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sabato 28 settembre 2019

I Cover The Waterfront (Woody Herman)


 «I Cover The Waterfront» è una bellissima canzone del 1933 di Johnny Green ed Edward Heyman; è stato uno standard ma non so se lo si possa ancora dire tale, perché mi pare che pochi lo suonino più. 

  A dire il vero, stando alle parole dell’annunciatore di questa esecuzione del Second herd di Woody Herman (è l’orchestra dei Four Brothers), la canzone doveva essere alquanto démodé già in quel 1948. L’arrangiamento è di Ralph Burns e il lead è eseguito al sax alto da Woody stesso, nella sua vena hodgesiana.

  I Cover the Waterfront (Green-Heyman), da «Woody Herman ‘Live’ With The First And Second Herds», Mr. Music MMCD-7021. Woody Herman Orchestra: Stan Fishelson, Bernie Glow, Marky Markowitz, Shorty Rogers, tromba; Earl Swope, Ollie Wilson, trombone; Bob Swift, trombone basso; Woody Herman, Sam Marowitz, sax alto; Al Cohn, Stan Getz, Zoot Sims, sax tenore; Serge Chaloff, sax baritono; Fred Otis, piano; Jimmy Raney, chitarra; Walt Yoder, contrabbasso; Don Lamond, batteria. Registrato il 7 marzo 1948.


venerdì 8 aprile 2011

Welcome (John Coltrane), A Hundred Years from Today (Harold Mabern), I Ain’t Gettin’ Any Younger (Woody Herman)

  Non sarà ignoto a chi spulci i commenti di questo blog come oggi compia gli anni Paolo «il Lancianese», uno della piccola e sceltissima coterie che Jazz nel pomeriggio è riuscito a raccogliersi d’attorno in quasi un anno di pubblicazione presso che ininterrotta, e inoltre l’uomo che ha praticamente assassinato il quiz mensile single-handedly, riducendo voialtri tutti nella vergogna.

  La scelta di Welcome di Coltrane è spiegata dalle prime note del tema, e qui dovrete arrivarci da soli; A Hundred Years from Today con Harold Mabern è un augurio che ci si ritrovi qui tutti, con il Lancianese e tutti gli altri magari non fra cento anni, e magari neanche qui, ma insomma, che ci si ritrovi.

  L’ultimo pezzo, cantato da Woody Herman, esprime una constatazione e per caso felice conclude il cinquecentesimo post di Jazz nel pomeriggio.

  Welcome (Coltrane), da «The Classic Quartet – Complete Impulse! Studio Recordings», Impulse! IMPD8-280. John Coltrane, sax tenore; McCoy Tyner, piano; Jimmy Garrison, contrabbasso; Elvin Jones, batteria. Registrato il 26 maggio 1965.



  A Hundred Years from Today (Washington-Young), da «Mabern’s Grooveyard», DIW-621. Harold Mabern, piano; Christian McBride, contrabbasso; Tony Reedus, batteria. Registrato il 20 agosto 1996.



  I Ain’t Gettin’ Any Younger (Benny Carter), da «Keeper Of The Flame: The Complete Capitol Recordings», Capitol 984532-2. Stan Fishelson, Bernie Glow, Red Rodney, Shorty Rogers, Ernie Royal, tromba; Bill Harris, Bob Swift, Earl Swope, Ollie Wilson, trombone; Woody Herman, clarinetto, sax alto, canto; Sam Marowitz, sax alto; Al Cohn, Zoot Sims, Stan Getz, sax tenore; Serge Chaloff, sax baritono; Terry Gibbs, vibrafono; Lou Levy, piano; Chubby Jackson, contrabbasso; Don Lamond, batteria. Registrato nel 1948.

sabato 31 luglio 2010

Early Autumn (Woody Herman) (Anthony Braxton)

  Questo soave tema di Ralph Burns appare nell’ultima delle quattro parti della Summer Sequence scritta nel 1946 per il Second herd di Woody Herman. Nel 1948 Burns lo rielaborò facendone un veicolo per Stan Getz e per i suoi colleghi della sezione sax di quell’orchestra di Herman, i famosi Four Brothers.

