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venerdì 13 maggio 2022

Open Road – Lament (Pat Martino)

 Mi sono rivolto a questo disco di Pat Martino dopo aver ascoltato il disco appena uscito di uno dei più meritamente acclamati chitarristi jazz di oggi, disco in cui l’artista si accompagna da solo con sovraincisioni e loop per un risultato suadente alle orecchie e, a mio gusto, noioso.

 Martino nel 1976 era nel pieno delle forze, quattro anni prima dell’accidente che per poco non lo uccise e lo costrinse poi alla fatica eroica di re-imparare a suonare la chitarra. Io, forse lo ricorderai, non sono un appassionato della chitarra jazz, i cui praticanti mi sembrano troppo spesso solleciti o della pura velocità o, vedi supra, di una piacevolezza un po’ facile, pop (lo so che non c’è niente di male nel pop, ma io la penso così, ok?).

 Pat Martino mi sembra invece di quelli che non suonano una nota se non ne sono persuasi – e sì che di note ne fa anche lui parecchie. In compagnia di Gil Goldstein, che al piano elettrico gli fornisce un accompagnamento essenzialissimo e sommesso, quasi da harmonium, questa sua serietà espressiva è nella luce migliore, tanto nella tripartita Open Road quanto nei sei standard che completano il disco.

 Buon venerdì 13.

 Open Road [Olee, Variations and Song, Open Road] (Martino), da «We’ll Be Together Again», [Muse] 32Jazz. Pat Martino, chitarra; Gil Goldstein, piano elettrico. Registrato nel febbraio 1976.

 Lament (J. J. Johnson), id.

martedì 16 settembre 2014

Once I Loved – El Hombre (Pat Martino)

 Ecco Pat Martino, ventiduenne, al suo esordio discografico sotto proprio nome.

 Nota la presenza rassicurante all’organo di Trudy Pitt, la magnifica musicista e didatta di Filadelfia che era stata uno dei primi bandleader di Martino, se non il primo, e che anche in ruolo di supporto lascia il segno evidente della sua classe. Il classico organ trio è aumentato qui da due percussionisti (e talvolta da un flauto) ed è sbilanciato per una volta a favore della chitarra.

 Once I Loved (O Amor Em Paz) (Gilbert-Jobim-de Moraes), da «El Hombre», Prestige PR 7513. Pat Martino, chitarra; Trudy Pitts, organo; Mitch Fine, batteria; Vance Anderson, bongos; Abdu Johnson, congas. Registrato il primo maggio 1967.



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 El Hombre (Martino), id. più Danny Turner, flauto.



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sabato 13 aprile 2013

Blackjack - Oleo (Pat Martino)

 Pat Martino adopera in tutto questo disco la chitarra a dodici corde; il suono che ne cava, sodo e piuttosto sordo, non direi che sia di mio gradimento. Ma il suo fraseggio e il suo timing, soprattutto sul tempo veloce di Oleo, sono qualcosa da sentire, così come l’accompagnamento propulsivo del batterista Ferguson, uno di Philadelphia come il resto della compagnia.

 Blackjack (Martino), da «Desperado», [Prestige] OJCCD-397-2. Eric Kloss, sax soprano; Pat Martino, chitarra a dodici corde; Eddie Green, piano elettrico; Tyrone Brown, basso elettrico; Sherman Ferguson, batteria. Registrato il 9 marzo 1970.



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 Oleo (Rollins), id. ma senza Kloss.



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