Betty Carter è stata una delle maggiori cantanti del jazz moderno a dispetto del fatto che, delle qualità di una grande cantante, le mancava proprio quella di una buona voce. So poi che alcuni sono respinti dalla sua caratteristica maniera di frantumare e mantrugiare melodie e parole. Io la trovo una jazzista magnifica e intensamente comunicativa; le sue esibizioni, come si sente chiaramente in questi due dischi dal titolo significativo, senza essere facili, risultavano sempre trascinanti.
Spring Can Really Hang You Up The Most è una canzone dall’oggi oscuro musical «The Nervous Set», dal quale alcuni giorni fa hai sentito Season In The Sun, cantata dall’altra eccentrica Jeanne Lee. Il titolo è una take vernacolare di uno degli incipit più noti della poesia del Novecento, quello di The Waste Land («April is the cruellest month»).
Spring Can Really Hang You Up The Most (Landesman-Wolf), da «The Audience With Betty Carter», Polygram 835 684-2. Betty Carter con John Hicks, piano; Curtis Lundy, contrabbasso; Kenny Washington, batteria. Registrato nel dicembre 1979.
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lunedì 12 gennaio 2015
lunedì 16 giugno 2014
Caribbean Sun (Betty Carter)
Buon Bloomsday! A proposito di personalità contorte, neanche al sole dei Caraibi quella bella matta di Betty Carter cantava una canzone con semplicità…
Caribbean Sun (Carlos Garnett), da «The Audience with Betty Carter», Polygram 835 684-2. Betty Carter con John Hicks, piano; Curtis Lundy, contrabbasso; Kenny Washington, batteria. Registrato nel dicembre 1979.
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Caribbean Sun (Carlos Garnett), da «The Audience with Betty Carter», Polygram 835 684-2. Betty Carter con John Hicks, piano; Curtis Lundy, contrabbasso; Kenny Washington, batteria. Registrato nel dicembre 1979.
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venerdì 13 aprile 2012
I Could Write a Book (Betty Carter)
Oggi sono stato un po’ preso e mi è mancato il tempo di preparare un post di senso compiuto; ti lascio in ottima compagnia della cara Betty Carter.
I Could Write a Book (Rodgers-Hart), da «The Audience with Betty Carter», Polygram 835 684-2. Betty Carter con John Hicks, piano; Curtis Lundy, contrabbasso; Kenny Washington, batteria. Registrato nel dicembre 1979.
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I Could Write a Book (Rodgers-Hart), da «The Audience with Betty Carter», Polygram 835 684-2. Betty Carter con John Hicks, piano; Curtis Lundy, contrabbasso; Kenny Washington, batteria. Registrato nel dicembre 1979.
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lunedì 23 gennaio 2012
Deep Night (Booker Ervin) (Betty Carter)
Booker Ervin aveva un modo suo, in apparenza sgarbato, di maneggiare le ballad; non si trattava tuttavia dell’approccio sarcastico e perfino malevolo di Sonny Rollins, quanto di una specie di affetto rustico e scontroso.
Un’altra che con le ballad aveva una maniera tutta sua era Betty Carter, che ti propongo nella sua personalissima versione della medesima canzone di Rudy Vallee. Ad accomunarla a quella di Ervin c’è la presenza di un pianista che apprezzo molto e che ti ho già presentato, John Hicks.
Deep Night (Vallee-Henderson), da «Structurally Sound», Blue Note 7243 5 27545 2 6. Booker Ervin, sax tenore; John Hicks, piano; Red Mitchell, contrabbasso; Lenny McBrowne, batteria. Registrato nel dicembre 1966.
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Deep Night, da «The Audience with Betty Carter», Polygram 835 684-2. Betty Carter con John Hicks, piano; Curtis Lundy, contrabbasso; Kenny Washington, batteria. Registrato nel dicembre 1979.
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Un’altra che con le ballad aveva una maniera tutta sua era Betty Carter, che ti propongo nella sua personalissima versione della medesima canzone di Rudy Vallee. Ad accomunarla a quella di Ervin c’è la presenza di un pianista che apprezzo molto e che ti ho già presentato, John Hicks.
Deep Night (Vallee-Henderson), da «Structurally Sound», Blue Note 7243 5 27545 2 6. Booker Ervin, sax tenore; John Hicks, piano; Red Mitchell, contrabbasso; Lenny McBrowne, batteria. Registrato nel dicembre 1966.
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Deep Night, da «The Audience with Betty Carter», Polygram 835 684-2. Betty Carter con John Hicks, piano; Curtis Lundy, contrabbasso; Kenny Washington, batteria. Registrato nel dicembre 1979.
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sabato 17 dicembre 2011
Spring Can Really Hang You Up The Most - My Favorite Things (Betty Carter)
Betty Carter! Per alcuni si tratta della maggiore cantante jazz della generazione successiva a quella di Sarah Vaughan. In realtà le due appartenevano alla medesima generazione, essendo Betty del 1929 (morta nel 1998), ma la seconda non ebbe mai l’appeal che la voce effettivamente prodigiosa di Sarah esercitava sul pubblico. Come la bianca Sheila Jordan, in modo diverso, anche Betty Carter era una musicians’ singer, apprezzata prima dai colleghi che dal pubblico. La sua voce non era bella né estesa e in questo senso la natura non era stata proprio generosa con lei: ma l’intelligenza e il gusto erano quelle di un bopper di classe, e forse come mai nessun’altra cantante, prima e dopo, Betty fu devota all’improvvisazione, che praticava con arte consumata, così come lo scat e il vocalese. Nei suoi gruppi scritturò sempre musicisti giovani e destinati a carriera brillante e tenne sempre a esibirsi nel circuito dei college, per trovare sempre nuovo pubblico al jazz.
Qui la ascolti prima in una ballad, che elabora e deforma in una sua maniera caratteristica, che qualcuno trova respingente, e poi in una My Favorite Things a rotta di collo.
Spring Can Really Hang You Up The Most (Landesman-Wolf), da «The Audience With Betty Carter», Polygram 835 684-2. Betty Carter con John Hicks, piano; Curtis Lundy, contrabbasso; Kenny Washingon, batteria. Registrato dal 6 all’8 dicembre 1979.
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My Favorite Things (Rodgers-Hammerstein III), id.
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Qui la ascolti prima in una ballad, che elabora e deforma in una sua maniera caratteristica, che qualcuno trova respingente, e poi in una My Favorite Things a rotta di collo.
Spring Can Really Hang You Up The Most (Landesman-Wolf), da «The Audience With Betty Carter», Polygram 835 684-2. Betty Carter con John Hicks, piano; Curtis Lundy, contrabbasso; Kenny Washingon, batteria. Registrato dal 6 all’8 dicembre 1979.
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My Favorite Things (Rodgers-Hammerstein III), id.
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