Visualizzazione post con etichetta Yusef Lateef. Mostra tutti i post
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lunedì 29 novembre 2021

Angel Eyes – Blue for the Orient (Yusef Lateef)

 Yusef Lateef fu fra i pochi jazzisti che riuscirono a suonare il flauto senza parere fauni o eunuchi. In Blues for the Orient, Lateef suona invece lo shehnai, l’oboe indiano. 

 Nota di colore: al principio e alla fine di Blues for the Orient sentiamo la voce di Lateef, che presenta ed elogia – con pieno loro merito – gl’inglesi che lo accompagnarono nell’occasione. La voce di Lateef è sorprendentemente delicata per un uomo della sua corporatura, e per l’ingenua aspettativa che la voce del suonatore debba avere lo stesso peso di quella del suo strumento (mi riferisco al Lateef saxofonista).

 Angel Eyes (Dennis-Brent), da «Yusef Lateef Live at Ronnie Scott’s», Gearbox. Yusef Lateef, flauto; Stan Tracey, piano; Rick Laird, contrabbasso; Bill Heyden, batteria. Registrato il 15 gennaio 1966.

 Blues for the Orient (Lateef), ib. ma Lateef suona lo shehnai.

sabato 30 marzo 2019

Medula Sonata – Psychicemotus – First Gymnopedie (Yusef Lateef)


  1965, anno di free forms nel jazz. Yusef Lateef, come tutti i veri artisti, era stato free fin dai suoi esordi senza doversi neanche porre il problema. La libertà la trovava entro una forma, conoscendole bene tutte, e la sua forma era poi la sua libertà. Libera e felicissima, per esempio, fu la scelta del pianista George Arvanitas per questa seduta.

  Medula Sonata (Lateef), da «Psychicemotus», Impulse! 5362765. Yusef Lateef, sax tenore; George Arvanitas, piano; Reggie Workman, contrabbasso; James Black, batteria, percussioni. Registrato nel luglio 1965.

  Psychicemotus (Lateef), ib. Ma Lateef suona il flauto.

  First Gymnopedie (Satie), id.

sabato 27 dicembre 2014

Morning – G. Bounk (Yusef Lateef)

 Il jazz, Dio liberi, non è musica ambient, ma può tuttavia essere musica d’uso: Yusef Lateef ha il passo lento, costante e sicuro che serve anche ad accompagnare sommessamente una serena mattina di sabato, e poche delle sue band hanno sviluppato un suono così bene adeguato a quel passo, avvolgente e morbido. Gran parte vi ha il trombone di Curtis Fuller. T’invito a prestare attenzione anche a Hugh Lawson, accompagnatore e solista di classe eccelsa.

 Morning (Lateef), da «Morning», Savoy SJL 2205. Curtis Fuller, trombone e percussioni; Yusef Lateef, sax tenore; Hugh Lawson, piano; Ernie Farrow, contrabbasso; Louis Hayes, batteria; Doug Watkins, percussioni. Registrato il 5 aprile 1957.



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 G. Bounk (Lateef), c.s. ma Lateef suona il flauto.



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mercoledì 2 aprile 2014

How I Loved You – Bismillah (Yusef Lateef)

 Quandoque dormitat Homerus ed è  così che cogliamo il caro Yusef Lateef dormicchiante nel 1979: allettato dall’ineffabile Creed Taylor, appose il suo nome a questo disco in cui in pratica fa il «featured soloist» in una seria di anodine composizioni genericamente funky di Jeremy Hall, che qui suona le tastiere e arrangia.

 Nell’impresa, plasticosa anziché no, sono coinvolti alcuni buoni jazzisti che comunque con Lateef c’entrano poco. Il primo pezzo che ti propongo è l’unica composizione del leader nominale della seduta, che vi canta con convinzione, Dio lo benedica, e si sovrappone a sé con il sax.

 «Bismillah» (بسم ال) è arabo e vuol dire «in nome di Dio».

 How I Loved You (Lateef), da «In A Temple Garden», CTI 7088. Yusef Lateef, sax tenore e canto; Eric Gale, chitarra; Jeremy Hall, tastiere; Will Lee, basso elettrico; Thomas Beyer, syndrums (batteria elettronica); Suzanne Ciani, programmazione dei sintetizzatori. Registrato nel maggio 1979.



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 Bismillah  (Wall), ib. più Randy Brecker, tromba; Jim Pugh, trombone; Jerry Dodgion, sax alto; Michael Brecker, sax tenore; Sammy Figueroa, percussioni.



