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mercoledì 3 aprile 2019

Under Redwoods – B-40 M23-6K RS 4 W – Solar (Dave Holland)


  Ah ah ah, che mi viene in mente la storiella di quell’esploratore dAfrica i cui portatori indigeni si erano spaventati a morte al cessare improvviso di un tambureggiamento lontano che da molte ore accompagnava la marcia. 

  «Perché avete paura?», aveva domandato il bwana
  «Perché ora comincia l’assolo di contrabbasso», fu l’ovvia risposta.

  A vero dire l’assolo di contrabbasso di norma precede quello di batteria, fermo restando che sia con poche eccezioni una gran rottura di corbelli. Ma non quando il contrabbasso è nelle mani di Dave Holland, il quale, nel 1977, fece questo disco intero in solitudine.

  Under Redwoods (Holland), da «Emerald Tears», ECM 1109. Dave Holland, contrabbasso. Registrato nel 1977.

  B-40 M23-6K RS 4 W  (Braxton), id.

  Solar (Davis), id.

venerdì 21 ottobre 2011

You Stepped Out of a Dream - Comp. 23 H (Anthony Braxton)

  L’ultima (per il momento, s’intende) golden age del jazz, e sottolineo jazz, per quanto mi riguarda si è svolta fra i tardi anni Sessanta e poco dopo la metà dei Settanta, proprio come per il cinema americano, e per larga parte io ne ascrivo il merito ad Anthony Braxton e ai tanti con cui collaborò in quel periodo - pochissimi giorni fa ricordavo Chick Corea; in You Stepped, qui, gioisci della maestria incomparabile di Dave Holland, in dialogo e in assolo.

  Per dirla con ricordo più chi (Luciano Berio, forse), si sentiva fra l’altro come questa gente avesse sperimentato seriamente e senza inibizioni, ma a casa, e solo dopo fosse andata a proporre al pubblico una parte di quelle sperimentazioni. Non intendo con ciò dire che andare su alla cieca e vedere «l’effetto che fa» (improvvisazione radicale) sia sempre male: per qualcuno immagino sia una specie di terapia, e se i musicisti sono bravi (non che al pubblico importi, o che sia in grado di accorgersene) a volte i risultati potranno anche essere discreti. Ma succederà sempre per caso, e io delle robe fatte alla sperind*o ne ho piene le budella.

  You Stepped Out of a Dream (Brown-Kahn), da «Five Pieces 1975», Arista/Mosaic MD8-242. Anthony Braxton, sax alto; Dave Holland, contrabbasso. Registrato il primo luglio 1975.



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  (Comp. 23 H) (Braxton), ib. Braxton, flauto; Kenny Wheeler, tromba; Holland; Barry Altschul, batteria. Registrato il 2 luglio 1975.



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martedì 16 agosto 2011

Make Believe (Dave Holland)

  Ho la più grande ammirazione per Dave Holland, che fra l’altro ha un curriculum che nessun altro bassista vivente eguaglia, ma i complessi a suo nome degli ultimi vent’anni – per tacere della big band – non mi hanno mai persuaso appieno: impeccabili e nient’altro.

  Tuttavia, su un tempo lento-moderato, il suo quintetto azzecca un’allure estatica che, in una tarda nottata già quasi mattina di ex-ferragosto (scrivo alle 03:53 del 16 agosto) mi va quasi a genio. Be thankful for little mercies.

  Make Believe (Holland), da «Extended Play - Live at Birdland», ECM 1864. Steve Potter, sax alto; Robin Eubanks, trombone; Steve Nelson, vibrafono; Dave Holland, contrabbasso; Billy Kilson, batteria. Registrato nel novembre 2001.



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giovedì 9 giugno 2011

Four Winds (Dave Holland)

  Come ho già osservato, «Conference of the Birds» di Dave Holland resta un gran disco (anche se è della ECM…), uno di quelli che miracolosamente conserva intatto il sapore di un’epoca senza minimamente apparire invecchiato. È bello sapere che, dopo quarant'anni, i quattro sono ancora tutti in attività, perfino Sam Rivers (credo), che è ormai più sui novanta che sugli ottanta, e Barry Altschul, del quale dopo gli anni Settanta si è saputo poco.

  Four Winds (Holland), da «Conference of the Birds», ECM 829373-2. Anthony Braxton, sax soprano; Sam Rivers, sax tenore; Dave Holland, contrabbasso; Barry Altschul, batteria. Registrato nel novembre 1972.



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mercoledì 18 agosto 2010

Conference Of The Birds

  Dave Holland, bassista supremo, come leader non mi ha mai persuaso , nemmeno (anzi, soprattutto) nelle sue intraprese degli ultimi quindici-vent’anni, quartetto quintetto e big band: formazioni impeccabili, luccicanti, dal tiro e dallo smalto sonoro impressionanti ma, questa è la mia impressione, prevedibili dall’A alla Z, pur se eccitanti (a piccole dosi).

  Questo disco in quartetto del 1972 è fra quelli che meglio contribuì a definire l’estetica ECM, quella che molti jazzfan oggi amano odiare. Holland ha da tempo cambiato rotta e ha smesso di incidere per Manfred Eicher da quel dì. Le atmosfere terse, tese al silenzio della più tipica musica ECM non mi hanno mai commosso, ma devo dire che «Conference Of The Birds» conserva una suggestione unica: tutto il disco, ma la title track in modo particolare, che è melodiosissima e suonata magnificamente. 
  Holland chiamò nella front line quelli che negli anni Settanta avrà tante volte come leader, Anthony Braxton e Sam Rivers, e alla batteria un altro del medesimo entourage, Barry Altschul, batterista-percussionista personalissimo e in seguito virtualmente scomparso, il cui lavoro alla marimba caratterizza il pezzo.

  Conference Of the Birds (Holland), da «Conference Of The Birds», ECM 829373-2. Anthony Braxton, sax sopranino; Sam Rivers, flauto; Dave Holland, contrabbasso; Barry Altschul, batteria, marimba. Registrato nel novembre 1972.