Per una volta un post celebrativo: festaggiamo Henry Threadgill che da poco ha ricevuto il premio Pulitzer per la composizione musicale, assegnato a In For A Penny, In For A Pound, contenuto in un disco omonimo; non è forse una cosa delle sue più belle, ma fa niente. Questo intanto è un disco del 1987.
Black Hands Bejewelled (Threadgill), da «Easy Slip Into Another World», RCA/Novus 3025-2-N11. Rasul Siddick, tromba: Frank Lacy, trombone; Henry Threadgill, sax alto; Diedre Murray, violoncello; Fred Hopkins, contrabbasso; Pheeroan akLaff, Reggie Nicholson, batteria. Registrato il 20 settembre 1987.
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sabato 30 aprile 2016
martedì 1 dicembre 2015
Let Me Look Down Your Throat or Say Ah (Henry Threadgill)
Il titolo di questo disco del 1987 descrive bene l’impressione che mi fa la musica di Henry Threadgill quando la giudichi ben riuscita: di scivolare inavvertitamente in un mondo diverso.
Del disco, che è tutto molto bello e d’ispirazione versicolore, come sempre in Threadgill quando è in forma, ho scelto questo pezzo dal titolo otorinolaringoiatrico in omaggio alla stagione.
Let Me Look Down Your Throat or Say Ah (Threadgill), da «Easily Slip Into Another World», RCA/Novus 3025-2-N11. Rasul Siddick, tromba; Frank Lacy, trombone; Henry Threadgill, sax alto e clarinetto; Diedre Murray, violoncello; Fred Hopkins, contrabbasso; Pheeroan akLaff, Reggie Nicholson, batteria. Registrato il 20 settembre 1987.
Del disco, che è tutto molto bello e d’ispirazione versicolore, come sempre in Threadgill quando è in forma, ho scelto questo pezzo dal titolo otorinolaringoiatrico in omaggio alla stagione.
Let Me Look Down Your Throat or Say Ah (Threadgill), da «Easily Slip Into Another World», RCA/Novus 3025-2-N11. Rasul Siddick, tromba; Frank Lacy, trombone; Henry Threadgill, sax alto e clarinetto; Diedre Murray, violoncello; Fred Hopkins, contrabbasso; Pheeroan akLaff, Reggie Nicholson, batteria. Registrato il 20 settembre 1987.
giovedì 31 luglio 2014
Where Coconuts Fall – Pink Water Pink Airplane (Henry Threadgill)
Isabella è stata a New York, ha visitato come ci si aspettava il Blue Note e il Village Vanguard e lì, per un giorno solo, ha mancato Henry Threadgill, uno dei suoi preferiti.
Isabella è amica di Jazz nel pomeriggio ed ecco qui un piccolo vantaggio offerto dal club: il circolino provvede questa mattina a lenire quella sua delusione con due pezzi threadgilliani da un disco molto bello, il secondo del quintetto Make A Move, con due titoli, se vogliamo, estivi.
Venire alla luce del giorno nuovo con la musica di Threadgill, sospesa com’è fra una dimensione amniotica e una ariosa, sarà comunque un aiuto per tutti.
Where Coconuts Fall (Threadgill), da «Everybody’s Mouth’s A Book», Pi Recordings. Henry Threadgill, sax alto; Bryan Carrott, vibrafono; Brandon Ross, chitarra; Stomu Takeishi, basso elettrico; Dafnis Prieto, batteria. Registrato nel febbraio 2001.
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Pink Water Pink Airplane (Threadgill), id.
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Isabella è amica di Jazz nel pomeriggio ed ecco qui un piccolo vantaggio offerto dal club: il circolino provvede questa mattina a lenire quella sua delusione con due pezzi threadgilliani da un disco molto bello, il secondo del quintetto Make A Move, con due titoli, se vogliamo, estivi.
Venire alla luce del giorno nuovo con la musica di Threadgill, sospesa com’è fra una dimensione amniotica e una ariosa, sarà comunque un aiuto per tutti.
