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domenica 23 agosto 2020

Dixie’s Dilemma (Ethan Iverson & Mark Turner) RELOAD


Reload dal 17 settembre 2018. 

Rieccoci. Dixie’s Dilemma è la contraffazione di All The Things You Are praticata nel 1956 da Warne Marsh e Ted Brown in un loro famoso disco di ispirazione prettamente tristaniana. 

 Nel disco recentissimo di duetti per la ECM registrato negli studi della radio della Svizzera italiana, Iverson, finalmente scioltosi dai Bad Plus, e l’antico sodale Turner lo riprendono, citando il tema (la parafrasi) alla fine. Iverson è autore di un’esegesi sottile di Tristano e Turner è notoriamente inlfuenzato da Warne Marsh.

 Il titolo dell’album, ne sono quasi certo, si deve a Ethan Iverson; è il titolo di uno dei romanzi del ciclo «A Dance to the Music of Time» di Anthony Powell.

 Dixie’s Dilemma (Marsh), da «Temporary Kings», ECM 2583. Mark Turner, sax tenore; Ethan Iverson, piano. Registrato nel 2018.

domenica 2 agosto 2015

Mesa (Mark Turner)

 A me Mark Turner è sempre piaciuto molto, in tutte le circostanze musicali in cui l’ho sentito, tanto che te l’ho proposto sovente su Jnp; tuttavia, vivendo appartato dalla società jazzistica e non frequentando gli USA da anni, non sapevo che, fra i musicisti americani della sua generazione (Turner è del 1965) e delle successive, e specialmente fra i saxofonisti, egli godesse di uno statuto magistrale, quasi leggendario. L’ho appreso leggendo questo saggio-inchiesta in due parti di Kevin Sun, «Every Single Tree In The Forest: Mark Turner As Seen By His Peers».

 Se ti va puoi sentire e vedere una lunga conversazione con Mark Turner che ha avuto luogo a New York tre mesi fa, interessante.

 Mesa (Turner), da «In This World», Warner Bros. 9362470742. Mark Turner, sax tenore; Brad Mehldau, piano; Larry Grenadier, contrabbasso; Brian Blade, batteria. Registrato il 6 ottobre 1998.

domenica 11 gennaio 2015

Kathelin Gray – Hey, It’s Me You’re Talkin’ To (Mark Turner)

 Mark Turner, saxofonista che mi è caro, in uno dei primi dischi a suo nome, forse il primo. Kathelin Gray di Ornette Coleman (era nel suo disco con Metheny) vede in front line l’altro tenore di Joshua Redman ed è particolarmente adatta alla vocazione melodica di Turner. Edward Simon è il pianista venezuelano già sentito qui qualche anno fa, ancora con Blade alla batteria.

 Kathelin Gray (Coleman), da «Mark Turner», Warner Bros. 9 46701-2. Mark Turner, Joshua Redman, sax tenore: Edward Simon, piano; Christopher Thomas, contrabbasso; Brian Blade, batteria. Registrato il 7 dicembre 1995.


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 Hey, It’s Me You’re Talkin’ To (Turner), id. meno Redman.



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mercoledì 16 aprile 2014

She Said, She Said (Mark Turner)

 Mark Turner, evocato ieri, torna oggi nel suo disco del 1998. Al quartetto sentito in Lennie Groove si unisce Kurt Rosenwinkel, altro sodale consueto di Turner, per una lettura di She Said, She Said, omaggio al genio melodico di John Lennon.

 She Said, She Said (Lennon-McCartney), da «In This World», Warner Bros. 9362470742. Mark Turner, sax tenore; Brad Mehldau, piano elettrico; Kurt Rosenwinkel, chitarra; Larry Grenadier, contrabbasso; Brian Blade, batteria. Registrato il 6 ottobre 1998.



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martedì 15 aprile 2014

Lennie Groove (Billy Hart) (Mark Turner)

 Ammiro Billy Hart e il quartetto che dirige da alcuni anni è una specie di roll call dei jazzisti americani attuali che apprezzo di più (né il bassista Ben Strett vi sfigura in alcun modo). Per questo suo nuovo disco ECM potrei fare il discorso che ho fatto riguardo ad altri della casa tedesca, sull’artificio della ripresa sonora, la batteria penalizzata etc, ma, francamente, se c’è una cosa che ormai mi ha stufato più ancora della ECM sono i discorsi sulla ECM, pro e contro. Voglio dire che se un musicista che ha poco da dimostrare come Hart decide che la sua musica va bene registrata così, non sarò io a potergli dare lezione: è così che la sua musica vuol essere ascoltata e io ne devo tenere conto.

