Visualizzazione post con etichetta Bobby Hutcherson. Mostra tutti i post
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domenica 22 maggio 2022

Catta (Bobby Hutcherson); un anniversario

 22 maggio, il blog compie gli anni: vide infatti la luce, perché mi annoiavo, un mattino di quel giorno nel 2010. Ecco qui il post inaugurale (fa’ clic per vederlo). 

 Di solito non mi curo dell’anniversario, che ho ricordato qui l’ultima volta nel 2015, non è una data importante, tuttavia mi fa meraviglia che, se pur in modo sussultorio, questa pubblicazione proceda da dodici anni con qualcuno che ancora viene a consultarla. 

 Dodici anni! Buon compleanno, Jazz nel pomeriggio, ora puoi salire in ascensore da solo. Il pezzo di musica che ti propongo è lo stesso oggi di quel 22 maggio di dodici anni fa, Bobby Hutcherson, e mi piace come e più di allora.  

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 Gli auguri sono graditi, naturalmente.

 Catta (Hutcherson), da «Dialogue», Blue Note BLP 4198. Freddie Hubbard, tromba; Sam Rivers, tenore; Bobby Hutcherson, vibrafono; Andrew Hill, pianoforte; Richard Davis, contrabbasso; Joe Chambers, batteria. Registrato il 3 aprile 1965.

domenica 15 maggio 2022

Roses Poses – Booda (Bobby Hutcherson)

 Buona domenica. C’è Bobby Hutcherson domenicale anche lui, rilassato e quasi spensierato, come spesso gli capitò dopo l’impegno insolito che per tutti gli anni Sessanta aveva profuso in un numero incredibile di dischi per la Blue Note, diversi fra questi esempi fra i più alti di jazz modernissimo pur senza potersi ascrivere alle avanguardie del tempo (di cui tuttavia Hutcherson era stato parte a fianco di Shepp e di Dolphy). Va detto anche che quando questo disco «Waiting» uscì, nel 1976, la Blue Note non era più da quasi dieci anni quello che era stata.

 L’atmosfera più leggera, ora esotica (Roses Poses) ora più funky (Booda), è sottolineata dall’uso da parte di Bobby della marimba.

 Roses Poses (Hutcherson), da «Bobby Hucherson», Mosaic Select 26 [«Waiting», Blue Note]. Oscar Brashear, tromba; Thurman Green, trombone; Harold Land, sax tenore; Bobby Hutcherson, marimba; Dwight Dickerson, piano; Kent Brinkley, contrabbasso; Larry Hancock, batteria. Registrato il 24 marzo 1975.

 Booda (Hutcherson), id.

sabato 13 novembre 2021

Rosewood – Rahsaan’s Run (Bobby Hutcherson) (Woody Shaw)

 La nota composizione di Woody Shaw prima in un Blue Note del 1974«Cirrus»a nome di Bobby Hutcherson. Shaw è nella formazione ma qui si limita a guidare i collettivi. Hutcherson suona il vibrafono negli assieme e la marimba in assolo. Segue una versione d’autore, la più nota di questo pezzo, dall’omonimo disco di Shaw del 1977 per la Columbia.

 Dico la verità? La dico: non vado matto per nessuna delle due versioni, né proprio per la composizione di Shaw, che pure, insieme con The Moontrane, è la più famosa delle sue. Woody Shaw lo preferisco con un quintetto, come in Rahsaan’s Run sempre da «Rosewood».

 «Rosewood», disco che ebbe molto successo di pubblico e di critica e che fu il primo di Shaw per una major, a mio parere risente dell’ultima circostanza, risultando alle mie orecchie un po’ leccato e privo in parte di quel senso di rischio che più mi piace nella musica di questo grande trombettista.

 Rosewood (Shaw), da «Bobby Hutcherson - Mosaic Select», Mosaic. Woody Shaw, tromba; Harold Land, sax tenore; Manny Boyd, flauto; Bobby Hutcherson, vibrafono e marimba: Bill Henderson, piano elettrico; Ray Drummond, contrabbasso; Larry Hancock, batteria; Kenneth Nash, percussioni. Registrato nell’aprile 1974.

