Musica infinitamente interessante e vivace viene da questo quartetto dello splendido Ted Curson, colto in Olanda nel 1966. Colpisce come musica che non è free jazz in nessun modo convenzionalmente inteso, suoni oggi più fresca di non poco free jazz dell’epoca.
Stavolta sono con Curson Booker Ervin, Jimmy Woode, bassista per tutte le stagioni, e soprattutto c’è Edgar Bateman alla batteria. Bateman (1929-2010) non è un nome noto al pubblico, avendo inciso molto poco, ma è nominato dai batteristi che lo conoscono con la reverenza che costoro riservano a Roach, Elvin, Art Blakey o Philly Joe. Uno di loro lo ha definito una volta «il batterista che suonava come Elvin Jones, dieci anni prima di Elvin». Come si sente benissimo anche qui, Bateman aveva la qualità, tipica di Elvin Jones ma forse di tutti i grandi di questo strumento, di definire lo spazio sonoro in cui l‘esecuzione ha luogo non solo in termini di ritmo ma anche di colore. Senti con che disinvoltura e allo stesso tempo con che implacabile, naturale autorità scandisce e suddivide il 5/4 di Cinq Quarte.
Musis Sacrum (Curson), da «Urge», Fontana 883 910 JCY. Ted Curson, tromba; Booker Ervin, sax tenore; Jimmy Woode, contrabbasso; Edgar Bateman, batteria. Registrato il 13 maggio 1966.
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You Don’t Know What Love Is (Raye-De Paul), id.
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Cinq Quarte (Curson), id.
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mercoledì 22 ottobre 2014
sabato 9 novembre 2013
Nublu - Reava’s Waltz - Star Eyes (Ted Curson)
Ted Curson, morto quasi precisamente un anno fa, è stato un trombettista magnifico e un musicista brillante. Benché la sua notorietà resti affidata soprattutto alla collaborazione con Charles Mingus (ma su Jnp l’hai sentito anche con Cecil Taylor, Archie Shepp e Andrew Hill), Curson seppe poi farsi valere in una lunga carriera, anche discografica, da leader.
Questo disco del 1965 evoca un po’ abusivamente nel titolo la New Thing, di cui di fatto non si sente traccia. Si tratta comunque un hard bop avanzato e avventuroso, che quando non è basato direttamente sul blues fa sistematico uso di pedali armonici e di ostinati (nell’unico standard, Star Eyes, la rilucente sonorità di Curson ricorda molto Thad Jones). La recente esperienza mingusiana è ben avvertibile e, per esempio nel caso di Reava’s Waltz, patente (si pensa a Better Git It In Your Soul o a Wednesday Night Prayer Meeting).
I compagni di Curson, la sua working band del periodo, meritano ciascuno una parola. George Arvanitas, alle prese con il solito pianoforte-catorcio, era un eccellente pianista francese che lavorò molto negli USA; Herb Bushler, qui al contrabbasso, sarebbe diventato uno dei principali esponenti del basso elettrico e avrebbe dato un contributo essenziale a tanti dischi delle orchestre di Gil Evans. Di Dick Berk è Curson stesso, nelle note di copertina, a dire come sia «uno dei pochi musicisti bianchi dotati di swing» (immagino comunque che pensasse lo stesso di Arvanitas e Bushler).
Bill Barron, saxofonista valoroso, lo abbiamo già incontrato qui sopra in un disco in cui faceva coppia, non per l’unica volta, con Booker Ervin. Beh, qui sembra davvero di sentire Booker Ervin, tanto che se questo disco mi fosse stato proposto in un blindfold test, non avrei esitato a fare il nome del texano.
Nublu (Curson - Barron), da «The New Thing & The Blue Thing», Atlantic 8122-79689-9. Ted Curson, tromba; Bill Barron, sax tenore; George Arvanitas, piano; Herb Bushler, contrabbasso; Dick Berk, batteria. Registrato nel marzo 1965.
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Reava’s Waltz (Curson), id. ma senza Arvanitas.
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Star Eyes (Raye - DePaul), id. ma senza Barron.
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Questo disco del 1965 evoca un po’ abusivamente nel titolo la New Thing, di cui di fatto non si sente traccia. Si tratta comunque un hard bop avanzato e avventuroso, che quando non è basato direttamente sul blues fa sistematico uso di pedali armonici e di ostinati (nell’unico standard, Star Eyes, la rilucente sonorità di Curson ricorda molto Thad Jones). La recente esperienza mingusiana è ben avvertibile e, per esempio nel caso di Reava’s Waltz, patente (si pensa a Better Git It In Your Soul o a Wednesday Night Prayer Meeting).
I compagni di Curson, la sua working band del periodo, meritano ciascuno una parola. George Arvanitas, alle prese con il solito pianoforte-catorcio, era un eccellente pianista francese che lavorò molto negli USA; Herb Bushler, qui al contrabbasso, sarebbe diventato uno dei principali esponenti del basso elettrico e avrebbe dato un contributo essenziale a tanti dischi delle orchestre di Gil Evans. Di Dick Berk è Curson stesso, nelle note di copertina, a dire come sia «uno dei pochi musicisti bianchi dotati di swing» (immagino comunque che pensasse lo stesso di Arvanitas e Bushler).
Bill Barron, saxofonista valoroso, lo abbiamo già incontrato qui sopra in un disco in cui faceva coppia, non per l’unica volta, con Booker Ervin. Beh, qui sembra davvero di sentire Booker Ervin, tanto che se questo disco mi fosse stato proposto in un blindfold test, non avrei esitato a fare il nome del texano.
Nublu (Curson - Barron), da «The New Thing & The Blue Thing», Atlantic 8122-79689-9. Ted Curson, tromba; Bill Barron, sax tenore; George Arvanitas, piano; Herb Bushler, contrabbasso; Dick Berk, batteria. Registrato nel marzo 1965.
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Reava’s Waltz (Curson), id. ma senza Arvanitas.
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Star Eyes (Raye - DePaul), id. ma senza Barron.
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martedì 13 settembre 2011
Tears For Dolphy (Ted Curson)
Ted Curson, trombettista illustratosi soprattutto con Mingus, ha una cospicua discografia a suo nome, tutta di livello almeno buono. Metà di questo disco è in quintetto con Robin Kenyatta, altro misconosciuto dallo stile molto personale, e una ritmica stellare. La bella composizione, nel genere della trenodia jazzistica di cui I Remember Clifford è l’esempio più noto, è di Curson.
Tears For Dolphy (Curson), da «Quicksand», Atlantic P 7532A. Ted Curson, tromba; Robin Kenyatta, sax alto; Kenny Barron, piano; Richard Davis, contrabbasso; Albert Heath, batteria. Registrato nel maggio 1974.
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Tears For Dolphy (Curson), da «Quicksand», Atlantic P 7532A. Ted Curson, tromba; Robin Kenyatta, sax alto; Kenny Barron, piano; Richard Davis, contrabbasso; Albert Heath, batteria. Registrato nel maggio 1974.
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