Visualizzazione post con etichetta Charlie Christian. Mostra tutti i post
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sabato 8 agosto 2020
Gone With “What” Wind (Benny Goodman)
Gone With “What” Wind (Goodman-Basie), da «Charlie Christian - The Original Guitar Genius», Properbox 98. Benny Goodman, clarinetto; Lionel Hampton, vibrafono; Count Basie, piano; Charlie Christian, chitarra; Artie Bernstein, contrabbasso; Nick Fatool, batteria. Registrato il 7 febbraio 1940.
lunedì 6 luglio 2020
Celestial Express – Profoundly Blue #2 (Edmond Hall)
Ha scritto Manfred Selchow, autore di un’amorevole monografia sul clarinettista Edmond Hall: «Se tutti i jazzisti fossero come Edmond Hall così riconoscibili dopo tre o quattro note, sarebbe la fine dei blindfold test».
Hall (1901-1967), infatti, uno dei massimi esponenti del suo strumento nel jazz, è stato anche una delle sue voci più individuali: per questo e anche per ragioni più peculiarmente linguistiche mi ricorda il trombonista Vic Dickenson, con cui Hall lavorò e registrò sovente. Dickenson e Hall io li cito quando qualcuno mi domanda – ma dico il vero, non me lo domanda mai nessuno – che cosa si debba intendere per «grande solista di jazz».
Il 5 febbraio del 1941 Hall fu messo alla testa di questo quartetto con la celesta dalla Blue Note di Alfred Lion nella sua prima incarnazione. Credo che la celesta compaia per la prima volta qui in un contesto jazzistico. La suona Meade Lux Lewis, con una delicatezza e anche con una fantasia insospettate, tanto in assolo quanto in accompagnamento.
Completano il quartetto altri due grandi del jazz. Questa è l’unica occasione che ci è stata data di ascoltare Charlie Christian alla chitarra acustica, dalla quale trae un suono caldo e pieno e un fraseggio esuberante come sempre, anche se pour cause meno moderno di quello ispiratogli dallo strumento elettrico, soprattutto nelle jam registrate in quell’anno stesso al Minton’s da Jerry Newman, dove Christian suonò a tutti gli effetti bebop prima ancora che quel termine esistesse.
Al contrabbasso c’è Israel Crosby. I jazzofili lo ricordano, o almeno dovrebbero, con Ahmad Jamal in una serie di dischi il più famoso dei quali è «At The Pershing» del 1958 e poi con George Shearing. In realtà Crosby, che aveva esordito sedicenne nel 1935 con Gene Krupa ed era coetaneo di Jimmy Blanton, è stato uno dei contrabbassisti più importanti e innovativi del jazz.
Strumentazione e anno della registrazione invitano a immaginare qualcosa di lezioso, tipo i Gramercy Five di Artie Shaw con il clavicembalo suonato da Johnny Guarnieri, o i complessi di John Kirby. Invece i cinque blues suonati quel giorno hanno nerbo e uno swing implacabile (Celestial Express nel segno della propulsione ferroviaria caratteristica dell’autore di Honky Tonk Train Blues), senza perdere per ciò un grammo di eleganza.
Celestial Express (Lewis), da «The Complete Edmond Hall, James P. Johnson, Sidney De Paris, Vic Dickenson Blue Note Sessions», Mosaic. Edmond Hall, clarinetto; Meade Lux Lewis, celesta; Charlie Christian, chitarra; Israel Crosby, contrabbasso. Registrato il 5 febbraio 1941.
Profoundly Blue #2 (Lewis), id.
Hall (1901-1967), infatti, uno dei massimi esponenti del suo strumento nel jazz, è stato anche una delle sue voci più individuali: per questo e anche per ragioni più peculiarmente linguistiche mi ricorda il trombonista Vic Dickenson, con cui Hall lavorò e registrò sovente. Dickenson e Hall io li cito quando qualcuno mi domanda – ma dico il vero, non me lo domanda mai nessuno – che cosa si debba intendere per «grande solista di jazz».
Il 5 febbraio del 1941 Hall fu messo alla testa di questo quartetto con la celesta dalla Blue Note di Alfred Lion nella sua prima incarnazione. Credo che la celesta compaia per la prima volta qui in un contesto jazzistico. La suona Meade Lux Lewis, con una delicatezza e anche con una fantasia insospettate, tanto in assolo quanto in accompagnamento.
