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mercoledì 10 aprile 2019

Myself When Young – Wax & Wane (Dorothy Ashby) RELOADED

Reload dal 19 marzo 2017. Anche qui, come in occasione dell’ultimo reload, un caveat: immutata la mia stima per Dorothy Ashby, proprio non so dire che cosa trovassi due anni fa di così bello in questo disco, di cui oggi colgo il kitsch e ben poco d’altro. Te lo ripropongo per cattiveria e anche per ricordare a me stesso che cosa futile e transitoria sia il gusto personale. Capace che di qui ad altri due anni ti riproponga estatico questa solfa.
  Di Dorothy Ashby si sarebbe forse parlato di più se avesse scelto uno strumento jazzisticamente più mainstream dell’arpa (ma Jnp ha la coscienza tranquilla a proposito). Del resto, si fosse illustrata come pianista – ed era anche pianista di vaglia –  Dorothy avrebbe quasi certamente avuto una visione meno angolata e fantasiosa della musica e forse non avrebbe costeggiato, come fa in questo disco o in «Afro-Harping» dell’anno prima, l’exotica e una marca molto particolare di fusion, con risultati molto personali e sempre musicalissimi.

 Rubaiyat è il titolo con cui è nota in Occidente una scelta di componimenti del poeta e polìmate persiano Omar Khayyám (1048-1131). La suggestione è forte ma resta generica; la Ashby collabora strettamente con quel bel personaggio che è stato Richard Evans, qui arrangiatore (le composizioni sono tutte dell’arpista), per figurarsi un sogno a episodi, «orientalista», lucidamente psichedelico, soavemente funky e cinematografico nell’immaginario, in cui si esibisce con eleganza anche come cantante ed esecutrice di koto, Dorothy Shahrazad.

 Myself When Young (Ashby), da «The Rubaiyat of Dorothy Ashby», [Cadet] Dusty Groove DGA 3002. Dorothy Ashby; Lenny Druss, flauto, oboe, ottavino; Stu Katz, vibrafono; orchestra arrangiata e diretta da Richard Evans. Registrato nel novembre 1969-gennaio 1970.

 Wax & Wane (Ashby), id. più Fred Katz, kalimba.

domenica 14 febbraio 2016

Life Has Its Trials (Dorothy Ashby)

 Eh sì, la vita mette alla prova tutti, prima o poi.

 Dorothy Ashby aveva deciso che una delle sue prove fosse dimostrare che l’arpa, fra tutti gli strumenti, potesse suonare funky.

 Life Has Its Trials (Ashby), da «Afro-Harping», Cadet LPS-809. Dorothy Ashby, arpa, con orchestra arrangiata e diretta da Richard Evans. Registrato nel febbraio 1968.

lunedì 21 dicembre 2015

Games (Dorothy Ashby)

 Ma sì, va’. È lunedì dopo tutto, il primo giorno dell’inverno, e fra quattro giorni sarà Natale: se non ascolti l’arpa adesso, quando? E poi questa è Dorothy Ashby, perbacco.

 Games (Ashby), da «Afro-Harping», Cadet LPS-809. Dorothy Ashby, arpa, con orchestra arrangiata e diretta da Richard Evans. Registrato nel febbraio 1968.

lunedì 1 dicembre 2014

Softly, As In A Morning Sunrise – Amor En Paz (Dorothy Ashby)

 Dorothy Ashby, colta verso la fine della sua vita, è impegnata in due assoli d’arpa che danno una bella testimonianza della sua arte, qui d’interprete prima ancora che d’improvvisatrice.

 Softly, As In A Morning Sunrise (Romberg), da «Django/Misty», Philips 818 280-2. Dorothy Ashby, arpa. Registrato nel 1984.



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 Amor En Paz (Jobim), id.



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sabato 9 agosto 2014

Soul Vibrations – Lonely Girl – Afro-Harping (Dorothy Ashby)

 Sabato crossover. L’arpa di Dorothy Ashby – la migliore fra i pochi arpisti jazz – , così scomoda per sonorità e articolazione in simili contesti, forse per ciò stesso era  adatta ad esprimersi in questo ambito ibridato, fra jazz (non tanto), funk, soul, exotica e perfino easy listening e psichedelia: una vera Polaroid della musica pop di quel 1968. Gli ingredienti si trovano omogeneizzati ed emulsionati nella classe cristallina di Dorothy.

