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domenica 30 luglio 2017

Home (Mike Westbrook)

 Home (Westbrook), da «Marching Song Vol. 1», Deram 844 853-2. The Mike Westbrook Concert Band: Dave Holdsworth, Greg Bowen, Ronnie Hughes, Henry Lowther, tromba; Malcolm Griffiths, Mike Gibbs, Paul Rutherford, Eddie Harvey, trombone; Martin Fry, tuba; Mike Osborne, John Warren, sax alto; Alan Skidmore, Brian Smith, sax tenore; John Surman, sax baritono; Mike Westbrook, piano; Harry Miller, Chris Lawrence, contrabbasso; Alan Jackson, John Marshall, batteria. Registrato nel 1969.

mercoledì 6 febbraio 2013

Heart Throb (Mike Westbrook)

 Datosi che i guest post, un tempo onore di questo blog, si sono fatti rari e non ha scatenato emulazione nemmeno una rara apparizione di Valentina la settimana scorsa, ecco che mi risolvo a un posticcio: questo post è mio ma potrebbe essere un guest di Gennaro Fucile o di Claudio Bonomi, perché non solo è un post di jazz inglese (il quale Bonomi e Fucile inventarono fra Milano e Napoli una quarantina d’anni fa), non solo è un pezzo di Mike Wesbrook, che di Fucile e Bonomi è un prediletto, ma è preso direttamente da una bellissima antologia sonora cum saggio che il dinamico duo ha pubblicato alcuni anni or sono.

 A parte questo, si tratta di un pezzo di musica da camera piacevole e spiritoso, a cui accenna proprio Gennaro Fucile in quest’articolo sull’ultimo numero dei «Quaderni d’altri tempi» e il cui titolo e ispirazione Mike Westbrook spiega così, proprio in «Elastic Jazz»:
Intorno al 1980 Kate e io stavamo facendo un giro nel mercato coperto di Bolton, nel Lancashire. Questi mercati locali, nonostante le offerte dei grossi centri commerciali appena fuori città, si possono ancora trovare in molte città di provincia, specialmente al Nord. Le bancarelle vendono, a prezzi stracciati, una serie di cose tanto strambe da poterle pensare in qualche bazar orientale, buttate tutte lì nel mucchio a farsi concorrenza. Ci sono cibi di ogni genere, cosmetici, specialità farmaceutiche, biancheria intima, gioielleria, dolci e cianfrusaglie varie. Il nome di questi articoli – alcuni dei quali audacemente prosaici, altri bislacchi e fantasiosi, altri presi da canzoni pop più ordinarie, alcune di oscura origine popolaresca – sono tanto affascinanti quanto gli stessi prodotti. Mi sono scritto i marchi – Morning Thunder... Crysette... The Man Root... Heart Throb, e così via. I nomi, separati dagli oggetti, prendono una propria vena surreale, romantica – una poetica lista della spesa per doni con cui corteggiare l’innamorata. Heart Throb era stato incluso nel progetto Brass Band, Hotel Amigo. Quando Kate e io abbiamo formato il trio A Little Westbrook Music con Chris Biscoe nel 1982, è stata una delle prime canzoni che abbiamo suonato.

 Heart Throb (Westbrook), da «Elastic Jazz - Sketches of Britain», Auditorium AUD 02705 [orig. «A Little Westbrook Music», Westbrook Records LWM 1]. Kate Westbrook, con Mike Westbrook, piano; Chris Biscoe, sax soprano. Registrato nel luglio 1983.



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ATTENZIONE    Il curatore del blog sta perdendo colpi: questo pezzo era stato effettivamente già presentato in un guest post da Gennaro Fucile più di un anno fa. Va bé, è l’occasione per risentirlo. Scusami (soprattutto chiedo scusa a Gennaro), e grazie a Valentina per l’avviso.

sabato 15 ottobre 2011

Guest Post #8: Gennaro Fucile & Mike Westbrook

  Seconda graditissima visita di Gennaro Fucile, ancora con un notabile del jazz inglese, ma stavolta assai più suadente di Lol Coxhill.

  Quando presenti Mike Westbrook non rischi mai di fare brutta figura. È un uomo e un musicista raffinato, colto, invaghito delle liriche di William Blake, ammaliato dalle atmosfere del cabaret, innamorato del jazz e di sua moglie Kate con cui condivide da decenni sofisticate avventure musicali.

  Quando fai conoscere la musica di Westy, come lo chiama chi è in maggior confidenza con lui, fai sempre un figurone, sia se proponi le sue composizioni più squisitamente jazzistiche, sia se fai ascoltare quelle che non sarebbero dispiaciute a Kurt Weill, o quelle in cui ha messo in musica di poesie di Lorca, Rimbaud e dell’adorato Blake, oppure altre, le cover delle musiche di Rossini, dei Beatles, di Nat King Cole. Dietro c’è sempre quell’iconoclastia inglese che ha reso possibile una via britannica al jazz a cavallo tra i Sessanta e i Settanta e Westbrook di questa invenzione musicale ne è stato autorevole protagonista.

  Diamoci un taglio, è giunto il momento di presentarvi Mike Westbrook, per gli amici Westy. Eccolo in versione intima, un trio con Kate e il fido Chris Biscoe. Una canzone, Heart Throb, che arriva da un disco fatto in casa, intitolato programmaticamente «A Little Westbrook Music».

  Curiosa l’origine del testo. Ricorda lo stesso Westbrook: «Intorno al 1980 Kate e io stavamo facendo un giro nel mercato coperto di Bolton, nel Lancashire…. Le bancarelle vendono, a prezzi stracciati, una serie di cose tanto strambe da poterle pensare in qualche bazar orientale … Mi sono scritto i marchi - Morning Thunder... Crysette... The Man Root... Heart Throb, e così via. I nomi, separati dagli oggetti, prendono una propria vena surreale, romantica – una poetica lista della spesa per doni con cui corteggiare l’innamorata».

  Che altro deve fare una ballad?

  Heart Throb (Westbrook), da «A Little Westbrook Music», Westbrook Records LWM 1. Kate Westbrook con Mike Westbrook, piano; Chris Biscoe, sax soprano. Registrato a Londra (Parsifal Studios) nel luglio 1983.



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