Completano il quartetto altri due grandi del jazz. Questa è l’unica occasione che ci è stata data di ascoltare Charlie Christian alla chitarra acustica, dalla quale trae un suono caldo e pieno e un fraseggio esuberante come sempre, anche se pour cause meno moderno di quello ispiratogli dallo strumento elettrico, soprattutto nelle jam registrate in quell’anno stesso al Minton’s da Jerry Newman, dove Christian suonò a tutti gli effetti bebop prima ancora che quel termine esistesse.
Al contrabbasso c’è Israel Crosby. I jazzofili lo ricordano, o almeno dovrebbero, con Ahmad Jamal in una serie di dischi il più famoso dei quali è «At The Pershing» del 1958 e poi con George Shearing. In realtà Crosby, che aveva esordito sedicenne nel 1935 con Gene Krupa ed era coetaneo di Jimmy Blanton, è stato uno dei contrabbassisti più importanti e innovativi del jazz.
Strumentazione e anno della registrazione invitano a immaginare qualcosa di lezioso, tipo i Gramercy Five di Artie Shaw con il clavicembalo suonato da Johnny Guarnieri, o i complessi di John Kirby. Invece i cinque blues suonati quel giorno hanno nerbo e uno swing implacabile (Celestial Express nel segno della propulsione ferroviaria caratteristica dell’autore di Honky Tonk Train Blues), senza perdere per ciò un grammo di eleganza.
Celestial Express (Lewis), da «The Complete Edmond Hall, James P. Johnson, Sidney De Paris, Vic Dickenson Blue Note Sessions», Mosaic. Edmond Hall, clarinetto; Meade Lux Lewis, celesta; Charlie Christian, chitarra; Israel Crosby, contrabbasso. Registrato il 5 febbraio 1941.
Profoundly Blue #2 (Lewis), id.
venerdì 26 febbraio 2016
Solo Flight (Charlie Christian)
Solo Flight fu uno dei primi pezzi pubblicati da Jazz nel pomeriggio, anni fa ormai. Poi, quasi un anno fa, il server è collassato e tutto si è perduto, ma se c’è un pezzo di musica che merita di essere ripubblicato è questo.
Come dicevo nel 2010, e lo confermo, Solo Flight con Charlie Christian è «uno dei pezzi di jazz più belli, gioiosi, ariosi e divertenti mai registrati».
Solo Flight, da «Genius of the Electric Guitar», Sony-Legacy Music. Charlie Christian, chitarra, con l’orchestra di Benny Goodman: Cootie Williams, Alec Fila, Jimmy Maxwell, Irving Goodman, trombe; Lou McGarity, Cutty Cutshall, trombone; Skip Martin, Gus Bivona, sax alto; Benny Goodman, clarinetto; Georgie Auld, Pete Mondello, sax tenore; Bob Snyder, sax baritono; Johnny Guarnieri, piano; Artie Bernstein, contrabbasso; Dave Tough, batteria. Registrato il 4 marzo 1941.
Come dicevo nel 2010, e lo confermo, Solo Flight con Charlie Christian è «uno dei pezzi di jazz più belli, gioiosi, ariosi e divertenti mai registrati».
Solo Flight, da «Genius of the Electric Guitar», Sony-Legacy Music. Charlie Christian, chitarra, con l’orchestra di Benny Goodman: Cootie Williams, Alec Fila, Jimmy Maxwell, Irving Goodman, trombe; Lou McGarity, Cutty Cutshall, trombone; Skip Martin, Gus Bivona, sax alto; Benny Goodman, clarinetto; Georgie Auld, Pete Mondello, sax tenore; Bob Snyder, sax baritono; Johnny Guarnieri, piano; Artie Bernstein, contrabbasso; Dave Tough, batteria. Registrato il 4 marzo 1941.
domenica 31 maggio 2015
Lester’s Dream – I Never Knew (Benny Goodman, Count Basie)
Benché queste registrazioni venissero in origine ascritte, per ovvie ragioni di marketing, a un Benny Goodman Octet, Goodman e Charlie Christian vi si trovano in realtà ospiti di un gruppo ritagliato dall’orchestra di Count Basie. Nota la presenza di due chitarre, quella solista, elettrificata, di Christian, e quella ritmica, acustica, di Freddie Green.
