Visualizzazione post con etichetta Bobby Hackett. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bobby Hackett. Mostra tutti i post

sabato 21 maggio 2022

Do You Know What It means To Miss New Orleans – Royal Garden Blues (Bobby Hackett & Zoot Sims)

 «Musica per i vostri sogni».

 Do You Know What It means To Miss New Orleans (Alter- DeLange), da «Bobby Hackett & Zoot Sims Complete Recording», Lone Hill Jazz. Bobby Hackett, cornetta; Zoot Sims, sax tenore, con orchestra arrangiata e diretta da Bob Wilber: James Morreale, Rusty Dedrick, tromba; Bob Brookmeyer, trombone a pistoni; Bob Cutshall, trombone; Bob Wilber, sax soprano e clarinetto; Jerry Dodgion, sax alto; Pepper Adams, sax baritono; Wayne Wright, chitarra; Dave McKenna, piano; Buddy Jones, contrabbasso; Morey Feld, batteria. Registrato nel 1967.

 Royal Garden Blues (C. e S. Wlliams), id.

lunedì 28 novembre 2016

’S Wonderful – Baby, Won’t You Please Come Home (Bobby Hackett & Jack Teagarden)

 «Jazz Ultimate», «il nec plus ultra del jazz», esprime bene i miei sentimenti nei confronti dei due titolari, Bobby Hackett e Jack Teagarden, qui in compagnia meglio che congeniale.

 ’S Wonderful (G.-I. Gershwin), da «Jazz Ultimate», Capitol 7-933. Bobby Hackett, tromba; Jack Teagarden, trombone; Ernie Caceres, clarinetto; Peanuts Hucko, sax tenore; Billy Bauer, chitarra; Gene Schoeder, piano; Jack Lesberg, contrabbasso; Buzzy Drootin, bateria. Registrato nel 1957.

 Baby, Won’t You Please Come Home (Warfeld-Williams), id. ma Caceres suona il sax baritono.

lunedì 28 marzo 2016

Tin Roof Blues (Bobby Hackett)

 Per un giorno tradizionalmente quieto e contemplativo, ecco un classico del Dixieland che è uno dei pezzi di jazz più relaxed; in questa versione proto-mainstream, e con questa ritmica e soprattutto questo pianista che non so che cosa avesse per la testa, addirittura quasi svaccato, direi. Per fortuna c’è il nerbo bixiano di Bobby Hackett a portare in salvo il tutto.

 Tin Roof Blues (Brunies-Mares-Melrose-Pollack), da «The Chronological Bobby Hackett 1948-1954», Chronological Classics. Bobby Hackett, tromba; Charlie Queener, piano; Danny Perry, chitarra; Bob Casey, contrabbasso; Cliff Leeman, batteria. Registrato il 15 settembre 1950.

lunedì 2 novembre 2015

The Song Is You (Bobby Hackett)

 «Oggi ricorrono i morti. Speriamo che vinca il nonno».

 Espletato anche per il 2015, come tutti gli anni, questo protocollo (per la soddisfazione soprattutto del sodale delle medie qui situato), posso dirti che oggi, nel presentarti The Song Is You, non ho ragione migliore del fatto che è la mia canzone preferita di Jerome Kern, che a sua volta è forse il mio compositore preferito dell’American songbook, e che qui a suonarla c’è Bobby Hackett: basta la sonorità della sua cornetta per mettermi di buonumore e allo stesso commuovermi.

 Inoltre, Hackett appartiene all’ultima generazione di jazzisti  per i quali gli showtunes di Broadway fossero lingua madre (The Song Is You è del 1932). La sua pronuncia della melodia, qui, è impeccabile. Certo, il contorno è piuttosto nondescript, buttato lì, e tutto risulta alla fine in quella che una volta si chiamava «musica per ascensori», con quegli archi mosci e bavosetti e quella sezione ritmica senza babbo né mamma, incerta fra la pendola e la polka.

