

 The Dude (Winchester), da «Winchester Special», Prestige/OJCCD 1719-2. Benny Golson, sax tenore; Lem Winchester, vibrafono; Tommy Flanagan, piano; Wendell Marshall, contrabbasso; Art Taylor, batteria. Registrato il 25 settembre 1959.

 How Are Things In Glocca Morra? (Harburg-Lane), id.

domenica 5 maggio 2013

Princess - Lid Flippin’ (Johnny «Hammond» Smith)

 È bello questo disco di Johnny «Hammond» Smith perché non è il solito disco di un organista, in cui ogni altra cosa è annegata dal suono strapotente del suo strumento: «Hammond» Smith è un musicista dal fraseggio raffinato che sceglie una sonorità discreta (e una più sgargiante e aspra per gli outchorus) per restare a pari degli altri strumenti della front line. La quale  non comprende strumenti a fiato ma vibrafono e chitarra; anche per questo, Smith adopera un contrabbassista anziché provvedere i bassi lui stesso, come fanno di solito gli organisti. Anche se il disco è essenzialmente una raccolta di blues, per queste ragioni si distingue dalla pletora di dischi di soul jazz con organo del periodo.

 C’è poi, anche lui già sentito qui per conto proprio, Lem Winchester, il vibrafonista-poliziotto ammazzatosi per sbaglio mentre giocava con la pistola d’ordinanza. Ci avrebbe fatto ascoltare molte altre belle cose se ne avesse avuto il modo: ha una sonorità chiara e scampanante, che ama lasciar risuonare, e suona «a tutta tastiera», raggiungendo spesso la raramente esplorata ottava bassa dello strumento; le sue lunghe linee melodiche sono sempre costruite con un equilibrio e Winchester sa ascoltare attentamente l’organo e dialogare con esso.

 Princess (Smith), da da «Gettin’ the Message», Prestige LP 7217. Lem Winchester, vibrafono; Johnny «Hammond» Smith, organo; Eddie McFadden, chitarra; Wendell Marshall, contrabbasso; Bill Erskine, batteria. Registrato il 14 ottobre 1960.



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Lid Flippin’ (Smith), id.



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mercoledì 5 ottobre 2011

The Dude (Lem Winchester)

  Lem Winchester, nato a Philadelphia nel 1928, fu un promettente vibrafonista che registrò poco ma sempre in compagnia qualificata, com’è questo il caso. Avrebbe potuto trovare il suo posto accanto ai vibrafonisti eminenti degli anni Sessanta, ma morì nel 1961 e, duole dirlo, da vero pistola: giocando con la pistola che per lui, poliziotto, era ferro del mestiere.

  The Dude (Winchester), da «Winchester Special», Prestige/OJCCD 1719-2. Benny Golson, sax tenore; Lem Winchester, vibrafono; Tommy Flanagan, piano; Wendell Marshall, contrabbasso; Art Taylor, batteria. Registrato il 25 settembre 1959.



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