Lester’s Dream (Basie-Young), da «Charlie Christian - The Original Guitar Genius», Properbox 98. Buck Clayton, tromba; Benny Goodman, clarinetto; Lester Young, sax tenore; Count Basie, piano; Charlie Christian e Freddie Green, chitarra; Walter Page, contrabbasso; Jo Jones, batteria. Registrato nel 1940.
I Never Knew (Fio Rito-Kahn), id.
Lester’s Dream (Basie-Young), da «Charlie Christian - The Original Guitar Genius», Properbox 98. Buck Clayton, tromba; Benny Goodman, clarinetto; Lester Young, sax tenore; Count Basie, piano; Charlie Christian e Freddie Green, chitarra; Walter Page, contrabbasso; Jo Jones, batteria. Registrato nel 1940.
I Never Knew (Fio Rito-Kahn), id.
venerdì 2 novembre 2012
Stompin’ at the Savoy (Charlie Christian)
Bellissimo l’articolo di Miles Okazaki che Ethan Iverson ha pubblicato qualche giorno fa sul suo blog. Okazaki, che è un chitarrista, commenta e rivede la trascrizione di Iverson dell’assolo di Charlie Christian su Stompin’ at the Savoy nella jam registrata al Minton’s nel 1941; a una stringente analisi formale associa delle osservazioni appropriate su Christian nel contesto della musica e della società del suo tempo.
Se anche non avessi voglia di leggere il pezzo, ti consiglio di ascoltare comunque l’assolo di Christian (comincia al minuto 2:24) tenendo sotto gli occhi la trascrizione, una pratica sempre istruttiva. Questa, poi, è precisissima e c’è anche un video di Okazaki che la suona sovrapponendosi al disco.
Stompin’ at the Savoy (Goodman-Sampson-Webb-Razaf), da «Charlie Christian - The Original Guitar Genius», Properbox 98. Joe Guy, tromba: Kenny Kersey, piano; Charlie Christian, chitarra; Nick Fenton, contrabbasso; Kenny Clarke, batteria. Registrato alla Minton’s Playhouse di NY il 12 maggio 1941.
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Se anche non avessi voglia di leggere il pezzo, ti consiglio di ascoltare comunque l’assolo di Christian (comincia al minuto 2:24) tenendo sotto gli occhi la trascrizione, una pratica sempre istruttiva. Questa, poi, è precisissima e c’è anche un video di Okazaki che la suona sovrapponendosi al disco.
Stompin’ at the Savoy (Goodman-Sampson-Webb-Razaf), da «Charlie Christian - The Original Guitar Genius», Properbox 98. Joe Guy, tromba: Kenny Kersey, piano; Charlie Christian, chitarra; Nick Fenton, contrabbasso; Kenny Clarke, batteria. Registrato alla Minton’s Playhouse di NY il 12 maggio 1941.
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mercoledì 13 giugno 2012
Swing to Bop (Charlie Christian)
Il titolo, postumo, dice tutto. Questa improvvisazione sugli accordi di Topsy coglie Charlie Christian dal vivo alle famose session del Minton’s, brodo di coltura del bebop. L’improvvisazione, che comincia in assolvenza e finisce in dissolvenza, è tutta tesa sull’arco Christian-Clarke (gli altri si sentono anche male); Kenny Clarke già fa sentire le sue famose «bombe» in contrattempo.
I due assoli di Christian non sono molto lunghi, ma si ha l’impressione che possano andare avanti per sempre.
Swing to Bop [Topsy] (Durham-Battle), da «Swing to Bop», Dreyfus FDM 36715-2. Joe Guy, tromba; Charlie Christian, chitarra; Kenny Kersey, piano; Nick Fenton, contrabbasso; Kenny Clarke, batteria. Registrato il 12 maggio 1941.
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I due assoli di Christian non sono molto lunghi, ma si ha l’impressione che possano andare avanti per sempre.
Swing to Bop [Topsy] (Durham-Battle), da «Swing to Bop», Dreyfus FDM 36715-2. Joe Guy, tromba; Charlie Christian, chitarra; Kenny Kersey, piano; Nick Fenton, contrabbasso; Kenny Clarke, batteria. Registrato il 12 maggio 1941.
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lunedì 15 novembre 2010
Tea for Two (Charlie Christian) (Thelonious Monk)
Il Tea for Two di Charlie Christian viene dalla stessa seduta dello Stardust che ti ho proposto due giorni fa, allorché ho esaurito le iperboli.