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sabato 9 marzo 2013

The Philantropist (Yuseef Lateef)

 Yusef Lateef parlava di questo suo pezzo del 1960 come di un tone poem. Il termine rimanda a Ellington e così l’arrangiamento, con l’enfasi conferita al sax baritono.

 The Philantropist (Lateef), da «The Centaur And The Phoenix», [Riverside] OJC 00025218672122. Clark Terry, Richard Williams, tromba; Curtis Fuller, trombone; Yusef Lateef, sax tenore; Tate Houston, sax baritono; Josea Taylor, fagotto; Joe Zawinul, piano; Ben Tucker, contrabbasso; Lex Humphries, batteria. Registrato nell’ottobre 1960.



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sabato 30 giugno 2012

Goin’ Home (Yusef Lateef)

 Suonando Goin’ Home, canzone ricalcata sul primo tema del secondo movimento della IX Sinfonia di Dvorák, Yusef Lateef resiste saviamente alla tentazione di riprodurre la famosissima melodia, destinata da Dvorák al corno inglese, sull’affine oboe, che pure era parte del suo strumentario per questa seduta.

 Imbraccia invece con il vigore e la sonorità robusta a lui consueti il sax tenore, cambia la tonalità (da re bemolle a fa), aumenta il tempo da largo ad andantino e non è parco di blue note: qui, la settima minore dà alla melodia un colore misolidio.
 Intro e outro, con le note tenute degli archi, conferiscono al tutto un tono misterioso, quasi mistico.

 Goin’ Home (Fisher-Dvorák), da «The Three Faces of Yusef Lateef», Riverside/OJC 00025218675925. Yusef Lateef, sax tenore; Ron Carter, violoncello; Hugh Lawson, piano; Herman Wright, contrabbasso; Lex Humphries, batteria. Registrato il 9 maggio 1960.



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mercoledì 25 aprile 2012

Warm Hearted Blues (Yusef Lateef)

  Buona Liberazione di tutto cuore, da qualsiasi cosa tu voglia liberarti.

  Warm Hearted Blues
(Lateef), da «A Flat, G Flat and C», Impulse A-9117. Yusef Lateef, sax tenore; Hugh Lawson, piano; Reggie Workman, contrabbasso; Roy Brooks, batteria. Registrato nel marzo 1966.



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giovedì 15 settembre 2011

Prayer to the East - Love Dance (Yusef Lateef)

  Yusef Lateef manca da un po’ da Jazz nel pomeriggio, dove so che è molto gradito: rieccolo in uno dei suoi dischi più belli (è quello con il cobra in copertina).

  Qui lo sentiamo al flauto: in Prayer to the East, dove canta nello strumento (à la Roland Kirk) citando Funiculì Funiculà (!), poi in Love Dance. Questa poi è bella: si tratta di una composizione di Lex Baxter, il maestro del genere exotica lounge (notevole musicista, intendiamoci, nell’ambito di un Kitsch consapevole, quindi parzialmente esorcizzato): uno penserebbe che uno studioso serio della musica orientale come Lateef dovesse disprezzare cose simili, ma i veri artisti non hanno pregiudizi, e Love Dance risulta in un pezzo prettamente lateefiano.

  È anche l’occasione per risentire l’incantevole suono della tromba di Wilbur Harden.

  Prayer to the East (Jackson), da «Prayer to the East», Savoy SV-0210. Wilbur Harden, tromba; Yusef Lateef, flauto; Hugh Lawson, pano; Ernie Farrow, contrabbasso; Oliver Jackson, batteria. Registrato il 10 ottobre 1957.



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  Love Dance (Baxter), id.



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mercoledì 27 aprile 2011

Feather Comfort (Yusef Lateef)

  Yusef Lateef è capace come pochi di fare accadere un sacco di cose simultaneamente o in stretta successione o secondo entrambe le modalità nel giro di pochi minuti. Te ne ho proposto un esempio quasi dimostrativo in Happyology qualche settimana fa; qui un procedimento più complesso e astratto è applicato a un materiale più semplice, il blues, su tutti i parametri musicali: ritmo, melodia, armonia e timbro.

  Su un ostinato nel tempo di sette ottavi, Lateef si alterna al pianista Hugh Lawson in tre frammenti di chorus (al sax tenore, al flauto e al sax alto) sui cui si muove atonalmente, Lawson invece sugli accordi del blues. Raggiunti infine dal basso, con la batteria sempre imperturbabile nel suo tempo composto, Lateef (ora all’oboe) e Lawson eseguono un chorus di blues, un breve ponte modulante e concludono sul blues in minore.

