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sabato 13 febbraio 2016

Misty Hymen (The Claudia Quintet)

 La storia di come questo complesso del batterista John Hollenbeck abbia finito col chiamarsi Claudia forse è più interessante e spiritosa della musica che mi sia capitato di sentire da questi cinque bravi musicisti di New York, che producono quel genere di jazz, o post-jazz come forse si dovrebbe dire, «ironico», antiemotivo e in definitiva, così pare a me, non affatto privo di degnazione verso l’ascoltatore.

 Questa musica mi fa venire in mente l’acida definizione che Whitney Balliett diede una volta di quella di George Russell: una malevola parodia del jazz. Qui, un andamento ritmico fratturato priva le esecuzioni di quell’impulso ritmico in avanti che convenzionalmente s’identifica con lo swing, facendole marciare sul posto con esito tetro e burattinesco, tuttavia privo di dramma: un effetto sicuramente voluto ma per me, dopo pochissimo, tedioso.

 Misty Hymen (Hollenbeck), da «I, Claudia», Cuneiform Rune 187. The Claudia Quintet: Chris Speed, sax tenore; Ted Reichman, fisarmonica; Matt Moran, vibrafono; Drew Gress, contrabbasso; John Hollenbeck, batteria. Registrato  nel 2003.