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domenica 2 aprile 2017

Cherokee – Jumpin’ At The Woodside (Lionel Hampton & Stan Getz)

 Questi due strange bedfellows, in realtà benissimo assortiti, vengono sostenuti da una quintessenziale sezione ritmica West Coast; il disco fu registrato a Los Angeles all’apogeo di quel periodo del jazz, già verso il declino, ma il West Coast jazz qui non c’entra niente.

 Lou Levy è un mio pallino, un pianista sempre estroso che in Cherokee, per qualche secondo dal minuto 5:30, si permette perfino di svicolare dalla riverita progressione. Per il resto del disco fa un po’ l’Oscar Peterson, e dato il genere di seduta e il fatto che si tratta di una produzione di Norman Granz è effettivamente strano che al piano non sedesse proprio Oscar.

 Sempre in Cherokee, da 7:40, Hampton e Getz sono in assolo simultaneo quando Getz piazza quattro battute di contrattempi con effetto di swing bruciante.

 Cherokee (Noble), da «Hamp & Getz», Verve 831 672-2. Stan Getz, sax tenore; Lionel Hampton, vibrafono; Lou Levy, piano; Leroy Vinnegar, contrabbasso; Shelly Manne, batteria. Registrato il primo agosto 1955.

 Jumpin’ At The Woodside (Basie), id.

lunedì 2 gennaio 2017

The Way You Look Tonight – It’s Only A Paper Moon (Lionel Hampton)

 Con il nuovo anno comincerò to pay some dues, a pagare qualche debito: dopo quasi sette anni di pubblicazione presso che quotidiana, certe mancanze o infrequenze cominciano infatti a essere ingiustificabili: Lionel Hampton, per esempio.

 In queste due meravigliose esecuzioni si sentono fra l’altro Peterson e DeFranco incontenibili.

 The Way You Look Tonight (Kern-Fields), da «The Lionel Hampton Quintet», Verve MGC-628. Buddy DeFranco, clarinetto; Lionel Hampton, vibrafono; Oscar Peterson, piano; Ray Brown, contrabbasso; Buddy Rich, batteria. Registrato nell’aprile 1954.

 It’s Only A Paper Moon (Arlen-Harburg-Rose), id.

martedì 18 novembre 2014

September Song – Deep Purple (Art Tatum)

 September Song (Anderson-Weill), da «The Art Tatum Group Masterpieces», Pablo 0600753312032. Harry Edison, tromba; Lionel Hampton, vibrafono; Art Tatum, piano; Barney Kessel, chitarra; Red Callender, contrabbasso; Buddy Rich, batteria.. Registrato il 7 settembre 1955.



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 Deep Purple (Parish-DeRose), id.



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sabato 16 marzo 2013

Don’t Be That Way (Lionel Hampton)

 Jam session del sabato. Come sempre, il gradimento di Lionel Hampton può misurarsi dal volume e dalla frequenza dei suoi ansiti  e dei suoi rantoli, che lo pongono a completare la trinità dei mugugnatori discografici insigni, insieme con Keith Jarrett e Glenn Gould.

 Don’t Be That Way (Sampson-Goodman), da «The Lionel Hampton Quintet», Verve 314 589 100-2. Buddy DeFranco, clarinetto; Lionel Hampton, vibrafono; Oscar Peterson, piano; Ray Brown, contrabbasso; Buddy Rich, batteria. Registrato nell’aprile 1954.



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lunedì 11 giugno 2012

Hot Mallets (Dizzy Gillespie & Lionel Hampton)

 Esordi o quasi di Dizzy Gillespie. Nel 1939, fresco reduce dall’orchestra di Teddy Hill e appena entrato in quella di Cab Calloway, da cui sarebbe stato licenziato per aver pugnalato il leader, Dizzy venne convocato da Lionel Hampton per una seduta a cui la dizione di all stars appare a malapena adeguata.

 Ventiduenne e ancora in parte sotto l’influsso di Roy Eldridge, Dizzy mostra comunque di avere già tutte le sue cosine a posto. Il sax tenore che segue Benny Carter è, credo proprio, Chu Berry.

 Hot Mallets (Hampton), da «The Dizzy Gillespie Story, 1939-1950», Properbox 30. Dizzy Gillespie, tromba: Benny Carter, sax alto; Coleman Hawkins, Ben Webster, Chu Berry, sax tenore; Clyde Hart, piano; Charlie Christian, chitarra; Milt Hinton, contrabbasso; Cozy Cole, batteria. Registrato l’11 settembre 1939.



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venerdì 4 maggio 2012

On the Sunny Side of the Street (Lionel Hampton)

 All-star! Una ogni tanto fa piacere e questi cinque sembrano essersi trovati bene insieme. Lionel Hampton è un grande del jazz che dovremmo ricordare di più (ammonisco me stesso). Peterson è perfino conciso, per una volta nella vita, e lascia il primato del numero di note lavorate a DeFranco. Anche Buddy Rich, un batterista che in certi setting poteva agire da sabotatore, qui si contiene – ma non in Flying Home, che apre il disco, in cui le sue vigorose pestate hanno da contendere con gli ansiti e i rantoli di Hampton.

 On the Sunny Side of the Street (Fields-McHugh), da «The Lionel Hampton Quintet», Verve 314589 100-2. Buddy DeFranco, clarinetto; Lionel Hampton, vibrafono; Oscar Peterson, piano; Ray Brown, contrabbasso; Buddy Rich, batteria. Registrato nell’aprile 1954.



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