Where Coconuts Fall (Threadgill), da «Everybody’s Mouth’s A Book», Pi Recordings. Henry Threadgill, sax alto; Bryan Carrott, vibrafono; Brandon Ross, chitarra; Stomu Takeishi, basso elettrico; Dafnis Prieto, batteria. Registrato nel febbraio 2001.
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Pink Water Pink Airplane (Threadgill), id.
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sabato 28 giugno 2014
R.B. (Air)
Il trio Air, sentito diverse volte su Jnp, era composto da tre musicisti di grande levatura e di affinità così accentuata da produrre una musica complessa e profonda, largamente improvvisata, senza bisogno di strutture evidenti.
Qui, per esempio, lo scarno materiale tematico attraversa un caleodiscopio di colori e di espressioni. La prima metà del pezzo è dominata da Fred Hopkins, contrabbassista che fra anni Settanta e Novanta (è morto molto prematuramente nel 1999) non ha forse avuto confronti.
Anche gli Air, se pur molto diversi, riflettono la stessa fertile, fantasiosa temperie musicale del Braxton sentito ieri.
R.B. (Hopkins), da «Air Mail», Black Saint BSR 0049 CD. Henry Threadgill, flauto basso, sax tenore; Fred Hopkins, contrabbasso; Steve McCall, batteria, percussioni. Registrato il 28 dicembre 1980.
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Qui, per esempio, lo scarno materiale tematico attraversa un caleodiscopio di colori e di espressioni. La prima metà del pezzo è dominata da Fred Hopkins, contrabbassista che fra anni Settanta e Novanta (è morto molto prematuramente nel 1999) non ha forse avuto confronti.
Anche gli Air, se pur molto diversi, riflettono la stessa fertile, fantasiosa temperie musicale del Braxton sentito ieri.
R.B. (Hopkins), da «Air Mail», Black Saint BSR 0049 CD. Henry Threadgill, flauto basso, sax tenore; Fred Hopkins, contrabbasso; Steve McCall, batteria, percussioni. Registrato il 28 dicembre 1980.
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lunedì 2 aprile 2012
Midnight Sun (Air)
Questa composizione di Henry Threadgill è presaga di quanto Threadgill avrebbe scritto e suonato nel decennio successivo, con il Very Very Circus e altre formazioni. La registrazione conferisce un giusto primo piano al contrabbasso di Fred Hopkins, il quale, nel suo assolo, pare sdoppiarsi e accompagnarsi da solo, senza uscire per un attimo dal groove ciclopico del pezzo.
Midnight Sun (Threadgill), da «Air Raid», Whynot WNCD 79143. Henry Threadgill, sax alto e musette; Fred Hopkins, contrabbasso; Steve McCall, batteria. Registrato il 15 luglio 1976.
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Midnight Sun (Threadgill), da «Air Raid», Whynot WNCD 79143. Henry Threadgill, sax alto e musette; Fred Hopkins, contrabbasso; Steve McCall, batteria. Registrato il 15 luglio 1976.
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martedì 7 giugno 2011
Chicago Breakdown (Louis Armstrong) (Air)
Chicago Breakdown (Morton), da «King Louis», Properbox 93. Louis Armstrong and His Stompers: Louis Armstrong, Bill Wilson, cornetta: Honore Dutrey, trombone; Boyd Atkins, clarinetto; Joe Walker, sax alto; Albert Washington, sax tenore; Earl Hines, piano; Rip Bassett, banjo; Pete Briggs, tuba; Tubby Hall, batteria. Registrato il 9 maggio 1927.
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Chicago Breakdown, da «80 Below 82», Antilles J33D-20008. Trio Air: Henry Threadgill, sax alto; Fred Hopkins, contrabbasso; Steve McCall, batteria. Registrato il 13 gennaio 1982.
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Chicago Breakdown, da «80 Below 82», Antilles J33D-20008. Trio Air: Henry Threadgill, sax alto; Fred Hopkins, contrabbasso; Steve McCall, batteria. Registrato il 13 gennaio 1982.
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domenica 8 maggio 2011
Midnight Sun (Threadgill)
Torna su JnP il trio Air con una composizione astrattamente funky di Henry Threadgill e soprattutto, per quanto mi riguarda, con il contrabbasso colossale di Fred Hopkins.