 Detto che il disco a me è piaciuto, passo a proporti il pezzo d’apertura, una composizione di Mark Turner dedicata a Lennie Tristano e di cui così Ethan Iverson ha scritto nel suo blog:

 La fusione di Tristano e clave di Mark Turner fu registrata anni fa in uno dei suoi primi dischi, «In This World». Da allora è diventata un classico e un cimento per molti musicisti, date le sue stupefacenti difficoltà: metri composti, linea di basso inconsueta, melodia a tempo doppio. La mia introduzione suggerisce un Tristano velocizzato e centrifugato.

 Segue la versione originale dell’autore (1998), con Brad Mehldau.

 Lennie Groove (Turner), da «One is the Other», ECM 2335. Mark Turner, sax tenore; Ethan Iverson, piano; Ben Street, contrabbasso; Billy Hart, batteria. Registrato nell’aprile o maggio 2013.



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 Lennie Groove, da «In This World», Warner Bros. 9362470742. Mark Turner, sax tenore; Brad Mehldau, piano; Larry Grenadier, contrabbasso; Brian Blade, batteria. Registrato il 6 ottobre 1998.



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martedì 25 settembre 2012

September Song (Don Byas), Autumn Nocturne (Sonny Rollins), Autumn In Rome (Dorothy Ashby), Autumn In New York (Mark Turner)

 L’avvento dell’autunno, qui a Milano, è stato così subitaneo e per una volta regolare che non sono riuscito a pensare ad altro che a un’arbitraria scelta di canzoni con tema l’autunno (l’autunno è per avventura la mia stagione preferita), sotto il segno prevalente del sax tenore.

 September Song (Weill-Anderson), da «Complete American Small Group Recordings», Definitive DRCD11213. Don Byas, sax tenore; Sanford Gold, piano; Leonard Gaskin, contrabbasso; Max Roach, batteria. Registrato il 21 agosto 1946.



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 Autumn Nocturne (Gannon-Myrow), da «The Standard Sonny Rollins», RCA Victor 09026 68681-2. Sonny Rollins, sax tenore; Bob Cranshaw, contrabbasso; Mickey Roker, batteria. Registrato il 9 luglio 1964.



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 Autumn In Rome (Cahn-Weston), da «In a Minor Groove», Prestige PR 7140. Frank Wess, flauto; Dorothy Ashby, arpa; Herman Wright, contrabbasso; Art Taylor, batteria. Registrato il 9 settembre 1958.



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 Autumn In New York (Duke), da «Mark Turner», Warner Brothers 9362-46701-2. Mark Turner, sax tenore; Edward Simon, piano; Christopher Thomas, contrabbasso; Brian Blade, batteria. Registrato il 7 dicembre 1995.



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mercoledì 14 marzo 2012

Ohnedaruth (Billy Hart)

  Adempio all’impegno preso ieri ed ecco il quartetto di Billy Hart fresco fresco di ECM (si tratta di un «disco ECM» con tutte le connotazioni che, in questo mio recinto, per lo più non sono positive? Sì, dal punto di vista della presa sonora, che è molto diversa da quella del disco precedente; e anche dal punto di vista compositivo. Ma non direi che Hart e i suoi si siano compromessi, anzi, questa musica rappresenta probabilmente la punta più avanzata della disponibilità di Manfred Eicher verso un’estetica tradizionalmente jazzistica - ciò non toglie che, nel complesso, io abbia preferito lievemente il primo disco).

  Ohnedaruth (senza relazione con una composizione omonima dell’Art Ensemble of Chicago: è una parola sanscrita che significa «compassione») è un d’apres di Ethan Iverson su Giant Steps di Coltrane. L'introduzione del pianista è chiarissimamente memore dei complex di Lennie Tristano, un musicista di cui Iverson è uno dei critici più lucidi e profondi, come sa chi segue il suo blog Do the Math. Colgo l’occasione per osservare come ormai da un pezzo i Bad Plus stiano stretti a Iverson, musicista di grandissimo talento e di intelligenza critica ancora più grande. Ma si tratta pur sempre della sua rent-paying gig, come dicono gli Americani.

  Di Mark Turner bene dice il Lancianese nel suo commento al post precedente.

