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giovedì 18 marzo 2021

Livery Stable Blues (Franco D’Andrea)

 Arriva anche Jazz nel pomeriggio, buon ultimo,  a festeggiare gli 80 anni del maggior jazzista italiano (posso sbilanciarmi, è il bello di non avere niente né da perdere né da guadagnare), soprattutto uno dei massimi pianisti jazz viventi, Franco D’Andrea.

 Mi scusa del ritardo il fatto che Jnp non abbia mai lesinato le dovute attenzioni a D’Andrea, teste la «nuvola» qui a fianco. Pubblico un pezzo da un suo lavoro recentissimo e ne approfitto per segnalare l’uscita di un bel libro a lui dedicato, una biografia critica scritta da Flavio Caprera, pubblicata dalla EDT e intitolata «Franco D’Andrea. Un ritratto». Non ho letto molti libri così completi su un jazzista: contiene davvero tutto quanto un appassionato di Franco D’Andrea possa desiderare ed è scritto con vera passione.

 Livery Stable Blues (LaRocca), da «New Things», Parco Della Musica. Mirko Casilino, tromba; Enrico Terragnoli, chitarra; Franco D’Andrea, piano. Registrato nel 2019.


martedì 9 febbraio 2016

Frammento (Modern Art Trio)

 Frammento (D’Andrea), da «Modern Art Trio», Vedette VPA 8434. Modern Art Trio: Franco D’Andrea, piano; Bruno Tommaso, contrabbasso; Franco Tonani, batteria. Registrato nell’aprile 1970.

mercoledì 19 marzo 2014

Nuvolao (Franco D’Andrea)

 Ecco un Franco D’Andrea di ascolto raro, che sorprenderà un poco chi l’ha conosciuto soprattutto negli ultimi anni. Si tratta del suo primo esperimento su disco in piano solo (meglio: del primo destinato alla pubblicazione, perché già aveva registrato qualcosa ad uso di «sonorizzazione»), un genere in cui D’Andrea ha recentemente fornito almeno due testimonianze molto alte quali «Live At Radio Popolare» e soprattutto l’ultimo «Today». Era il 1978 e, conclusa l’esperienza del Perigeo, D’Andrea apriva così una fase nuova della sua carriera.

 Qui lo si sente più facondo ed espansivo che in anni subito successivi; insomma, suona molte più note, e mostra più chiara che mai una derivazione tyneriana nel gusto per una sonorità pianista turgida, che sàturi lo spazio sonoro.

 Nuvolao è il nome di una cima dolomitica, anche nota come «Nuvolau».

 Nuvolao (D’Andrea), da «Nuvolao», Carosello CLE 21034. Franco D’Andrea, piano. Registrato nel gennaio 1978.



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martedì 10 settembre 2013

[Comunicazione di servizio] Franco D’Andrea al MiTo

 Questa sera alle 21, nell’ambito del festival MiTo, si esibisce al teatro Manzoni di Milano Franco D’Andrea nella formazione e con il programma del suo bellissimo disco doppio dell’anno scorso, «Traditions and Clusters», premiato «miglior disco dell’anno» dal referendum di Musica Jazz. Come nel disco, ci sarà ospite Han Bennink ma, a differenza che nel disco, staserà apparirà anche Dave Douglas.

lunedì 24 giugno 2013

Andirivieni (Similado)

 Notevole e sorprendente questo disco del 1988, un’iniziativa di Roberto Zorzi e Alberto Olivieri trascorsa all’epoca praticamente inosservata. Bella anche la composizione di Franco D’Andrea.

 Andirivieni (D’Andrea), da «Capriccio a Milano», Caligola 2166. Similado: Albert Mangelsdorff, trombone; Roberto Ottaviano, sax soprano; Franco D’Andrea, piano; Riccardo Bianchi, chitarra; Roberto Zorzi, chitarra ed effetti; Ernst Rejseger, violoncello; Paolo Damiani, contrabbasso; Trilok Gurtu, tabla, percussioni; Alberto Olivieri, batteria. Registrato nel gennaio 1988.



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giovedì 14 marzo 2013

Giant Steps - Clusters N. 4 (Franco D’Andrea)

 Ho un pregiudizio positivo verso Franco D’Andrea; sarà perché, oltre a essere un grande pianista, è un uomo molto simpatico. Ciò comunque rileva poco nella constatazione che questo suo nuovissimo piano solo è bello assai. Il disco s’intitola «Today» e dà un’idea molto esatta ed espressiva di dove si trovi oggi la complessa musica del meranese.

 Qui D’Andrea scompone e ricompone a propria immagine Giant Steps, poi si astrae in uno studio di cluster, con una scrittura pianistica grosso modo antifonale.

 Giant Steps (Coltrane), da «Today», El Gallo Rojo 314-57. Franco D’Andrea, piano. Registrato il 13 ottobre 2012.



