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lunedì 25 aprile 2022

Kamman’s a-Comin’ –Titoro (Oscar Pettiford)

 Questo disco del 1955, noto anche come «Oscar Pettiford Vol. 2», di uno dei luminari del contrabbasso, è una bellezza ed è di quei dischi che davvero meriterebbero di essere conosciuti meglio.

 Kamman’s a-Comin’ (Pettiford), da «Another One», Betlehem. Donald Byrd, Ernie Royal, tromba; Bob Brookmeyer, trombone a pistoni; Gigi Gryce, sax alto; Jerome Richardson, sax tenore; Don Abney, piano; Oscar Pettiford, contrabbasso; Osie Johnson, batteria. Registrato il 12 agosto 1955.

 Titoro (Pettiford), ib. Richardson suona il flauto.

domenica 20 settembre 2020

I’m Beginning To See The Light – Blues In The Closet (Oscar Pettiford)

 Uno dei maggiori contrabbassisti del jazz (arriverei a dirlo il più grande) e un pioniere del jazz moderno, Oscar Pettiford cominciò sul finire degli anni Quaranta a pizzicare anche il violoncello, perfezionando su quello strumento il fraseggio di respiro saxofonistico che dimostrava in assolo sul contrabbasso. Quest’uso del cello come «contrabbasso piccolo» sarebbe stato ripreso da altri grandi bassisti come Doug Watkins e Ron Carter, mentre altri – Fred Katz, Calo Scott, Diedre Murray, Abdul Wadud – , violoncellisti di formazione ed esclusivi, lo avrebbero suonato con l’arco.

 Tuttavia non fu Pettiford il primo jazzista a incidere con il violoncello, come mi è capitato di leggere (lo adoperò per la prima volta in quartetto con Duke Ellington nel 1950); credo che il primato spetti a Harry Babasin con Dodo Marmarosa nel 1947, lo stesso Babasin che senti qui duettare con Oscar in Blues In The Closet.

 I’m Beginning To See The Light (Ellington), da «In A Cello Mood», Fresh Sound Records FSR-CD 452. Oscar Pettiford, violoncello; Billy Taylor, piano; Charles Mingus, contrabbasso; Charlie Smith, batteria. Registrato il 16 ottobre 1952.

 Blues In The Closet (Pettiford), ib.; Pettiford, Harry Babasin, violoncello; Arnold Ross, piano; Joe Comfort, contrabbasso; Alvin Stoller, batteria. Registrato il 14 maggio 1953.

venerdì 11 novembre 2016

Susette – Bassing Around (Joe Newman & Zoot Sims)

 Beh, che cosa vuoi che ti dica di un disco così: è bello. Oscar Pettiford vi figura con rilievo non minore dei due titolari Newman e Sims e Bassing Around è tutta per lui. Sugoso anche il pianista Acea.

 Susette (Acea), da «Locking Horns», [Rama] Fresh Sound FSR-CD 34. Joe Newman, tromba; Zoot Sims, sax tenore; Adriano «Johnny» Acea, piano; Oscar Pettiford, contrabbasso; Osie Johnson, batteria. Registrato il 10 aprile 1957.

 Bassing Around (Johnson), id.

mercoledì 5 ottobre 2016

Seventh Minor Heaven – Stardust (Oscar Pettiford)

 Paradiso della settima minore (blue note) è una definizione buona come un’altra del blues. A darla, in questo disco molto dilettoso di Oscar Pettiford alla testa, di fatto, di una all stars to be, è Osie Johnson, batterista, compositore e arrangiatore. Il pezzo poi non è un blues, ma una canzone AABA di 32 battute, ma che richiama necessariamente il blues. 

 Pettiford morì nel 1960 a Copenaghen pochi giorni prima di compiere trentotto anni. Raramente lo si ricorda fra le molte, dolorose morti precoci del jazz, e forse in generale non ce se ne ricorda abbastanza, ma la sua morte è stata davvero una perdita grande.

 Minor Seventh Heaven (Johnson), da «Another One», London LTZ-N15035. Donald Byrd, tromba; «Bobby» Brookmeyer, trombone a pistoni; Gigi Gryce, sax alto; Jerome Richardson, sax tenore; Don Abney, piano; Oscar Pettiford, contrabbasso e violoncello; Osie Johnson, batteria. Registrato il 12 agosto 1955.

 Stardust (Carmichael), id.

sabato 29 marzo 2014

Cohn’s Limit – Stardust (Oscar Pettiford)

 La mia impressione, ti dico la pura verità, è che non si ricordi quanto si dovrebbe che magnifico musicista sia stato Oscar Pettiford; l’unico contrabbassista fra gli autentici pionieri del bebop, ben pochi hanno mai suonato il contrabbasso altrettanto bene, fraseggiando in assolo con scioltezza e respiro saxofonistico e intonazione impeccabile. Bravissimo anche il chitarrista ungherese Attila Zoller, già sentito qui sopra in questa stessa seduta viennese del 1959 e poi in una di alcuni anni dopo con Chico Hamilton.

 È suo il pezzo immagino ispirato da o dedicato ad Al Cohn.

 Cohn’s Limit (Koller), da «The Best Of Oscar Pettiford», Dixie Live DLCD 4103. Hans Koller, sax tenore; Attila Zoller, chitarra; Oscar Pettiford, contrabbasso; Jimmy Pratt, batteria. Registrato il 9 gennaio 1959.



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 Stardust (Carmichael-Parrish), id.



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domenica 15 agosto 2010

There Will Never Be Another You, All The Things You Are (Oscar Pettiford)

  In questo quartetto euroamericano, colto a Vienna nel 1959, Oscar Pettiford presenta due ottimi musicisti europei, il saxofonista austriaco Hans Koeller e, oggi dimenticato, il chitarrista ungherese Attila Zoller.

  In All The Things, Oscar passa a pizzicare il violoncello, strumento sul quale nel jazz non ha fino a oggi avuto rivali, e Zoller ne rileva i compiti sulla chitarra basso.

  There Will Never Be Another You (Warren-Gordon), da «The Best Of Oscar Pettiford», Dixie Live DLCD4103. Hans Koeller, sax tenore; Attila Zoller, chitarra; Oscar Pettiford, contrabbasso; Jimmy Pratt, batteria. Registrato nel gennaio 1959.




  
  All the Things You Are (Kern-Hammerstein), ib. ma Pettiford al violoncello e Zoller alla chitarra basso.