Midnight Sun (Threadgill), da «Air Raid», Whynot WNCD 79413. Henry Threadgill, sax alto; Fred Hopkins, contrabbasso; Steve McCall. Registrato il 15 luglio 1986.
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Midnight Sun (Threadgill), da «Air Raid», Whynot WNCD 79413. Henry Threadgill, sax alto; Fred Hopkins, contrabbasso; Steve McCall. Registrato il 15 luglio 1986.
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martedì 1 marzo 2011
Hyla Crucifer… Silence Of (Henry Threadgill)
Henry Threadgill si è immaginato così questa piccola rana (Hyla crucifer) che aspetta la pioggia nel silenzio. Almeno, a me piace pensare che sia la ila a dire io in questo idillio siccitoso e notturno.
Hyla Crucifer… Silence Of (Threadgill), da «Carry the Day», Columbia 66995. Very Very Circus: Henry Threadgill, flauto; Mark Taylor, corno; Brandon Ross, chitarra soprano; Tony Cedras, fisarmonica; Edwin Rodriguez o Marcus Rojas, tuba; Gene Lake, batteria. Sentienla Toy, canto. Registrato nel 1995.
Hyla Crucifer… Silence Of (Threadgill), da «Carry the Day», Columbia 66995. Very Very Circus: Henry Threadgill, flauto; Mark Taylor, corno; Brandon Ross, chitarra soprano; Tony Cedras, fisarmonica; Edwin Rodriguez o Marcus Rojas, tuba; Gene Lake, batteria. Sentienla Toy, canto. Registrato nel 1995.
mercoledì 9 febbraio 2011
G.V.E. (Air)
Ecco il potente trio Air in una composizione di Henry Threadgill che non è, in spirito, troppo distante da quanto andava facendo Yusef Lateef vent’anni prima. Nota personale e irrilevante: il giorno in cui veniva inciso questo pezzo era un giovedì ed era il giorno (la sera) in cui, molto imberbe, io sentii e vidi il mio primo concerto di jazz, al Capolinea di Milano: Lee Konitz e Martial Solal (Giorgio Azzolini, Gil Cuppini).
G.V.E. (Hopkins), da «Air Time», Nessa NCD-12. Henry Threadgill, flauto e flauto basso, percussioni; Fred Hopkins, contrabbasso; Steve McCall, batteria. Registrato il 17 novembre 1977.
G.V.E. (Hopkins), da «Air Time», Nessa NCD-12. Henry Threadgill, flauto e flauto basso, percussioni; Fred Hopkins, contrabbasso; Steve McCall, batteria. Registrato il 17 novembre 1977.
lunedì 14 giugno 2010
Off the Rag (Henry Threadgill) - Soluzione al Quiz #1
Non ci avete nemmeno provato:
Henry Threadgill, Off the Rag, da «Rag, Bush and All», RCA Novus. Henry Threadgill, sax alto, flauto basso; Ted Daniels, tromba e flicorno; Bill Lowe, trombone basso; Deirdre Murray, violoncello; Fred Hopkins, contrabbasso; Newman Barker, Reggie Nicholson, batteria e percussioni. Registrato nel 1988.
martedì 25 maggio 2010
Buddy Bolden Blues [I Thought I Heard Buddy Bolden Say] (Jelly Roll Morton)
A un certo momento della sua vita Jelly Roll Morton girava con una carta da visita che lo definiva «originator of blues and jazz». Nessuno può vantare la paternità di una forma d’arte, naturalmente, ma se per gioco dovessimo assegnare quella del jazz, non avrei molti dubbi a darla a Jelly Roll. Se non conosci la sua importanza di compositore, pianista, organizzatore e primo intellettuale del jazz, come l’ha definito Alan Lomax, cara lettrice, caro lettore: corri ai ripari, io qui non ho tempo né voglia di aiutarti.