 Ma con quello che paghi qui, ti ci voglio vedere, a lamentarti.

 The Song Is You (Kern-Hammerstein II), da «The Chronological Classics 1948-1954», Classics. Bobby Hackett, cornetta; Charlie Queener, piano; Danny Perri, chitarra; Bob Casey, contrabbasso; Cliff Leeman, batteria; archi. Registrato il 15 settembre 1958.

giovedì 26 dicembre 2013

A Room With A View (Bobby Hackett)

 Quest’anno solare Jazz nel pomeriggio è stato un po’ contumace, ma i suoi amici gli sono sono stati vicini lo stesso. Il caro Bobby Hackett è il meglio che possa offrire loro (a voi) come pegno di un 2014 più jazzisticamente assiduo.

 A Room With A View (Stillman-Swan), da «Bobby Hackett Chronological Classics 1948-1954», Classics 1403. Bobby Hackett, tromba; Charlie Queener, piano; Danny Perry, chitarra; Bob Casey, contrabbasso; Cliff Leeman, batteria. Registrato il 15 settembre 1950.



 Download

venerdì 22 marzo 2013

These Foolish Things - Teresa Be (Bobby Hackett & Zoot Sims)

 Una seduta di jazz intemporale con due grandi nella front-line e una ritmica d’oro, compreso il poco ricordato Pizzarelli (e nella quale Hank Jones riesce come sempre impeccabile a dispetto di un pianoforte piuttosto orribile).

 Accanto a Bobby Hackett, in These Foolish Thing Zoot Sims suona il sax soprano e lo fa così bene, con un tale bel suono e una così precisa intonazione in tutti i registri, nonché con il solito swing, che dispiace che non l’abbia suonato più spesso. Teresa Be è dedicata alla cantante Theresa Brewer e ha fra gli autori il marito di lei Bob Thiele, il grande produttore degli Impulse! di Coltrane, Mingus, Ayler e di tanti altri dischi importanti, jazz e pop.

 These Foolish Things (Link-Strachey-Maschwitz), da «Bobby Hackett,  Zoot Sims - Complete Recordings», Lone Hill Jazz LHJ10377. Bobby Hackett, tromba; Zoot Sims, sax soprano; Hank Jones, piano; Bucky Pizzarelli, chitarra; Richard Davis, contrabbasso; Mel Lewis, batteria. Registrato il 3 agosto 1974.



 Download

 Teresa Be (Thiele-Osser), ib. ma Sims suona il sax tenore.



 Download

martedì 23 ottobre 2012

Limehouse Blues (Bobby Hackett) - Jamie (Donald Byrd) - Lucille (Sonny Rollins)

 Oggi programma molto leggero, con una delle periodiche mie visite al Kitsch, che so molto apprezzate.

 Bobby Hackett appare in questo disco del 1958 con una sezione d’archi (nove violini, due viole, due violoncelli). Il Kitsch è in agguato, e titolo parla di blues with a kick, «con qualcosa in più»: non solo gli archi, ma anche alcuni oltranzismi armonici e timbrici che tuttavia non vanno più in là delle bizzarrie della coeva exotica.

 Limehouse Blues (Brahm-Furber), da «Blues With A Kick», Capitol. Bobby Hackett, cornetta; Dave McKenna, piano; Nicky Tagg, organo; John Giuffrida o Milt Hinton, contrabbasso; Joe Porcaro, batteria; Harry Breuer, Phil Kraus, vibrafono e percussioni. Archi arrangiati e diretti da Stan Applebaum. Registrato il 25 novembre 1958.



 Download

 Donald Byrd nel 1971 cominciava ad applicare il suo talento mimetico a un jazz elettrico e funky (per una Blue Note che aveva già cominciato a non sapere bene che cosa fare);  non essendo Miles Davis, Byrd cade mani e piedi nel Kitsch, almeno in questa breve Jamie, malinconicamente basata su quel povero infelice del Canone in re di Pachelbel e in cui figurano, sprecati in pieno, Harold Land, Bobby Hutcherson e due dei Jazz Crusaders, Joe Sample e Wilton Felder (quest’ultimo non al sax ma al basso).

