Chissà le volte che ti sei domandato: quanti saranno i traduttori di mestiere che siano anche appassionati di jazz? Ecco, che io sappia almeno due: oltre a me, sempre a Milano c’è l’eccellente Guido Calza, che poche sere fa è andato a sentire Bob Dylan e dopo ha pensato a noi. La sua scelta, raffinata come il commento che l’accompagna, ci offre anche un grande assolo di Jaki Byard e, ascolto raro, Ken McIntyre.
Vorrei proporre un guest post a seguito del concerto di Bob Dylan. Un omaggio.
Com’è noto Dylan si è avvicinato al repertorio degli standard con esiti quanto meno interessanti. A Milano ha eseguito un pezzo ricordato, oltre che per le due versioni di Sinatra, per quella di una giovanissima Honi Gordon (che collaborò con Mingus, nientemeno): Why Try To Change Me Now, di McCarthy e Cy Coleman (la classe non è acqua).
La voce della Gordon, di chiara ispirazione «vaughaniana», ha un bel timbro caldo e nei gravi, che contrasta con gli acuti chiari e quasi «da bianca». Il pezzo, registrato per il suo unico album (Prestige) nel 1962, è movimentato da un assolo blueseggiante di Jaki Byard, che raddoppia il tempo e anticipa le virtuose variazioni del finale.
Why Try to Change Me Now (Coleman-McCarthy), da «Honi Gordon Sings», Prestige 7230. Honi Gordon, voce; Jaki Byard, piano; Wally Richardson, chitarra; Ken McIntyre, flauto, sax alto; George Duvivier, contrabbasso; Eddie Shaughnessy, batteria. Registrato il 23 marzo 1962.
