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martedì 28 gennaio 2020

For Heaven’s Sake (Tina Brooks) RELOADED

Reload dal 20 ottobre 2016.

 Fra i criteri che decidono del valore di un musicista di jazz, l’ascoltatore odierno – e spesso anche il jazzista – non dà il giusto peso alla sensibilità interpretativa, cioè a quel genere di abilità che fa il valore un interprete classico: l’essere capace di leggere nel modo più espressivo e musicalmente sensato un testo, che nel caso del jazz può essere «semplicemente» il tema su cui si procederà a improvvisare e che sovente i musicisti trattano come una formalità di cui liberarsi in qualche modo per sbrigliarsi poi nell’assolo sul giro armonico (ricordo la costernazione di un musicista famoso nel raccontarmi di molti studenti che arrivavano da lui conoscendo i changes, ma non la melodia degli standard).
 Questo tratto, primario nei solisti del jazz premoderno, era posseduto in grado sommo da Tina Brooks.

 Il momento estatico di questa esecuzione di For Heaven’s Sake, che pure contiene una bellissima improvvisazione di Brooks, è tutto nei due minuti e mezzo dell’esposizione. Lì si svolge un saggio inestimabile di fraseggio (nel senso di scomposizione, gerarchizzazione e rilievo degli elementi motivici del tema), di agogica, di modulazione del suono e del soffio, di piazzamento degli accenti secondarî, di uso di note di grazia, abbellimenti e pause. L’arte dell’interpretazione musicale si esercita qui a un livello così alto da trascendere lo strumento, tanto che diventa difficile dire se quello che ascoltiamo sia un sax tenore o un contralto.

 Di sicuro Tina Brooks era di quelli che, sull’esempio di Lester Young, Ben Webster e tanti altri, per suonare una canzone dovevano conoscerne a memoria le parole.

 For Heaven’s Sake (Meyer-Bretton-Edwards), da «Back To The Tracks», Blue Note CDP 7243 8 21737 2 4. Blue Mitchell, tromba; Tina Brooks, sax tenore; Kenny Drew, piano; Paul Chambers, contrabbasso; Art Taylor, batteria. Registrato il 20 ottobre 1960.

lunedì 27 gennaio 2020

Gypsy Blue (Freddie Hubbard)


 Ma soprattutto Tina Brooks, autore anche della composizione, che avrebbe potuto essere di Horace Silver.

 Gypsy Blue (Brooks), da «Open Sesame», Blue Note 7243 4 952341 2 4. Freddie Hubbard, tromba; Tina Brooks, sax tenore; McCoy Tyner, piano; Sam Jones, contrabbasso; Clifford Jarvis, batteria. Registrato il 19 giugno 1960.

martedì 27 dicembre 2011

Street Singer (Tina Brooks)

  Tina Brooks, che ti ho già fatto sentire, è un artista in cui avverto un particolare accento di sincerità e una nota dolente. Tutto il poco che di Tina ci è rimasto ha questo tono accorato ed essenziale.

  Street Singer è una versione successiva di Good Old Soul, che dà il titolo all’unico disco uscito a nome di Tina Brooks lui vivo. Tina vi si esprime con la caratteristica intensa purezza, e una bellissima figura vi fanno anche Blue Mitchell e Jackie McLean.

  Street Singer (Brooks), da «Back To The Tracks», Blue Note ST-84052. Blue Mitchell, tromba; Jackie McLean, sax alto; Tina Brooks, sax tenore; Kenny Drew, piano; Paul Chambers, contrabbasso; Art Taylor, batteria. Registrao il primo ottobre 1960.



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domenica 27 marzo 2011

Good Old Soul (Tina Brooks)

  «True Blue» non fu il primo disco inciso per la Blue Note da Harold Floyd «Tina» Brooks (1932-1974), ma «Minor Move», che lo precedette di un anno, uscì solo molti anni dopo, secondo uno sconfortante e inspiegabile trend per cui, di cinque dischi incisi da Brooks per la Blue Note a proprio nome, quattro sarebbero usciti dopo la sua morte.

  Good Old Soul è una sua composizione bellissima che suona quasi come una prima stesura, del tutto compiuta, dell’altra composizione Street Singer, incisa con un sestetto nell’ottobre successivo e pubblicata a nome di Jackie McLean con il resto di quella seduta. A contrasto con il suo titolo, Good Old Soul è tesa e angosciosa, né la rischiara l’abbastanza sorprendente ritmo Latin del bridge. L’assolo di Tina è di grande complessità e allo stesso tempo di grandissima, diretta forza espressiva. Si può essere d’accordo con Richard Cook, lo storico della Blue Note, che questa seduta, se non una delle più note, sia una delle più belle dell’etichetta.

  Good Old Soul (Brooks), da «True Blue», Blue Note 724308 75264 2 6. Freddie Hubbard, tromba; Tina Brooks, sax tenore; Duke Jordan, piano; Sam Jones, contrabbasso; Art Taylor, batteria. Registrato il 25 giugno 1960.

venerdì 17 dicembre 2010

Stranger in Paradise (Tina Brooks)

  Questa famosa canzone era nel musical Kismet di Wright e Forrest (1953), ma, come saprai, la melodia è tolta di peso da una delle Danze polovesiane contenute nell'opera Il principe Igor (Knyaz’ Igor’) di Borodin (1890) (in realtà, apprendo da Wikipedia, l’aveva già suonata nel 1939 Paul Whiteman, col titolo My Fantasy).

   La versione di
Tina Brooks, diversa da tutte le altre soprattutto per la ritmica vagamente Latin, ha visto postumissima la luce con il resto del disco «The Waiting Game», inciso nel 1961 e pubblicato, chissà perché, nel 1985. Non fu il suo solo disco – su appena quattro –a cui sia toccata quella sorte. Nel 1985 Brooks era morto già da undici anni, dimenticato: caso molto triste di un jazzman di grande talento la cui fama è interamente postuma.

  Stranger in Paradise (Borodin), da «The Waiting Game», Blue Note 40536. Johnny Coles, tromba; Tina Brooks, sax tenore; Kenny Drew, piano; Wilbur Ware, contrabbasso; Philly Joe Jones, batteria. Registrato il 2 marzo 1961.