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lunedì 27 gennaio 2020

Gypsy Blue (Freddie Hubbard)


 Ma soprattutto Tina Brooks, autore anche della composizione, che avrebbe potuto essere di Horace Silver.

 Gypsy Blue (Brooks), da «Open Sesame», Blue Note 7243 4 952341 2 4. Freddie Hubbard, tromba; Tina Brooks, sax tenore; McCoy Tyner, piano; Sam Jones, contrabbasso; Clifford Jarvis, batteria. Registrato il 19 giugno 1960.

martedì 26 aprile 2016

Cantaloupe Island – Oliloquy Valley (Herbie Hancock)

 Nel 1964 Herbie Hancock fece in questo disco la prova generale del suo capolavoro, «Maiden Voyage», registrato l’anno successivo in identica formazione con l’aggiunta di George Coleman. Freddie Hubbard, insolitamente con la cornetta, vi suona come il Padreterno e anche Tony Wiliams non scherza mica.

 La vamp introduttiva  ha un groove da una tonnellata e infatti molti anni dopo è stata campionata da un rapper.

 Cantaloupe Island (Hancock), da «Empyrean Isles», Blue Note CDP 7 84175 2. Freddie Hubbard, cornetta; Herbie Hancock, piano; Ron Carter, contrabbasso; Tony Williams, batteria. Registrato il 17 giugno 1964.

 Oliloquy Valley (Hancock), id.

sabato 17 gennaio 2015

Breaking Point (Freddie Hubbard)

 In questo Blue Note del 1964 Freddie Hubbard si presentava per la prima volta alla testa di una sua working band (non sarebbe durata molto), dopo una breve ma già brillantissima carriera da sideman con Blakey, Coltrane, Dolphy, Coleman e altri.

 Breaking Point mette insieme un po’ tutto quello che aveva fatto fino a quel momento, compreso un calypso rollinsiano, ma tenendo le orecchie bene aperte su quanto andava succedendo.

 Breaking Point (Hubbard), da «Breaking Point», Blue Note 7243 5 78728 2 9. Freddie Hubbard, tromba; James Spaulding, sax alto; Ronnie Mathews, piano; Eddie Kahn, contrabbasso; Joe Chambers, batteria. Registrato il 7 maggio 1964.



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lunedì 3 novembre 2014

Backlash – Echoes Of Blues (Freddie Hubbard)

 Freddie Hubbard, oltre a essere stato un trombettista supremo e un grande musicista, fu un uomo di singolare sincerità e candore nel parlare della sua musica e delle sue aspirazioni. Quando, dal finire degli anni Sessanta, si diede al funk e poi  a una musica via via sempre più facile, non nascose mai di farlo perché desiderava raggiungere quel successo di pubblico, quindi economico, che l’aver preso parte ai più grandi dischi del jazz moderno («Out To Lunch», «Free Jazz», «Ascension», «Blues And The Abstract Truth», mi fermo qui) non gli aveva assicurato.

 Con tutto ciò, i suoi dischi crossover sono di norma assai più belli di quelli di suoi colleghi che, pur motivati non diversamente, nelle loro dichiarazioni accampavano sempre nebulose motivazioni artistiche. «Red Clay», 1970, è un capolavoro del jazz di quegli anni, ma già questo «Backlash» del 1967 è roba di alto livello: funky jazz di classe nel pezzo del titolo e, nel blues Echoes Of Blues, cui l’insistenza sulle quinte diminuite conferisce una dimensione bitonale, l’esperienza di Hubbard sui confini più avanzati del jazz degli anni Sessanta.

 È preziosa l’occasione di ascoltare James Spaulding al sax e al flauto e soprattutto il grande pianista Albert Dailey.

 Backlash (Don Pickett), da «Backlash», Atlantic Masters 81227 3613-2. Freddie Hubbard, tromba; James Spaulding, sax alto; Albert Dailey, piano; Bob Cunningham, contrabbasso; Otis Ray Appleton, batteria; Ray Barretto, percussioni. Registrato nell’ottobre 1966.



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 Echoes Of Blues (Cunningham), id. Spaulding suona il flauto.