 Rosewood (Shaw), da «Rosewood», Columbia JC 35309. Woody Shaw, tromba; Janice Robinson, Steve Turre, trombone; Art Webb, Frank Wess, flauto; Jimmy Vass, sax alto; Joe Henderson, sax tenore; Carter Jefferson, Rene McLean, sax tenore; Onaje Allan Gumbs, piano; Clint Houston, contrabbasso; Victor Lewis, batteria; Sammy Figueroa, Armen Halburian, percussioni. Registrato il 15 dicembre 1977.

 Rahsaan’s Run (Shaw), ib. Shaw, Jefferson, Gumbs, Houston, Lewis. Registrato il 19 dicembre 1977.

giovedì 27 ottobre 2016

Searchin’ The Trane – Hangin’ Out [With You] (Bobby Hutcherson)

 Dello spiritual jazz in Searchin’ The Trane c’è tutto, dal tempo dispari (o forse composto, se lo intendiamo come 6/4) al «modalismo» ipnotico al colore esotico di marimba e percussioni varie e c’è perfino un richiamo esplicito a Coltrane nel titolo; tuttavia la leadership, la fantasia e anche, nella sua semplicità, la composizione di Bobby Hutcherson fanno sì che ne resti lontana certa brodosa superficialità.

 Hangin’ Out (With You), del bassista Leary, è un funk abbastanza indistinto ma piacevole e di brillante esecuzione. Nel tardissimo periodo della Blue Note, periodo buio e triste, questo è un disco da salvare.

 Searchin’ The Trane (Hutcherson), da «Waiting», Blue Note. Emanuel Boyd, sax soprano; Bobby Hutcherson, marimba e vibrafono; George Cables, piano; James Leary III, contrabbasso; Eddie Marshall, batteria. Kenneth Nash, percussioni. Registrato nel febbraio 1976.

 Hangin’ Out [With You] (Leary), ib. ma Boyd suona il sax tenore, Cables il piano elettrico e Hutcherson solo il vibrafono.

lunedì 25 luglio 2016

One For Nini (Bobby Hutcherson & Harold Land)

 Uno dei più bei complessi jazz degli anni Sessanta, quello di Harold Land e Bobby Hutcherson, in un blues speziato da insolite complicazioni armoniche, con un Land in vena  coltraniana.

 One For Nini (Land), da «The Peace-Maker», Cadet LPS 813. Harold Land, sax tenore; Bobby Hutcherson, vibrafono; Joe Sample, piano; Buster Williams, contrabbasso; Donald Bailey, batteria. Registrato l’11 dicembre 1967 o il 26 febbraio 1968.

sabato 29 novembre 2014

Happenings – The Omen (Bobby Hutcherson)

 Per tutta la durata del suo prolificissimo rapporto con la Blue Note, etichetta che nel 1966 stava imboccando il viale del tramonto, Bobby Hutcherson rappresentò un’anima «sperimentale» dell’hard bop  e di certo la più riflessiva.

 Il senso di quiete sospesa e d’introspezione, caratteristico di molta musica di Hutcherson, qui lo trovi accentuato dall’assenza di fiati nella front line. Omen è un’istanza di jazz libero che già si è lasciato alle spalle le intemperanze sonore della stagione subito precedente, di cui Hutcherson stesso era stato fra i protagonisti con Archie Shepp.

 Come sempre quando c’imbattiamo in lui, mi piace invitarti a notare il contributo di Joe Chambers.

 Happenings (Hutcherson), da «Happenings», Blue Note BST 84231. Bobby Hutcherson, vibrafono; Herbie Hancock, piano; Bob Cranshaw, contrabbasso; Joe Chambers, batteria. Registrato il 6 febbraio 1966.



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 The Omen (Hutcherson), id.



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giovedì 22 maggio 2014

Stylin’ (Bobby Hutcherson & Harold Land)

 Oggi si compie il quarto anno di pubblicazione di Jazz nel pomeriggio e io, poco inventivo come sempre, celebro con un pezzo dell’artista che inaugurò il blog il 22 maggio del 2010 e che vi manca da un bel po’, Bobby Hutcherson. Questo bellissimo disco, per la verità, è a nome di Harold Land; ne ho scelto un blues convenientemente festoso.