 Jamie (Byrd), da «Ethiopian Knights», Blue Note BST 84380. Donald Byrd, tromba; Thurman Green, trombone; Harold Land, sax tenore; Bobby Hutcherson, bibrafono; Joe Sample, organo; Bill Henderson III, piano elettrico. Don Peake, Greg Poree, chitarra; Wilton Felder, basso elettrico; Ed Greene, batteria; Bobbye Porter Hall, percussioni. Registrato il 25 agosto 1971.



 Download

 Infine Sonny Rollins nel 1975, e apra bene le orecchie chi sostiene che Rollins avesse svaccato con «Horn Culture», che è di due anni prima. In realtà Sonny non vi suona male, anche se l’arrochimento della sua sonorità suona un po’ artificioso, ma le tastiere di sottofondo sono improponibili, così come la povertà di un temino ripetuto per cinque minuti che sembrano venti.

 Lucille (Rollins), da «Nucleus», [Milestone] OJC 25218-6620-2. Sonny Rollins, sax tenore; Raul De Souza, trombone, Bennie Maupin, sax tenore; George Duke, piano elettrico e sintetizzatore; David Amaro, Black Bird, chitarra; Chuck Rainey, basso elettrico; Eddie Moore, batteria; Mtume, percussioni. Registrato nel settembre 1975.



 Download

sabato 18 agosto 2012

That Old Black Magic (Bobby Hackett)

Bobby Hackett with strings, curiosamente in compagnia tristaniana. 

 That Old Black Magic (Arlen-Mercer), da «Bobby Hackett Chronological Classics 1948-1954», Classics 1403. Bobby Hackett, cornetta; Lou Stein, piano; Billy Bauer, chitarra; Arnold Fishkin, contrabbasso; Denzil Best, batteria; quattro viole e violoncello. Registrato l’11 maggio 1953.



 Download

domenica 1 aprile 2012

Sugar (Bobby Hackett & Vic Dickenson)

  Sembrano divertirsi un mondo i cinque in pedana al Roosevelt Grill di Manhattan, questa sera di primavera del 1970. Contrariamente a quello che un adagio del mondo dello spettacolo vuole succeda quando a divertirsi sono quelli sulla scena, stavolta credo proprio che tutti i presenti se la siano goduta. A fianco dei carissimi Bobby Hackett e Vic Dickenson, che qui si produce anche in un’imitazione di Louis Armstrong e che, secondo suo solito, suona il trombone come dovrebbe essere suonato, apprezza Dave McKenna, fuoriclasse del pianoforte di cui ti parlerò, una volta o l’altra.

  Buona domenica!

  Sugar (Pinkard-Mitchell-Alexander), da «Live at the Roosevelt Grill Featuring Vic Dickenson», Chiaroscuro CR(D) 105. Bobby Hackett, cornetta; Vic Dickenson, trombone; Dave McKenna, piano; Jack Lesberg, contrabbasso; Cliff Leeman, batteria. Registrato nell’aprile o maggio 1970.



  Download

lunedì 25 aprile 2011

It’So Peaceful in the Country (Bobby Hackett)

  Buona Liberazione! Annoto nella mia agendina di parlarti meglio, un giorno o l’altro, delle canzoni di Alec Wilder, e anche di Bobby Hackett .

  It’So Peaceful in the Country (Wilder), da «Live at the Roosevelt Grill feat. Vic Dickenson», Chiaroscuro CR(D) 105. Bobby Hackett, cornetta; Dave McKenna, piano; Jack Lesberg, contrabbasso; Cliff Leeman, batteria. Registrato in aprile o maggio 1970.



  Download