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giovedì 21 giugno 2012

[Guest post #19] Gennaro Fucile & Michael Nyman (+ Brötzmann, Parker)

 Meno male che ho degli amici/lettori che si preoccupano di pararmi il sedere quando faccio qualche sparata fuori bersaglio. 
 Fuori bersaglio secondo loro… Gennaro, che spezza regolarmente il pane con me, sa, o dovrebbe sapere, che Jnp – sotto la specie di salottino «a modo» – è proprio un salon réactionnaire, vandeano quasi, senza che questo ne pregiudichi il tratto affabile o l’afflato pedagogico: alla prima occasione, offrirò a GF un «crash course» in jazz.

 Annunciata/minacciata, l’intera settimana dedicata a Evan Parker e Peter Brötzmann è parsa subito uno scherzo e d’altronde sarebbe stato un eccesso insostenibile per un salotto a modo come Jnp. I due sono davvero dei brutti ceffi e quando decidono di cannoneggiare non stanno a fare distinguo tra orecchie avvezze a certi sconquassi sonori e timpani innocenti. Loro che da giovani erano un’ira di dio fanno fuoco senza fare complimenti. Nel 1968 Brötzmann titolò un suo primo lavoro «Machine Gun», Parker era della partita e ciò basti.

 Molti anni dopo i due si ritrovarono in qualità di ospiti in un altro salottino educato, allestito da Michael Nyman, persona perbene, di buone maniere (come il Bertoli non solo al pomeriggio). All’epoca Nyman non era ancora un pezzo da novanta delle colonne sonore, aveva appena avviato la sua collaborazione con Peter Greenaway e conclusa la sua carriera di musicologo riassunta dal libro La musica sperimentale (Shake Edizioni, 2011) e per coerenza concettuale s’imbarcò nel progetto Obscure ideato da Brian Eno. Una delle dieci uscite della collana fu il suo album «Decay Music». Preso coraggio, allestì nel 1982 un disco con le prime musiche scritte per Greenaway, l’ellepì banalmente intitolato «Michael Nyman».

 Qui come d’incanto al minimalismo della prima ora si affiancano musiche d’altri tempi, ci si gingilla con il Don Giovanni, si fanno prove di barocco e ci si concede un Waltz candido sulla carta se non fosse che il compito è affidato, non solo alla Michael Nyman Band, ma anche ai succitati terroristi sonici, che iniziano a soffiare come due mantici extra size. Non sembrerà vero, ma ne viene fuori una delizia.

 Waltz (Nyman) da «Michael Nyman», MN Records, MNRCD123. Peter Brötzmann, clarinetto basso e sax tenore; Evan Parker, sax soprano. Michael Nyman Band: Rory Allam, clarinetto e clarinetto basso; Alexander Balanescu, violino; Anne Barnard, corno francese; Ben Grove, chitarra e basso; John Harle, sax soprano;  Nick Hayley, ribeca e violino; Ian Mitchell, clarinetto e clarinetto basso; Michael Nyman, tastiere; Elisabeth Perry, violino e viola; Steve Saunders, trombone, tuba ed euphonium; Roderick Skeaping, ribeca e violino; Keith Thompson, flauti e saxofoni; Doug Wootton, banjo e basso. Data di registrazione non indicata ma 1982.



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