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venerdì 19 agosto 2016

Mirror-Mind Rose (Harold Land & Elmo Hope)

 Or è un anno più pochi giorni mi domandavo, galleggiando in un umore saturnino, dove saremmo stati tutti quanti di [lì] a un anno.

 Io sono sempre qui, anche quando non mi si vede. Ecco una composizione di Elmo Hope, bella e misteriosa come il suo titolo. Elmo Hope… Qualcuno ha voglia di parlarmene?

 Mirror-Mind Rose (Elmo Hope), da «The Fox», [Contemporary] OJCCD 343-2. Dupree Bolton, tromba; Harold Land, sax tenore; Elmo Hope, piano; Herbie Lewis, contrabbasso; Frank Butler, batteria. Registrato nell’agosto 1959.

martedì 22 aprile 2014

Weeja – A Kiss for My Love (Elmo Hope)

  Questo disco raccoglie tre sedute di registrazione a nome di Elmo Hope, una del 1956 e due del 1961, la prima e la seconda in sestetto e l’ultima in trio, tutte all star come annuncia il titolo.

 Hope, un pianista che già altre volte mi sono proposto di approfondire senza mai dare seguito al proposito, come pianista mi convince di più qui che in trio. È sugoso il confronto, nella prima seduta, fra Mobley e Coltrane. Il primo appare il più sicuro e coordinato, ma Coltrane già presentisce, nel suono e in alcune intemperanze di fraseggio, ciò che avrebbe tardato poco ad avvenire.

 Nella formazione analoga (con tromba e due tenori) di cinque anni dopo, i due sax sono altri due pezzi grossi, Jimmy Heath e Frank Foster. Comune a tutte e tre le sedute è il drumming fantasiosissimo di Philly Joe Jones, forse il più grande batterista del jazz moderno.

 Weeja (Hope), da «The All-Star Session», Milestone MCD-47037-2. Donald Byrd, tromba; Hank MObley, John Coltrane, sax tenore; Elmo Hope, piano; Paul Chambers, contrabbasso; Philly Joe Jones, batteria. Registrato il 7 maggio 1956.

 

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 A Kiss for My Love (Hope), ib. Blue Mitchell, tromba; Jimmy Heath, Frank Foster, sax tenore; Elmo Hope, piano; Percy Heath, contrabbasso; Philly Joe Jones, batteria. Registrato il 22 giugno 1961.

 

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lunedì 26 marzo 2012

La Berthe (Elmo Hope)

  Elmo Hope, un individualista del pianoforte jazz moderno, amico fraterno di Thelonious Monk, è uno di quelli che, a pelle, non mi entusiasmano (il suo eloquio è un po’ troppo sfrangiato per il mio gusto reazionario), ma che mi incuriosiscono abbastanza da volerli approfondire. Certo, quando andrò in pensione - cioè mai.

  «La Berthe» era il soprannome che i Francesi avevano dato a un pezzo d’artiglieria pesante usato nella Grande Guerra dall’esercito tedesco; Bertha era anche la devota moglie di Hope, eccellente pianista e compositrice ella stessa.

  La Berthe (Hope), da «The All Star Sessions», Milestone MCD-47037-2. Elmo Hope, piano; Percy Heath, contrabbasso; Philly Joe Jones, batteria. Registrato il 29 giugno 1961.



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domenica 3 aprile 2011

I Love You (Elmo Hope) [era: Quiz #9]

  Ha indovinato Valentina, visto che abbiamo deciso che Paolo il Lancianese è fuori concorso, anche se per vanità ha voluto farci sapere che sapeva – dal prossimo quiz si adotterà per lui la discussa pratica pedagogica nota in USA come tracking, cioè un quiz riservato a lui, apposta più difficile. Paolo, «qui si parrà la tua nobilitate».

  Intanto un’applauso alla Valentina. Era Elmo Hope, un pianista interessante che io non sono mai riuscito a farmi piacere. Colpa mia, evidentemente, visto che era tenuto in grandissima stima dai suoi colleghi e particolarmente da Monk.

  I Love You (Porter), da «The Final Sessions», Evidence ECD 22147-2. Elmo Hope, piano; John Ore, contrabbasso; Philly Joe Jones, batteria. Registrato l’8 marzo 1966.