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martedì 12 ottobre 2021

Taking A Chance On Love – Donna Lee (Wardell Gray)

 Wardell Gray ebbe una vita e una carriera movimentate, la seconda caratterizzata da brevi collaborazioni di alto profilo, sovente interrotte e riprese, e da peregrinazioni da una costa degli USA all’altra, alla fine con una preferenza o forse solo una prevalenza casuale della costa Ovest. 

 Carriera e vita di Gray sembrano quelle di un uomo che si sia abbandonato in balìa del caso. Verrebbe facile e banale parlare di un’occasione sprecata, ma come si fa a dirlo? Ascoltando il suo tenore leggero e concettoso, la declinazione più naturale dello stile di Lester in lingua moderna via Charlie Parker, proprio niente appare di sprecato o poco risolto.

 Qui Gray è ripreso in un ingaggio losangelino del 1952, in compagnia squisitamente californiana. L’atmosfera è senz’altro californiana per il relax che la caratterizza, anche se ha poco, anzi niente, del «jazz californiano» che proprio quell’anno (il primo del quartetto pianoless di Mulligan) cominciava ad affermarsi.

 Taking A Chance On Love (Duke-Latouche), da «Live At The Haig», Fresh Sound FSRCD 157. Wardell Gray, sax tenore, Hampton Hawes, piano, Joe Mondragon, contrabbasso, Shelly Manne, batteria. Registrato il 9 settembre 1952.

 Donna Lee (Davis), id. più Art Farmer, tromba; Howard Roberts, chitarra.

martedì 4 marzo 2014

April Skies (Wardell Gray)

 Happy days in California nei primi anni Cinquanta… No, non tanto, in realtà, se uno ha in mente, per non dirne che una, i romanzi di James Ellroy, magari proprio «White Jazz», dove i jazz club e i night club sono popolati da una fauna infernale.

 Certo fu felice questa seduta di registrazione, che univa californiani residenti e transitorî; fra gli ultimi, Wardell Gray, titolare della seduta, esercitò sul West Coast jazz allora nascente un influsso percettibile. È di un californiano, Buddy Collette, anche la composizione.

 April Skies (Collette), da «Wardell Gray Memorial, Vol. 2», [Prestige] OJCCD-051-2. Art Farmer, tromba; Wardell Gray, sax tenore; Hampton Hawes, piano; Harper Crosby, contrabbasso; Larry (Larance) Marable, batteria; Robert Collier, conga. Registrato il 21 gennaio 1952.



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mercoledì 10 novembre 2010

Mary’s Idea (Benny Goodman)

  Ecco un pezzo denso di connotazioni interessanti, ma più storiche che musicali. Risale al periodo in cui, a bebop ormai affermato, Benny Goodman decise to try his hand at it. Qui ha l’aiuto precipuo di Mary Lou Williams, la grande pianista e compositrice che del bop e dei bopper è stata in qualche modo un’eminenza grigia e un méntore (spero di trovare la voglia di parlartene, un giorno) e che fornisce delle composizioni armonicamente avanzate e melodicamente addirittura attorte, quasi volesse dire: cari miei, oggi il jazz è questo!

  La musica resta poi ritmicamente nel solco di uno swing piuttosto tradizionale e non solo perché vi suona Benny: gli arrangiamenti, con le interpunzioni a riff dei fiati, ricordano i piccoli gruppi di Benny di dieci anni prima (quelli con Charlie Christian); Wardell Gray, pur con un percepibile influsso parkeriano, si esprime essenzialmente nell’idioma di Lester Young e alla fine la figura dell’avanguardista la fa Billy Bauer, che contemporaneamente si stava illustrando insieme con Lennie Tristano.

  Mary’s Idea (M. L. Williams), da «Wardell Gray - Blue Lou», Jazz Colours 874745-2. Benny Goodman, clarinetto; Wardell Gray, sax tenore; Billy Bauer, chitarra; Mary Lou Williams, piano; Clyde Lombardi, contrabbasso; Mel Zelnik, batteria. Registrato nel luglio 1948.