Questo disco del 1963 non lo trovi ricordato nelle storie del jazz, benché sia opera di un jazzista insigne, Dick Hyman, ma in quelle del lounge, space age pop, incredibly strange music, insomma ci siamo intesi: Google te ne dirà anche più di quanto tu possa desiderarne.
Con la sostanziale collaborazione di Mary Mayo, una cantante oggi dimenticata, Hyman produce un disco di musica elettronica live, cioè suonata tutta in diretta, senza l’elaborazione di nastri come nella coeva musique concrète. Al di là della curiosità novelty che lo data ineluttabilmente, il disco è disseminato di buone idee musicali ed aggiunge qualche suggestione all’ascolto pensare che l’anno e in fondo l’ispirazione «spaziale» siano gli stessi, benché espressi meno ingenuamente, di un successo pop come Telstar di Joe Meek. Leonard Feather nelle note al disco rivendica a Space Reflex, di cui è coautore, il primato nell’uso jazzistico del 5/4, ma il pezzo più suggestivo è Maid Of The Moon, memore delle collaborazioni di Kay Davis con Duke Ellington.
Grazie a Gennaro Fucile per la preziosa segnalazione.
Stella By Starlight (Young), da «Moon Gas», MGM. Mary Mayo con Dick Hyman, organo Lowrey; Nick Tagg, organo Hammond, Lowrey, piano; Vinnie Bell, chitarra elettrica modificata; Joe Benjamin, contrabbasso; Bobby Rosengarden, batteria, oscillatore. Registrato nel 1963.
Space Reflex (Feather-Hyman), id.
Maid Of The Moon (Hyman), id.
Visualizzazione post con etichetta Dick Hyman. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dick Hyman. Mostra tutti i post
Iscriviti a:
Post (Atom)