Quello di Monk è del 1963, con il suo quartetto di più lungo corso. Monk aveva un’affinità particolare con questa canzone (da cui deriva Skippy, sul suo primo Blue Note del 1947), a cui applica un trattamento armonico caratteristico, con una linea del basso discendente. Il disco che contiene questa versione presenta poi la singolarità di avere le note di copertina della baronessa Nica de Koenigswarter: sì, la Pannonica dedicataria di un pezzo famoso di Monk stesso.
Tea for Two (Youmans-Caesar), da «Charlie Christian, Vol. 1», Masters of Jazz MJCD 24. Jerry Jerome, sax tenore; Frankie Hines, piano; Charlie Christian, chitarra; Oscar Pettiford, contrabbasso. Registrato il 24 settembre 1939 all’Harlem Breakfast Club di Minneapolis.
Tea for Two, da «Criss-Cross» Columbia 8697-14548-2. Charlie Rouse, sax tenore; Thelonious Monk, piano; John Ore, contrabbasso; Frankie Dunlop, batteria. Registrato il 26 febbraio 1963.
sabato 13 novembre 2010
Stardust (Charlie Christian)
Jerry Jerome suonò il sax tenore con Benny Goodman dal 1938 al 1940 e fu testimone dell’ascesa di Charlie Christian, il più grande dei chitarristi jazz. Il 24 settembre 1939, in un appartamento di Minneapolis che fungeva da after hours club, registrò una jam leggendaria in cui Christian prende assoli che fanno letteralmente uscire gli occhi dalle orbite.
Comincio col farti sentire Stardust.
Stardust (Carmichael), da «Charlie Christian, Vol. 1», Masters of Jazz MJCD 24. Jerry Jerome, sax tenore; Frankie Hines, piano; Charlie Christian, chitarra; Oscar Pettiford, contrabbasso. Registrato il 24 settembre 1939 all’Harlem Breakfast Club, Minneapolis.
Comincio col farti sentire Stardust.
Stardust (Carmichael), da «Charlie Christian, Vol. 1», Masters of Jazz MJCD 24. Jerry Jerome, sax tenore; Frankie Hines, piano; Charlie Christian, chitarra; Oscar Pettiford, contrabbasso. Registrato il 24 settembre 1939 all’Harlem Breakfast Club, Minneapolis.
mercoledì 2 giugno 2010
Solo Flight (Charlie Christian)
Forse perché non sono un grande appassionato della chitarra, ma credo che nessun musicista in tutta la storia del jazz sia risultato così dominante sul suo strumento come Charlie Christian sulla chitarra: nemmeno Art Tatum sul pianoforte, o Charlie Parker sul sax alto.
Non fu nemmeno «l’inventore della chitarra elettrica», cioè amplificata: sembra che il primato spetti a Eddie Durham, trombonista e arrangiatore che talvolta la suonò nei dischi di Count Basie. Ma Christian per primo ne sfruttò le peculiarità: essenzialmente la possibilità di tenere le note a lungo e di attenuare l’attacco della corda collegando così le note in frasi più lunghe e articolate, rendendo la chitarra strumento melodico a ogni effetto, alla pari di un saxofono. Gli intervalli ampi che Christian eseguiva nelle sue improvvisazioni, come i sottili e incessanti shift ritmici delle frasi, ne fanno davvero il principale precursore del bop («Swing to Bop» s’intitolano le famose registrazioni effettuate da un amatore al Minton's nel 1941 , in cui Christian si abbandona senza i limiti dei tre minuti del 78 giri alla sua fantasia melodico-ritmica inesauribile).
Qui è in una rara o forse unica apparizione con la big band del suo mentore e scopritore, Benny Goodman, in uno dei pezzi di jazz più belli, gioiosi, ariosi e divertenti mai registrati: Solo flight, del 4 marzo 1941, esattamente un anno prima della morte di Christian, a venticinque anni, per tubercolosi.
Solo Flight, da «Genius of the Electric Guitar», Sony-Legacy Music. Charlie Christian, chitarra, con l’orchestra di Benny Goodman: Cootie Williams, Alec Fila, Jimmy Maxwell, Irving Goodman, trombe; Lou McGarity, Cutty Cutshall, trombone; Skip Martin, Gus Bivona, sax alto; Benny Goodman, clarinetto; George Auld, Pete Mondello, sax tenore; Bob Snyder, sax baritono; Johnny Guarnieri, piano; Artie Bernstein, contrabbasso; Dave Tough, batteria. Registrato il 4 marzo 1941.
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