 Molto graditi gli auguri nei commenti!

 Stylin’ (Land), da «The Peace-Maker», Cadet LPS 813. Harold Land, flauto; Bobby Hutcherson, vibrafono; Joe Sample, piano; Buster Williams, contrabbasso; Donald Bailey, batteria, armonica. Registrato l’11 dicembre 1967 o il 26 febbraio 1968.



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lunedì 25 marzo 2013

Ungano (Bobby Hutcherson)

 Inciso nel 1969, pubblicato dieci anni dopo, questo disco è un’altra testimonianza attraente della collaborazione di Bobby Hutcherson e Harold Land, già presentata su Jnp.

 Ungano (Joe Chambers), da «Medina», Blue Note 7243 4 97508 2 1. Harold Land, sax tenore; Bobby Hutcherson, vibrafono; Stanley Cowell, piano; Reggie Johnson, contrabbasso; Joe Chambers, batteria. Registrato l’11 agosto 1969.



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domenica 13 gennaio 2013

The Peace-Maker - 40 Love - Angel Dance (Harold Land & Bobby Hutcherson)

 Primo incontro discografico di Harold Land e Bobby Hutcherson, annunciato ieri. Si tratta di jazz aggiornato all’epoca (1968) senza nulla avere di sperimentale – anche se lo stile di Hutcherson, in quel torno di tempo, aveva sempre in sé qualcosa di spericolato – , espressivo, coloratissimo, a suo modo addirittura cantabile o ballabile, se preferisci; insomma, uno di quei dischi che a me piace definire gioiosi, non così frequenti nel jazz moderno.

 Accanto ai due leader (Land ha anche composto tutti i pezzi) sottolineo la presenza di Joe Sample, pianista dei Jazz Crusaders, che dà in ogni pezzo un contributo di fantasia; del grande, versatile batterista Donald «Duck» Bailey, per molti anni con Jimmy Smith, il quale in un paio di pezzi sovrappone un’armonica a bocca senza la quale saremmo, tutto sommato, sopravvissuti; e di Buster Williams, la perfezione fatta contrabbassista.

 The Peace-Maker (Land), da «The Peace-Maker», Cadet LPS 813. Harold Land, sax tenore; Bobby Hutcherson, vibrafono; Joe Sample, piano; Buster Williams, contrabbasso; Donald Bailey, batteria. Registrato l’11 dicembre 1967 o il 26 febbraio 1968.



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 40 Love (Land), id.



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 Angel Dance (Land), id.



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sabato 12 gennaio 2013

Matrix - Total Eclipse (Bobby Hutcherson)

 Matrix, una delle composizioni più note di Chick Corea e del jazz moderno, è grosso modo un blues di dodici battute, che ne sta alle fondamenta; ma è costruito poi su armonie quartali e accordi suspended, in cui cioè il terzo grado (che determina la natura maggiore o minore di un accordo) è omesso e sostituito di solito da un intervallo, appunto, di quarta. Nell’accompagnare e in assolo, Corea ricorda qui più del solito McCoy Tyner, che quel tipo di armonizzazione si può dire abbia, se non inventato, di certo diffuso nel jazz. 
 Total Eclipse è una delle sorprendenti, metafisiche ballad che Bobby Hutcherson scriveva in quei giorni.

 Infine, Harold Land è sempre un piacere da ascoltare, soprattutto in associazione con Hutcherson. Se non te li facessi sentire presto insieme, ricordamelo tu.

 Matrix (Corea), da «Total Eclipse», Blue Note CDP 0777 7 84291 2 8. Harold Land, sax tenore; Bobby Hutcherson, vibrafono; Chick Corea, piano; Reggie Johnson, contrabbasso; Joe Chambers, batteria. Registrato il 12 luglio 1968.



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 Total Eclipse (Hutcherson), id.



