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giovedì 17 dicembre 2015

River Run – The Lake Isle Of Innisfree (Stefano Battaglia)

 Altri due pezzi di Alec Wilder da questo disco di Stefano Battaglia che ti ho presentato solo poche settimane fa e che mi è piaciuto molto. Soprattutto mi piacciono le canzoni di Alec Wilder, che qui trovano delle versioni originali e appropriate, più di altre «jazzistiche».

 River Run non ha relazione con «Finnegans Wake», ma The Lake Isle Of Innisfree mette in musica proprio la famosa poesia di WB Yeats, ricreata in scorcio da Wilder e resa dal trio di Battaglia in modalità estatica, priva di impulso in avanti, praticamente ferma, che si ricongiunge così, con gesto poetico, alla visione a un tempo fuggitiva e archetipica dei versi di Yeats.

 Curiosità: questo è il post numero 2000 (duemila) di Jazz nel pomeriggio.

 River Run (Wilder), da «In the Morning. Music Of Alec Wilder», Ecm 2429 473 8673. Stefano Battaglia, piano; Salvatore Maiore, contrabbasso; Roberto Dani, batteria. Registrato il 28 aprile 2014.

 The Lake Isle Of Innisfree (Wilder), id.

venerdì 23 ottobre 2015

In The Morning – Moon And Sand (Stefano Battaglia)

 Stefano Battaglia e trio suonano sette canzoni di Alec Wilder (1907-1980), compositore statunitense appartato e complesso e dai molti e sottili rapporti con il jazz, del quale non ti dico perché me ne manca la competenza, ma che t’invito ad approfondire come meglio tu possa.

 L’interpretazione dei tre è rispettosa delle bellissime melodie, cui la consueta confezione Ecm, di cui tante volte abbiamo detto, nell’occasione non disdice, anche se questa scelta interpretativa sommessa e lievemente ossessiva non è davvero la sola che queste musiche possono elicitare. Lodi vanno comunque a Battaglia e all’Ecm per aver deciso di presentarle. Il disco riproduce parte di un concerto tenuto al teatro Vittoria di Torino e, se non si fosse capito, a me è piaciuto molto.

 Intanto, di In The Morning senti qui il Lied originale, interpretato da Valerie Errante, e di Moon And Sand una versione di Chet Baker con Frank Strazzeri al piano.

 In The Morning (Wilder), da «In the Morning. Music Of Alec Wilder», Ecm 2429 473 8673. Stefano Battaglia, piano; Salvatore Maiore, contrabbasso; Roberto Dani, batteria. Registrato il 28 aprile 2014.

 Moon And Sand (Wilder), id.

giovedì 7 giugno 2012

Village Joke (Lee Konitz), Adagio (3Quietmen & Stefano Battaglia), Stoned Ghosts (Sahib Shihab)

 Béla Bártok ha interessato molti jazzisti per la consonanza di alcuni suoi usi armonici e ritmici con omologhi tratti del jazz moderno. Tuttavia i riferimenti diretti al corpus bartokiano sono rari. Lee Konitz e i 3Quietmen & Stefano Battaglia, a distanza di quarant'anni l’uno dagli altri, hanno attinto ai sei volumi dei Mikrokosmos, una sorta di precipitato di certi caratteri della musica di Bártok destinato alla didattica pianistica.

 Konitz, con il concorso di Marshall Brown, ha prodotto un arrangiamento fedele, se pure non troppo fantasioso, della composizione di Bártok; a una regolare esposizione seguono gli assoli di tutti i componenti del quintetto, ciascuno in stop chorus e mai molto discosto dalla melodia.

 Gli italiani, che precisano di essersi «ispirati» a Bártok,  usano la lentissima «Melodia accompagnata» del n. 41, secondo libro, basata su un sol misolidio modificato (quarto grado eccedente, do# in chiave),  come cantus firmus sopra divagazioni di contrabbasso e percussioni. Nella mia conoscenza peggio che lacunosa del jazz italiano recente, «Bartokosmos» è una delle cose che mi sono piaciute di più.

 Caso ancora diverso è quello del quartetto tratto dalla Clarke-Boland, qui preso da un disco nell’occasione intitolato a Sahib Shihab. È il compositore di Stoned Ghosts, Benny Bailey, a precisare di aver avuto in mente il primo Bártok : «La sua musica era allora diversa da come sarebbe diventata; aveva degli elementi bluesy, funky, romantici». Il risultato finale è infatti un blues con marcatissimo backbeat.

 Village Joke [Mikrokosmos vol. IV n. 130], da «Peacemeal», Milestone/OJC 00025218710121. Marshall Brown, trombone a pistoni; Lee Konitz, sax alto; Dick Katz, piano; Eddie Gomez, contrabbasso; Jack DeJohnette, batteria. Registrato il 20 marzo 1969.



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 Adagio [Mikrokosmos vol. II n. 41], da «Bartokosmos», Auand AU9018. 3Quietmen: Ramon Moro, tromba, elettronica; Federico Marchesano, contrabbasso; Dario Bruna, batteria, percussioni, più Stefano Battaglia, piano. Registrato nel luglio 2007.



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 Stoned Ghosts (Bailey), da «And All Those Cats», Schema/Rearward RW102 CD. Benny Bailey, tromba; Sahib Shihab, sax baritono; Jimmy Woode, contrabbasso; Kenny Clarke, batteria. Registrato nel luglio 1970.



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sabato 1 ottobre 2011

Minas Tirith (Stefano Battaglia)

  Questa notte, nel programma Battiti su Rai Radiotre, il mio amico Pino Saulo presenta il pianista Stefano Battaglia che eseguirà tre improvvisazioni, seguite da tre pezzi del suo nuovo disco ECM «The River of Anyder».

  Io qui ve ne faccio sentire uno, quello che apre il disco. Vorrei che mi diceste, in tutta sincerità, che cosa ve ne pare.

  Minas Tirith (Battaglia), da «The River of Anyder», ECM 2151 276 8055. Stefano Battaglia, piano; Salvatore Maiore, contrabbasso; Roberto Dani, batteria. Registrato nel novembre 2009.



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