  Ohnedaruth (Iverson), da «All Our Reasons», ECM 2248. Mark Turner, sax tenore; Ethan Iverson, piano; Ben Street, contrabbasso; Billy Hart, batteria. Registrato dal 13 al 15 giugno 2011.



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sabato 10 dicembre 2011

Elena Berenjena (Fly)

  Fly è un trio attualmente in attività, composto da Mark Turner, Larry Grenadier e Jeff Ballard, tre personaggi eminenti sulla scena newyorkese attuale di un jazz avanzato ma non «avanguardistico» nel senso che si è soliti dare all’aggettivo. Sono tre musicisti di personalità spiccata, soprattutto Turner, saxofonista che a me piace molto. In questo disco per la ECM, tanto per dire, riescono a non suonare quasi mai à la ECM.

  Elena Berenjena (Turner), da «Sky & Country», ECM 001266902. Mark Turner, sax tenore; Larry Grenadier, contrabbasso; Jeff Ballard, batteria. Registrato dal febbraio al giugno 2008.



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domenica 20 febbraio 2011

Bop-Be, Confirmation (Keith Jarrett) (Billy Hart)

  In questo periodo, come ti sarai accorto, sto riflettendo sulla questione del «repertorio» nel jazz moderno e della reinterpretazione di composizioni jazzistiche del passato.

  Keith Jarrett, che come ogni pianista jazz moderno ha le radici nel bebop (anche se è stato fra quelli che se ne è più cospicuamente distanziato), queste origini ha omaggiato in particolare nell’ultimo suo disco con l’American Quartet, e segnatamente in Bop-Be, un pezzo che a me pare proprio una versione di Confirmation di Parker, forse con un’alterazione del bridge e con una melodia diversa (tu che ne dici?). Senza rinunciare a nessuna delle sue idiosincrasie e a dispetto di una sezione ritmica in questo senso non idiomatica, la sua è, al cuore, un’esecuzione bebop di classe.

  Bop-Be, da «Bop-Be», Impulse! IA 9334. Keith Jarrett, piano; Charlie Haden, contrabbasso; Paul Motian, batteria. Registrato nel febbraio 1977.



  Quasi trent’anni dopo, Billy Hart con il suo quartetto di giovani cannoni dà di Confirmation una versione, boh, postmoderna?, in cui lo head originale di Parker è mantenuto, anzi, è enunciato con deliberata pedanteria, come Jarrett non faceva, mentre i solisti seguono poi il giro armonico parkeriano con una molta libertà e completa discrezione ritmica; Ethan Iverson è al suo più astratto e arzigogolato, anche se si concede la civetteria di inserire, nei primi chorus del suo assolo, una delle citazioni predilette di Parker, la Habanera della Carmen. Se Jarrett dava del bebop una versione elaborata ma di discendenza ancora chiara e non rinnegata, qui la musica di Parker appare definitivamente storicizzata, cioè lontana: tanto che i quattro non hanno sentito, come Jarrett, il bisogno di cambiare titolo.

  Confirmation (Parker), da «Quartet», High Note HCD 7158. Mark Turner, sax tenore; Ethan Iverson, piano; Ben Street, contrabbasso; Billy Hart, batteria. Registrato il 14 ottobre 2005.

venerdì 7 gennaio 2011

Casa Obscura (Mark Turner)

  Articolata composizione a sezioni del mio prediletto fra i tenoristi presenti (non dico «giovani» perché, oltre che il mio stesso nome, ha anche la mia età). Mark Turner, che ti ho già fatto sentire in un quintetto del francese Benoît Delbecq, ha una insolita ed evidente predilezione per Warne Marsh. Lavora spesso con Kurt Rosenwinkel, Ethan Iverson (Iverson’s Odyssey s’intitola il pezzo incipitario di questo disco), Reid Anderson e il da me poco amato Brad Mehldau. Con costoro, o almeno con Rosenwinkel e Mehldau, Turner condivide l’attrazione per certe atmosfere sospese e quasi stuporose, in lui più comunicative e intense che negli altri due. Il «giorno del Dharma» è il giorno dell’inizio della predicazione del Buddha a seguito dell’illuminazione e dell’intrapresa del sentiero della verità (Dharma).

  Casa Obscura (Turner), da «Dharma Days», Warner Bros. 47998. Mark Turner, sax tenore; Kurt Rosenwinkel, chitarra; Reid Anderson, contrabbasso; Nasheet Waits, batteria. Registrato il 29 gennaio-primo febbraio 2001.