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 Clusters N. 4 (D’Andrea), id.



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mercoledì 15 febbraio 2012

It Ain’t Necessarily So (Franco D’Andrea & Modern Art Trio) [era: Quiz #19]

  Tanto per (non) cambiare, ci è arrivato primo e unico (oltre al Lancianese, fuori concorso) aL. Erano Franco D’Andrea, Bruno Tommaso e Franco Tonani, cioè il Modern Art Trio, in uno dei più bei dischi del jazz italiano, che in quarant’anni e rotti è invecchiato benissimo (aL, essendo uno studente di D’Andrea, era certo avvantaggiato).

  It Ain’t Necessarily So (G. Gershwin-I. Gershwin), da «Modern Art Trio», Vedette VPA 8434. Franco D’Andrea, piano; Bruno Tommaso, contrabbasso; Franco Tonani, batteria. Registrato nell’aprile 1970.



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giovedì 9 febbraio 2012

Caravan (Franco D’Andrea)

  Come sai seguo poco o per nulla l’attualità jazzistica, o per meglio dire seguo solo pochi artisti che m’incuriosiscono e raramente mi deludono. Degli italiani, forse il solo Franco D’Andrea: questa sua nuova uscita con diverse formazioni dal vivo, ma incentrate sullo sperimentatissimo quartetto, mi lasciava perplesso per la sua dovizia – ben due ore di musica – ma non mi sono annoiato un momento. Senti questa versione di Caravan, dallo swing potente malgrado l’assenza del contrabbasso (ma con Han Bennink al rullante).

  Caravan (Tizol), da «Traditions and Clusters», El Gallo Rojo 314-55. Daniele D’Agaro, clarinetto; Mauro Ottolini, trombone; Franco D’Andrea, piano; Han Bennink, tamburo rullante. Registrato il 4 marzo 2011.



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martedì 14 giugno 2011

Days Off - Pseudonimo (Claudio Fasoli)

  Non ricordo se ti ho già inflitto la mia opinione, antipatriottica e reazionaria, che il jazz italiano – non in generale, ma nei suoi esponenti più in vista – negli ultimi trent’anni non abbia fatto che scendere di livello. Sostanzio l’affermazione, non facendoti sentire uno dei tre o quattro grandi e ubiqui gezzisti italiani di oggi, ma questo disco del 1977 del trio di Claudio Fasoli con Franco D’Andrea guest (più Biriaco alla batteria, si tratta di tre quarti del Perigeo).
  Poi dimmi tu.

  Days Off (Fasoli), da «Eskimo Fakiro», Carosello CLE 21036. Claudio Fasoli, sax soprano; Franco D’Andrea, piano; Giorgio Azzolini, contrabbasso; Bruno Biriaco, batteria. Registrato il 9 o 10 giugno 1977.



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  Pseudonimo (Fasoli), c.s. ma Fasoli suona il sax tenore, e senza D’Andrea.



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domenica 3 aprile 2011

Half the Fun (Duke Ellington) (Franco D’Andrea)

  È con tutta calma e in piena libertà che il quartetto di Franco D’Andrea affronta Half the Fun (aka Lately), da «Such Sweet Thunder», la suite shakespeariana di Duke Ellington. Di fatto, il quartetto entra solo a metà dell’esecuzione, dopo un’oasi solistica molto astratta di Zeno De Rossi. Ogni traccia di sensualità della composizione e dell’interpretazione originali (solista Johnny Hodges) risulta eliminata. Cioè ne è eliminato half the fun, ma quel che ne resta, pur troppo cerebrale nell’inevitabile confronto, è interessante, come sempre le cose pensate da D’Andrea.

  Half the Fun (Ellington-Strayhorn), da «Such Sweet Thunder», Columbia/Legacy CK 65568. Cat Anderson, Willie Cook, Ray Nance, Clark Terry, tromba; Quentin Jackson, John Sanders, Britt Woodman, trombone; Jimmy Hamilton, clarinetto; Johnny Hodges, Russell Procope, sax alto; Paul Gonsalves, sax tenore; Harry Carney, sax baritono; Duke Ellington, piano; Jimmy Woode; contrabbasso; Sam Woodyard, batteria. Registrato il 7 agosto 1956.



  Half the Fun, da «Half the Fun», El Gallo Rojo 314-30. Andrea Ayassot, sax alto; Franco D’Andrea, piano; Aldo Mella, contrabbasso; Zeno De Rossi, batteria. Registrato il 26 settembre 2008.

sabato 27 novembre 2010

Monk’s Mood (Franco D’Andrea)

   Avendolo nominato, eccoti Franco D’Andrea interpretare Monk live at Metastasio Jazz nel 2002. Quanto di più diverso da Moran si possa immaginare.

  Monk’s Mood (Monk), da
«Franco D’Andrea Plays Monk», Philology W 409. Franco D’Andrea, piano. Registrato il 18 febbraio 2002.