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domenica 20 maggio 2012

Bi-Sectional - Theme from «Blow Up» (Bobby Hutcherson)

 Evocato poco sotto a proposito del bassista Albert Stinson, nei commenti a un pezzo di Chico Hamilton, ecco un quartetto di Bobby Hutcherson del 1967. «Oblique» è un disco complesso e dalle suggestioni sottili. Qui senti una composizione contrappuntale di Joe Chambers, interessante come sempre, poi il tema che Hancock scrisse ed eseguì per il celeberrimo film inglese di Antonioni del 1966.

 Bi-Sectional (Chambers), da «Oblique», Blue Note 7243 5 63833 2 6. Bobby Hutcherson, vibrafono, percussioni; Herbie Hancock, piano; Albert Stinson, contrabbasso; Joe Chambers, batteria, percussioni. Registrato il 21 luglio 1967.

 

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Theme from Blow Up (Hancock), id.



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venerdì 7 gennaio 2011

(Se acabo) La Malanga (Bobby Hutcherson)

  Questa è l’irresistibile clave cubana del son interpretata nel 1975 da Bobby Hutcherson.

  (Se acabo) La Malanga (Calzado), da «Montara», Blue Note 7243 5 90956 2 2.Oscar Brashear, Blue Mitchell, tromba; Ernie Watts, flauto, sax tenore; Bobby Hutcherson, marimba, arrangiamento; Eddie Cano, piano; Dave Troncoso, basso elettrico; Bobby Matos, Victor Pantoja, Johnny Palomo, Rudy Calzado, percussioni. Registrato nell’agosto 1975.

venerdì 24 dicembre 2010

Same Shame (Chico Freeman)

  Ho nominato sotto Bobby Hutcherson: eccolo in una sua composizione contenuta nel bel disco del 1981 «Destiny’s Dance», a nome di Chico Freeman.

  Same Shame (Hutcherson), da «Destiny's Dance», Contemporary OJC 799. Chico Freeman, sax tenore; Bobby Hutcherson, vibrafono; Cecil McBee , contrabbasso; Ronnie Burrage, batteria. Registrato il 29 ottobre 1981.



  Dopo breve riflessione, decido che è bene che tu senta anche quest’altro molto suggestivo pezzo dallo stesso disco, stavolta una composizione del leader Freeman. Non farti distogliere dal titolo
new ageish*.

  *
«Make me one with everything» said the Buddhist monk to the hot dog vendor.

  Embracing Oneness (Freeman), ib. ma Freeman suona il clarinetto basso.

mercoledì 2 giugno 2010

Tranquillity (Bobby Hutcherson)

  Un momento di serenità quasi statica in uno dei più bei Blue Note degli anni Sessanta a firma di Bobby Hutcherson (il suo esordio sull’etichetta come leader).

  Tranquillity (B. Hutcherson), da «Components», Blue Note 29027. Freddie Hubbard, tromba; Bobby Hutcherson, vibrafono; Herbie Hancock, piano; Ron Carter, contrabbasso; Joe Chambers, batteria. Registrato il 14 giugno 1965.


sabato 22 maggio 2010

Catta (Bobby Hutcherson)

 Buongiorno, lettore. Mi chiamo Marco Bertoli e già mantengo, negligentemente, un blog di jazz dove per lo più ripubblico articoli già usciti sulla rivista Musica Jazz o altrove.

Qui invece ti proporrò ogni giorno (se avrò costanza nell’impegno) un pezzo di jazz da ascoltare, di varia epoca e di diverso stile, secondo mi detterà dentro. Qualche volta magari aggiungerò una o due parole di commento e mi piacerebbe che lo facessi anche tu: apposta questo è un blog.

Oggi comincio proponendoti Catta, una composizione di Andrew Hill dal disco «Dialogue» di Bobby Hutcherson (Blue Note BLP 4198), registrato il 3 aprile 1965.

Vi suonano Freddie Hubbard alla tromba, Sam Rivers al sax tenore, Bobby Hutcherson al vibrafono, Andrew Hill al pianoforte, Richard Davis al contrabbasso e Joe Chambers alla batteria.