Io dirò solo che secondo me Jelly Roll Morton è stato, dopo Louis Armstrong, la più grande voce maschile del jazz. Lo dimostra in questo Buddy Bolden Blues (noto anche come I Thought I Heard Buddy Bolden Say e con versi lievemente differenti), in cui evoca, in un misterioso contesto che potrebbe ben essere voodoo (alle cui pratiche JRM era tutt’altro che estraneo) ed è comunque senz’altro denso in double talk, personaggi leggendari della New Orleans della sua giovinezza come i musicisti Buddy Bolden, appunto, Frankie Dusen, Judge Fogharty. Accompagnandosi al piano, passa da un sobrio stile barrel house alle raffinatezze, nell’ultimo chorus, del grande interprete e compositore di ragtime che era. Morton incise questo Buddy Bolden Blues nell’ambito delle sue registrazioni documentarie per la Library of Congress di Washington nel maggio 1938, su iniziativa di Alan Lomax, tutte raccolte in un box dalla Rounder Records (011661189720).
Il testo di Buddy Bolden Blues come cantato da Jelly Roll Morton:
And I thought I heard Buddy Bolden say
Nasty bunch of dirty, take it away
You're terrible, you're awful, Take it away,
I thought I heard him say.
I thought I heard Buddy Bolden shout
Open up the window, let the bad air out
Open up that window, let the foul air out
I thought I heard him shout.
I thought I heard Judge Fogarty say,
Thirty days in the Market, Take him away
Give him a good broom to sweep with, take him away
I thought I heard him say.
Nel 1979 il trio Air, una delle grandi formazioni post-free del decennio (Henry Threadgill ai saxes e al flauto, Fred Hopkins al contrabbasso, Steve McCall alla batteria) pubblicò «Air Lore» (RCA 6578-2-RB), omaggio alle radici più profonde del jazz. Proprio su Buddy Bolden Blues Threadgill, al tenore, esegue un assolo vocale, d’intensità devastante, e gli altri due non gli sono da meno (Hopkins, morto alcuni anni fa, è stato forse il più forte contrabbassista degli ultimi trent’anni. Sorry, William Parker).
Io dirò solo che secondo me Jelly Roll Morton è stato, dopo Louis Armstrong, la più grande voce maschile del jazz. Lo dimostra in questo Buddy Bolden Blues (noto anche come I Thought I Heard Buddy Bolden Say e con versi lievemente differenti), in cui evoca, in un misterioso contesto che potrebbe ben essere voodoo (alle cui pratiche JRM era tutt’altro che estraneo) ed è comunque senz’altro denso in double talk, personaggi leggendari della New Orleans della sua giovinezza come i musicisti Buddy Bolden, appunto, Frankie Dusen, Judge Fogharty. Accompagnandosi al piano, passa da un sobrio stile barrel house alle raffinatezze, nell’ultimo chorus, del grande interprete e compositore di ragtime che era. Morton incise questo Buddy Bolden Blues nell’ambito delle sue registrazioni documentarie per la Library of Congress di Washington nel maggio 1938, su iniziativa di Alan Lomax, tutte raccolte in un box dalla Rounder Records (011661189720).
Il testo di Buddy Bolden Blues come cantato da Jelly Roll Morton:
And I thought I heard Buddy Bolden say
Nasty bunch of dirty, take it away
You're terrible, you're awful, Take it away,
I thought I heard him say.
I thought I heard Buddy Bolden shout
Open up the window, let the bad air out
Open up that window, let the foul air out
I thought I heard him shout.
I thought I heard Judge Fogarty say,
Thirty days in the Market, Take him away
Give him a good broom to sweep with, take him away
I thought I heard him say.
Nel 1979 il trio Air, una delle grandi formazioni post-free del decennio (Henry Threadgill ai saxes e al flauto, Fred Hopkins al contrabbasso, Steve McCall alla batteria) pubblicò «Air Lore» (RCA 6578-2-RB), omaggio alle radici più profonde del jazz. Proprio su Buddy Bolden Blues Threadgill, al tenore, esegue un assolo vocale, d’intensità devastante, e gli altri due non gli sono da meno (Hopkins, morto alcuni anni fa, è stato forse il più forte contrabbassista degli ultimi trent’anni. Sorry, William Parker).
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