  Early Autumn (Burns), da «Keeper Of The Flame: The Complete Capitol Recordings», Capitol 984532-2. Stan Fishelson, Bernie Glow, Red Rodney, Shorty Rogers, Ernie Royal, tromba; Bill Harris, Bob Swift, Earl Swope, Ollie Wilson, trombone; Woody Herman, clarinetto, sax alto; Sam Marowitz, sax alto; Al Cohn, Zoot Sims, Stan Getz, sax tenore; Serge Chaloff, sax baritono; Terry Gibbs, vibrafono; Lou Levy, piano; Chubby Jackson, contrabbasso; Don Lamond, batteria. Registrato nel 1948.




  Ed eccone la versione di Anthony Braxton dal vivo a Bruxelles nel 2006, un ingaggio testimoniato per intero da un box di ben sei CD. Ora, mi riprometto di approfondire l’ascolto di questi dischi prima o poi (anzi no: mi piacerebbe farlo, non prometto niente), perché a un ascolto cursorio non ho capito bene che cosa Braxton stia facendo o intenda fare in questa occasione. La sua resa strumentale dei temi è volutamente sfocata (oltre che decisamente stonata), quasi volesse chiamarsi fuori tutta questa faccenda degli standard, alla quale nella sua ormai lunga carriera ha già dato e spesso con risultati memorabili, mentre l’impegno è più evidente nelle sezioni astratte, a cui gli standard sembrano essere pretesto. Il risultato è che l’italico trio ritmico si trova un po’ abbandonato a sé, cavandosela comunque senza battere ciglio, anzi con eccellenza. È sopratutto per loro che questi misteriosi (e faticosi) sei dischi valgono l’ascolto: in particolare per il pianista Alessandro Giachero, che mi sembra uno di quei tipi in grado di suonare bene qualunque cosa con chiunque.

  Early Autumn (Burns), da «Standards (Brussels) 2006», Amirani Records AMRN014. Anthony Braxton, sax alto; Alessandro Giachero, piano; Antonio Borghini, contrabbasso; Cristiano Calcagnile, batteria. Registrato nel novembre 2006.


mercoledì 30 giugno 2010

Apple Honey (Woody Herman)

  Nel jazz sospetto di essere razzista: per esempio ascolto senza entusiasmo le big band bianche. Le uniche che mi piacciano davvero sono il first e il second herd di Woody Herman. Della prima formazione ti presento qui la famosissima ed entusiasmante sigla, arrangiata da Ralph Burns, quando la band suonava nello show radiofonico estivo sponsorizzato dalle sigarette Old Gold. La guerra stava per finire, il jazz stava conoscendo la sua più grande rivoluzione e qui già in qualche modo si sente. «Apple Honey» altro non era che l’additivo che i produttori delle Old Gold aggiungevano alle sigarette per rendere il tabacco più gustoso e i fumatori più dipendenti (e se ne vantavano pure).

  I solisti sono, nell’ordine, Flip Phillips, Bill Harris, Marjorie Hyams, Herman stesso, e, nell’out chorus, Pete Candoli alla tromba. Alla batteria il più grande batterista bianco di sempre, Dave Tough.

  Apple Honey (Herman), da «The Woody Herman Story», Proper Properbox 15. Sonny Berman, Chuck Frankhouser, Ray Wetzel, Pete Candoli, Carl Warwick, tromba; Ralph Pfeffner, Bill Harris, Ed Kiefer, trombone; Woody Herman, clarinetto; Sam Marowitz, John La Porta, clarinetto, sax alto; Flip Phillips, Pete Mondello, sax tenore; Skippy De Sair, sax baritono; Marjorie Hyams, vibrafono; Ralph Burns, piano; Billy Bauer, chitarra; Chubby Jackson, contrabbasso; Dave Tough, batteria. Registrato il 19 febbraio 1945.