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lunedì 23 maggio 2022

Pannonica (Barry Harris)

 Come tutti sanno, anzi mi pare che ne abbiamo parlato anche qui, Barry Harris è stato fra gli interpreti meglio qualificati o, come si dice, più idiomatici della musica di Monk. L’aveva studiata a fondo e per giunta di Monk era stato amico intimo, per un certo periodo abitando con lui sotto il tetto della baronessa Nica.

 La quale è dedicataria di questa composizione, una delle più note di Monk. Nell’esecuzione, lontana da tutti i più ovvi monkismi, si sente bene la comprensione profonda che Harris aveva di questa musica.

 Pannonica (Monk), da «The Bird Of Red And Gold», Xanadu. Barry Harris, piano. Registrato il 18 settembre 1989.

giovedì 26 aprile 2018

Hot House – Soultrane – Casbah (Barry Harris) RELOAD

 Reload dal marzo 2017 

È cosa risaputa: Barry Harris considera tutto quello che è avvenuto nel jazz dalla metà degli anni Cinquanta in poi “sbagliato”: non dico neanche il free jazz, ma sbagliato il cool, sbagliato il soul jazz, sbagliati Coltrane, Rollins, il jazz europeo, sbagliato tutto quello che non è il bebop rigoroso che lui pratica e insegna in giro per il mondo. O forse insegnava, ne ha compiuti 87 tre mesi fa.

 Non è questo di cui m’interessa parlare, anche se questo fa del vecchio Barry un tipo pittoresco e caratteristico di curmudgeon (ne ha anche  l’aspetto). In questo disco stupendo del 1975  senti come effettivamente Harris non abbia bisogno d’altro che del lessico bebop, che quando suona lui è vivo e attuale, per esprimersi in modo personale e incredibilmente espressivo e variegato; sotto le sue dita, quegli elementi che in tanti altri, anche suoi coetanei, suonano scuola, metodo e formula, sono un’autentica, articolata visione del mondo. Quale materiale migliore su cui esercitarla se non le composizioni di Tadd Dameron, un altro che del bebop aveva fatto la sua vita, in modo personalissimo?

 Hot House (Dameron), da «Plays Tadd Dameron», Xanadu 113. Barry Harris, piano; Gene Taylor, contrabbasso; Leroy Williams, batteria. Registrato il 4 giugno 1975.

 Soultrane (Dameron), id.

 Casbah (Dameron), id.

venerdì 9 dicembre 2016

Anthropology (Barry Harris)

 Anthropology (Parker), da «Newer Than New», Riverside/OJCCD-1062-2. Lonnie Hillyer, tromba; Charles McPherson, sax alto; Barry Harris, piano; Ernie Farrow, contrabbasso; Clifford Jarvis, batteria. Registrato il 28 settembre 1961.

mercoledì 9 dicembre 2015

A Swing For Joey (David Allyn)

 Ogni tanto compare qui sopra David Allyn, un cantante un po’ misterioso. Anche questa canzone, di cui Allyn ha scritto la musica e che esegue nuda e cruda nelle sue 32 battute e basta, viene dall’unico disco suo che io conosca, in duo con Barry Harris – accompagnatore con il quale canterei bene anch’io (ma io, in realtà, canto piuttosto bene).

 Una nostra amica sostiene che David Allyn abbia voce cipollosa, ma a me piace.

 A Swing For Joey (Allyn-Webb), da «Don't Look Back», Xanadu 101. David Allyn con Barry Harris, piano. Registrato nel febbraio 1975.

mercoledì 11 novembre 2015

Nightingale (Barry Harris)

 Nightingale (Cugat-Rosner-Wise), da «Newer Than New», Riverside/OJCCD-1062-2. Lonnie Hillyer, tromba; Charles McPherson, sax alto; Barry Harris, piano; Ernie Farrow, contrabbasso; Clifford Jarvis, batteria. Registrato il 28 settembre 1961.

sabato 27 luglio 2013

Parker’s Mood (Barry Harris)

 Un pomeriggio di mezza estate può anche riuscire terribile, ma in compagnia di Barry Harris che, solitario, medita su Parker’s Mood, di sicuro lo è un po’ meno.

 Parker’s Mood (Parker), da «Barry Harris - Live At Maybeck Recital Hall Vol. 12», Concord CCD-4476. Barry Harris, piano. Registrato il 12 marzo 1990.



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giovedì 10 gennaio 2013

Mucho Dinero (Barry Harris)

 Una composizione piena di melodia e humor, un’esecuzione gioiosa, un disco felice; del jazz bello come un sogno. Si era nel 1961 e questo quintetto di Barry Harris si poteva sentire il lunedì sera al Birdland di New York.

 Mucho Dinero (Harris), da «Newer than New», Riverside/OJCCD-1062-2. Lonnie Hillyer, tromba; Charles McPherson, sax alto; Barry Harris, piano; Ernie Farrow, contrabbasso; Clifford Jarvis, batteria. Registrato il 28 settembre 1961.