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venerdì 28 marzo 2014

Marie Antoinette (Freddie Hubbard)

 Alla Blue Note si divertivano a dare ai dischi titoli che giocassero con i nomi dei musicisti; «The Real McCoy» di McCoy Tyner ripeteva un modo di dire d’ignota origine che significa «l’articolo genuino»; nel 1961, «Ready For Freddie» riprendeva un altro modo di dire un tempo popolare e che significa «pronto per ogni evenienza». Scrivimi nei commenti altri che ti vengano in mente.

 In questo disco, bello ed eccitante come tutti i Blue Note di Freddie Hubbard, si ascolta fra gli altri Bernard McKinney all’euphonium (eufonio, flicorno baritono, bombardino): forse l’unico solista del jazz su questo strumento, spesso presente nelle orchestre del dopoguerra – una compagine di Kenton ne aveva un’intera sezione (errore: vedi nei commenti). McKinney era attivo fino a pochi anni fa con il nome di Kiani Zawadi.

 Marie Antoinette (Shorter), da «Ready For Freddie», Blue Note 90837. Freddie Hubbard, tromba; Bernard McKinney, euphonium; Wayne Shorter, sax tenore; McCoy Tyner, piano; Art Davis, contrabbasso; Elvin Jones, batteria. Registrato il 21 agosto 1961.



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mercoledì 30 maggio 2012

Red Clay (Freddie Hubbard)

 Dai commenti escono spesso suggerimenti preziosi; parlando di «Miles in the Sky», per esempio, Luca Conti ha ricordato questo disco di Freddie Hubbard, che segnò uno spartiacque nella carriera di Hubbard e anche una data importante nel jazz di quegli anni (è del 1970).

 Da una parte, come ha osservato Conti, vi sentiamo un consolidamento di quanto il quintetto di Miles – qui ne sono presenti due membri – aveva cominciato a fare in pezzi come Stuff; dall’altra, tutto appare per dire così «ottimizzato», reso più semplice e più filante, tanto ritmicamente che armonicamente, con il concorso essenziale del packaging sonoro di Creed Taylor. Anche Hancock si mostra ormai a suo completo agio sulla tastiera elettrica.

 Red Clay (Hubbard), da «Red Clay», CTI 5051722. Freddie Hubbard, tromba; Joe Henderson, sax tenore; Herbie Hancock, piano elettrico; Ron Carter, basso elettrico; Lenny White, batteria. Registrato nel gennaio 1970.



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lunedì 26 settembre 2011

Assunta (Freddie Hubbard)

  La Blue Note, negli anni Sessanta, sembra che davvero lavorasse per la gloria, a giudicare dalle cose che registrava (fra l’altro pagando i musicisti per le prove) e poi non pubblicava. Questo disco a nome di Freddie Hubbard, del 1962 ma pubblicato solo nel 1979, ne è un esempio. La formazione è astrale e non delude.

  Assunta (Cal Massey), da «Here To Stay», Blue Note 946 2 62661 2. Freddie Hubbard, tromba; Wayne Shorter, sax tenore; Cedar Walton, piano; Reggie Workman, contrabbasso; Philly Joe Jones, batteria. Registrato nel dicembre 1962.



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domenica 12 giugno 2011

Breakin’ Point (Freddie Hubbard)

  Freddie Hubbard, che pochi mesi prima di questo disco aveva suonato in «Out to Lunch» di Dolphy (e pochi mesi dopo avrebbe suonato in «Ascension» di Coltrane), mostra di non essere passato indenne da quell’esperienza, e ovviamente nemmeno da «Free Jazz» di Ornette di quattro anni prima. Ma lo mostra a modo suo, senza rinnegare l’hard bop mercuriale, a momenti marziale, che lo distingue. In Breakin’ point fa la comparsa anche una sezione in tempo di calypso.

  Gran disco.

  Breakin’ Point (Hubbard), da «Breakin’ Point», Blue Note CDP7-93202-2. Freddie Hubbard, tromba; James Spaulding, sax alto; Ronnie Matthews, piano; Eddie Khan, contrabbasso; Joe Chambers, batteria. Registrato il 7 maggio 1964.



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