  Feather Comfort (Lateef), da «A Flat, G Flat and C», Impulse! A-9117. Yusef Lateef, sax tenore e contralto, flauto, oboe; Hugh Lawson, piano; Reggie Workman, contrabbasso; Roy Brooks, batteria. Registrato nel marzo 1966.



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venerdì 11 marzo 2011

Happyology (Yusef Lateef)

  Titolo e foto di copertina di questo disco di Yusef Lateef sono molto tongue-in-cheek, ma, secondo spirito più genuino del jazz, dicono con nonchalance e umorismo la pura verità, comunicando riflessioni profonde.

  Happyology scherza con un nome che richiama i classici del bop, e la composizione stessa altro non è che la dizzyiana Woody ’n’ You, incunabolo del bop e pietra miliare dell’afro-cuban: nella sua introduzione, Lateef la fa risalire alla madre comune delle musiche caraibiche e del jazz, l’Africa, ma un’Africa (anche) sapidamente caricaturale. Poi, poco dopo la metà, il pezzo abbandona la sequenza armonica di Woody ’n’ You per incantarsi su un ostinato e assumere un colore modale, per l’epoca (1957) insolito. Poco più di dieci minuti per una riflessione poietica e, come dicono i critici di polso, metalinguistica sul presente, il passato e il futuro del jazz!

  Happyology (Lateef), da «Jazz for the Thinker», Savoy MG 12109. Yusef Lateef, sax tenore; Curtis Fuller, trombone; Hugh Lawson, piano; Ernie Farrow, contrabbasso, Louis Hayes, batteria. Registrato il 5 aprile 1957.

martedì 8 febbraio 2011

Morning (Yusef Lateef)

  Le sonorità di questo mattinale di Yusef Lateef mi suonano più domestiche che esotiche; un risveglio sommesso e odoroso di tè o di caffè, dove ogni cosa può farsi a suo tempo, senza premura. Lo dedico a due lettori in particolare: Paolo il Lancianese, che Lateef ama di mattina e di sera, e Valentina F., che non ama la mattina, in ciò, credo, ricambiata di cuore.

  Morning (Lateef), da «Jazz Moods», Savoy MG 12103. Curtis Fuller, trombone, percussioni; Yusef Lateef, sax tenore, percussioni; Hugh Lawson, piano; Ernie Farrow, contrabbasso, rabat; Louis Hayes, batteria; Doug Watkins, percussioni. Registrato il 9 aprile 1957.

venerdì 28 gennaio 2011

When You’re Smiling (Yusef Lateef)

  Anche quando non suona l’oboe, il fagotto o qualche esotico strumento ad ancia doppia e quadrupla, e anche quando non esplora – o sogna, forse – l’Oriente, Yusef Lateef è un musicista di fantasia prodigiosa. Anche con un semplice sax tenore fra le labbra, e alle prese con uno degli standard più vieti e meno raccomandabili come When You’re Smiling. Quando poi, come qui, suonava con i suoi amici di Detroit, non gli serviva nemmeno il pianista (che pure, in tre pezzi di questo disco, è Barry Harris, non un pellegrino qualunque).

  When You’re Smiling (Shay-Fisher-Goodwin), da «Into Something», Fantasy OJCCD 700-2. Yusef Lateef sax tenore; Herman Wright, contrabbasso; Elvin Jones, batteria. Registrato il 29 dicembre 1961.

lunedì 10 gennaio 2011

Blues for the Orient (Yusef Lateef)

  Ogni tanto, mentre ascolto una musica o semplicemente ci penso, mi vieni in mente tu, lettrice/lettore, e mi dico: di questo voglio parlarle. Spesso lo faccio, altrettanto spesso no, perché non trovo la voglia o il tempo di comporre il post come mi piacerebbe e come dovrei. Ma è una sciocchezza, perché se questo luogo vale per qualcosa, questa è la musica, non quello che io ci scrivo intorno (spero non sopra).

  E insomma, tutto per dire che, sì, prima o poi ti scriverò qualcosa di articolato a proposito di
Yusef Lateef, ma non vedo perché intanto dovrei privarti del suo ascolto. Naturalmente, se vuoi, ne puoi parlare tu, qui sotto, anzi ne sarei felice.
  Blues for the Orient (Lateef), da «Eastern Sounds», OJC 612. Yusef Lateef, oboe; Barry Harris, piano; Ernie Farrow, contrabasso; Lex Humphries, batteria. Registrato nel settembre 1961.