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sabato 4 febbraio 2012

Killing Me Softly With His Words (Sonny Stitt & Barry Harris)

  L’unico difetto che posso trovare in quest’esecuzione è nel suono che la registrazione conferisce al contrabbasso di George Duvivier, per il resto impeccabile, al suo solito. Di Jimmy Cobb ho tessuto le lodi proprio recentemente; Stitt e Harris non hanno rivali nell’idioma bebop compiuto e storicizzato, che sanno applicare a praticamente ogni tipo di repertorio, tanto da smentire quello che dicevo su Killing Me Softly come canzone poco assoggettabile all’improvvisazione; infine Killing Me Softly, come ormai dovresti sapere, è una canzone che mi piace molto.

  Killing Me Softly With His Words (Fox-Gimbel), da «The Complete Late Quartets, vol. 2», Jazz Row JR652. Sonny Stitt, sax alto; Barry Harris, piano; George Duvivier, contrabbasso; Jimmy Cobb, batteria. Registrato il 18 marzo 1981.



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mercoledì 3 agosto 2011

Morning Coffee - Don’t Blame Me (Barry Harris)

  Barry Harris, come già ricordato, fu uno stretto sodale di Thelonious Monk, o almeno ne divise il tetto per un periodo non brevissimo. È normalmente indicato come uno dei pianisti monkiani; c'è del vero, soprattutto nei colori armonici che Harris usa, ma in realtà la sua ispirazione principale, come per quasi tutti i pianisti di quella generazione, è Bud Powell.

  Comunque qui, dal vivo nel 1960, Harris apre il blues citando proprio una composizione di Monk, Thelonious, la cui esposizione adorna con la volata a toni interi caratteristica di Monk.

  Morning Coffee (Harris), da «At the Jazz Workshop», OJJCD-208-2 [Riverside]. Barry Harris, piano; Sam Jones, contrabbasso; Louis Hayes, batteria. registrato il 15 o il 16 maggio 1960.



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  Don’t Blame Me (Fields-McHugh), id.



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domenica 24 luglio 2011

Pleasant Dreams - Kim (Was) (David Allyn)

  Il grande David Allyn canta due canzoni di sua composizione, la seconda senza parole.

  Pleasant Dreams (Allen-Allyn), da «Don’t Look Back», Xanadu 101. David Allyn con Barry Harris, piano. Registrato il 27 o il 28 febbraio 1975.



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  Kim (Was) (Allyn), ib.



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sabato 23 aprile 2011

My Ideal (Barry Harris)

  A proposito di My Ideal, soave ballad di Richard Whiting, Barry Harris ha un aneddoto toccante che riguarda Monk, con il quale convisse sotto il tetto della baronessa Nica de Koenigswarter, dove Monk trascorse gli ultimi anni in completa reclusione e senza mai toccare il piano. Un giorno del 1980 o del 1981 Monk emerse dalla sua camera e si sedette al piano con Harris.
  Mi disse, «Suoniamo “My Ideal”». E cominciò a suonare “My Ideal”. Lui suonò un chorus, uno ne suonai io (…). Vorrei che ci fosse stato qualcuno con un registratore, perché mi fece suonare forse cento chorus di “My Ideal” e dopo ognuno dei miei ne suonava uno lui, senza interruzione (…). Sarà durato… di sicuro più di un’ora, ma non mi fece suonare altro. Concluso l’ultimo chorus, si alzò e tornò senza una parola nella sua camera.

  My Ideal (Whiting-Newell Chase), da «The Bird of Red and Gold», Xanadu XCD 1220. Barry Harris, piano. Registrato il 18 settembre 1989.



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martedì 1 marzo 2011

Easy to Love (Barry Harris)

  Questa versione dello standard di Cole Porter è arrangiata da Barry Harris, e suonata da tutto il quintetto, con un brio e un’allegria fuori del comune, con il batterista Clifford Jarvis addirittura incontenibile: ecco un disco felice nel senso pieno della parola. McPherson e Hillyer si sarebbero di lì a poco illustrati con Mingus; McPherson avrebbe poi avuto una distinta carriera, spesso a fianco di Harris e che dura ancora oggi. Hillyer è purtroppo morto giovane, nel 1985.

  Easy to Love (Porter), da «Newer than New», Riverside/OJCCD-1062-2. Lonnie Hillyer, tromba; Charles McPherson, sax alto; Barry Harris, piano; Ernie Farrow, contrabbasso; Clifford Jarvis, batteria. Registrato il 28 settembre 1961.

domenica 13 giugno 2010

My Cherie Amour (Charles McPherson)

  Charles McPherson, il bravissimo altosaxofonista che sostituì Eric Dolphy nelle formazioni mingusiane, dà una delicata e swingante versione della famosa canzone di Stevie Wonder accompagnato da un trio ritmico eccellente. Presta attenzione soprattutto al sobrio, costruitissimo assolo di Barry Harris.

  My Cherie Amour (S. Wonder), da «McPhersons's Mood», Prestige OJCCD-1947-2. Charles McPherson, sax alto; Barry Harris, piano; Buster Williams, contrabbasso; Roy Brooks, batteria. Registrato il 23 dicembre 1969.