 Sulla Ashby, personalità musicale forte, prendo l’impegno di tornare.

 Soul Vibrations (Richard Evans), da «Afro-Harping», Cadet LPS-809. Dorothy Ashby, arpa, con orchestra arrangiata e diretta da Richard Evans. Registrato nel febbraio 1968.



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 Lonely Girl (Evans-Hefti-Livingston), id.



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 Afro-Harping (Ashby-Upchurch), id.



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martedì 25 settembre 2012

September Song (Don Byas), Autumn Nocturne (Sonny Rollins), Autumn In Rome (Dorothy Ashby), Autumn In New York (Mark Turner)

 L’avvento dell’autunno, qui a Milano, è stato così subitaneo e per una volta regolare che non sono riuscito a pensare ad altro che a un’arbitraria scelta di canzoni con tema l’autunno (l’autunno è per avventura la mia stagione preferita), sotto il segno prevalente del sax tenore.

 September Song (Weill-Anderson), da «Complete American Small Group Recordings», Definitive DRCD11213. Don Byas, sax tenore; Sanford Gold, piano; Leonard Gaskin, contrabbasso; Max Roach, batteria. Registrato il 21 agosto 1946.



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 Autumn Nocturne (Gannon-Myrow), da «The Standard Sonny Rollins», RCA Victor 09026 68681-2. Sonny Rollins, sax tenore; Bob Cranshaw, contrabbasso; Mickey Roker, batteria. Registrato il 9 luglio 1964.



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 Autumn In Rome (Cahn-Weston), da «In a Minor Groove», Prestige PR 7140. Frank Wess, flauto; Dorothy Ashby, arpa; Herman Wright, contrabbasso; Art Taylor, batteria. Registrato il 9 settembre 1958.



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 Autumn In New York (Duke), da «Mark Turner», Warner Brothers 9362-46701-2. Mark Turner, sax tenore; Edward Simon, piano; Christopher Thomas, contrabbasso; Brian Blade, batteria. Registrato il 7 dicembre 1995.



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domenica 15 luglio 2012

Why Did You Leave Me? (Dorothy Ashby)

 Il seguente disco è un period piece che denuncia candidamente l’anno d’incisione, che è il 1965: un soul jazz a media cottura, con un arrangiamento semplice ma sonicamente lussurreggiante che schiera un trombone choir.

 La singolarità è che in simile cornice è racchiusa l’arpa di Dorothy Ashby. Niente renderà mai funky il suono dell’arpa, che in nessuna maniera si presta a una pronuncia jazzistica, ma la Ashby, già sentita qui sopra tempo fa in contesti, diciamo, più asciutti, era una musicista coi fiocchi, detentrice di uno swing autentico.

 Why Did You Leave Me? (Ashby), da «The Fantastic Jazz Harp Of Dorothy Ashby», Atlantic SD 1447. Dorothy Ashby, arpa; Jimmy Cleveland, Quentin Jackson, Sonny Russo, Tony Studd, trombone; Richard Davis, contrabbasso; Grady Tate, batteria. Registrato nel 1965.



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lunedì 6 giugno 2011

Li’l Darlin’ (Dorothy Ashby)

  Torna Dorothy Ashby! Con l’arpa!

  Li’l Darlin’ (Hefti), da «Dorothy Ashby», Argo LPS-690. Dorothy Ashby, arpa; Herman Wright, contrabbasso; John Tooley, batteria. Registrato l’8 agosto 1961.



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mercoledì 23 marzo 2011

Dancing in the Dark - Jollity (Dorothy Ashby)

  Il suono complessivo del quartetto, sommati flauto e arpa, è un po’ oltre quanto un gusto nemmeno troppo sorvegliato consiglierebbe: ma ascolta l’attacco, il fraseggio, i voicing e lo swing della Ashby (che a 1:10 di Dancing cita Four di Miles Davis) quand’è sola con la ritmica: jazz coi fiocchi.

  Dancing in the Dark (Schwartz-Dietz), da «In a Minor Groove», Prestige PR 7140. Frank Wess, flauto; Dorothy Ashby, arpa; Herman Wright, contrabbasso; Art Taylor, batteria. Registrato il 9 settembre 1958.



  Jollity (Ashby), ibid.