Non fu oziosa come potrebbe sembrare l’idea di aggiungere a un complesso di tipica strumentazione fado il sax tenore di Don Byas, perché accompagnasse Amalia Rodrigues, la classica interprete di quella musica tradizionale portoghese. Amalia, il fado e Don erano accomunati da un’espressione (per intenderci) melodrammatica, da un pathos melodico pronunciato che qui si esprime compiutamente in dodici composizioni molto caratteristiche. Don non era più da un pezzo in his prime, ma in un ruolo tutto sommato di comprimario fa un’ottima figura, fra l’altro spesso in piccante contrasto d’intonazione, o di temperamento, con le chitarre. Una delle tre chitarre in formazione è la chitarra portoghese, la cui cassa ha forma «a pera», fondo piatto e corde di metallo.
Le note del disco non chiariscono quando sia stato inciso; uscì nel 1973, Don Byas morto da un anno, quindi ritengo probabile che la registrazione sia avvenuta poco prima. Ricordo che un disco di fusion fado-jazz lo fece una quindicina d’anni fa il pianista italiano Arrigo Cappelletti, anche lui con tutti musicisti e cantanti portoghesi. Forse te ne farò sentire qualcosa, ma forse anche no.
Solidão (Brito-Trindade-Ferreira), da «Encontro - Amalia & Don Byas», Columbia 7 90874 2. Amalia Rodrigues con Don Byas, sax tenore; Fontes Rocha, Carlos Gonçalves, Pedro Leal, chitarra e chitarra portoghese; Joel Pina, contrabbasso. Registrato prob. nel 1972.
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Não è Desgraça Ser Pobre (José Alfredo Santos Moreira-Norberto de Araújo), id.
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Coimbra (José Galhardo-Armando Vieira Pinto), id.
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