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venerdì 14 agosto 2020

Katy-Do - Miss Missouri - Meetin’ Time (Count Basie) RELOAD

 Reload dal 27 maggio 2011  

 Nel 1960, Count Basie affidò la sua agguerritissima orchestra di quell’anno (guarda solo la sezione trombe) a Benny Carter, che compose e arrangiò una decina di pezzi in forma grosso modo di suite, dedicandoli ai vari club attivi a Kansas City quando Basie vi lavorava.

  Impegnata nelle partiture di Carter, l’orchestra ha il peso sonoro e il drive di quella, poderosa, che si sente nel celeberrimo «The Atomic Mr Basie» di tre anni prima, ma senza lo scintillìo metallico e l’inesorabilità quasi minacciosa degli arrangiamenti di Neal Hefti.

  Katy-Do (Carter), da «Kansas City Suite», Roulette B2-94575. Snooky Young, Thad Jones, Sonny Cohn, Joe Newman, tromba; Al Grey, Henry Coker, Benny Powell, trombone; Marshall Royal, Frank Wess, sax alto; Frank Foster, Billy Mitchell, sax tenore; Charlie Fowlkes, sax baritono; Count Basie, piano; Freddie Green, chitarra; Ed Jones, contrabbasso; Sonny Payne, batteria. Registrato il 17 novembre 1960.

  Miss Missouri (Carter), id.

  Meetin’ Time (Carter), id.

mercoledì 10 ottobre 2018

[Guest post #70] Paolo il Lancianese e Count Basie.


 Ho trascurato a lungo Jazz nel pomeriggio; me ne sono sentito un po’ in colpa verso chi la mattina passava comunque di qui a vedere se ci fosse della musica nuova.  Paolo il Lancianese, l’ascoltatore e collaboratore di più vecchia data di Jnp, amico mio, poeta, pur in un momento per lui difficile ha addirittura trovato la voglia e il tempo di concepire per me e per tutti un guest post e di corredarlo di una poesia di Vittorio Sereni, bellissima da sé, che assume un colore particolare nell’accostamento con la musica che i versi suggeriscono.

Nel mutismo domestico nella quiete
pensandosi inascoltata e sola
ridà fiato a quei redivivi.
Lungo una striscia di polvere lasciando
dietro sé schegge di suono
tra pareti stupefatte se ne vanno
in uno sfrigolìo
i beneamati Scarafaggi.

Passato col loro il suo momento già?

Più volte agli incroci agli scambi della vita
risalito dal niente sotto specie di musica
a sorpresa rispunta un diavolo sottile
un infiltrato portatore di brividi
– e riavvampa di verde una collina
si movimenta un mare –
seduttore immancabile sin quando
non lo sopraffanno e noi con lui altre musiche.

Vittorio Sereni, «Giovanna e i Beatles», da Stella variabile, Garzanti 1981.


 I Wanna Be Your Man (Lennon-McCartney), da «Basie's Beatle Bag», Verve V6-8659. Orchestra di Count BasieAl Aarons, Sonny Cohn, Wallace Davenport, Phil Guilbeau,tromba; Henderson Chambers, Al Grey, Grover Mitchell, trombone; Bill Hughes, trombone basso; Marshal Royal, clarinetto, sax alto; Bobby Plater, flauto, sax alto; Eric Dixon, flauto, sax tenore; Eddie "Lockjaw" Davis, sax tenore; Charlie Fowlkes, flauto, sax baritono; Count Basie, piano; Freddie Green, chitarra; Norman Keenan, contrabbasso; Sonny Payne, batteria; Chico O'Farrill, arrangiamento. Registrato il 3-5 maggio 1966.

 Do You Want To Know A Secret? (Lennon-McCartney), id., ma Count Basie, organo.

giovedì 14 settembre 2017

Moten Swing (Bennie Moten) RELOADED

Reload dal 22 febbraio 2014. 
 Un capolavoro del jazz orchestrale, nonché il seme (già più del seme) di quanto Count Basie avrebbe fatto di lì a poco, non a caso ereditando praticamente l’orchestra di Bennie Moten. Qui il Conte siede al piano e provvede l’introduzione e un assolo in uno stile già molto caratteristico, se pure meno conciso di quello poi assestato.

 Al sax tenore trovi un giovane Ben Webster e, fra i solisti, Hot Lips Page; il «quattro» di questa davvero formidabile esecuzione, che con invenzione brillante enuncia il tema solo alla fine,  è già quello delle orchestre di Basie, scandito da Walter Page.

 Moten Swing (Moten-Moten), da «The Chronological Bennie Moten’s Orchestra 1930-1932», Classics 591. Oran «Hot Lips» Page, Joe Keyes, Dee Stewart, tromba: Dan Minor, Eddie Durham, trombone; Eddie Barefield, sax alto; Ben Webster, sax tenore; Jack Washington, sax baritono; Count Basie, piano; Leroy Berry, chitarra; Walter Page, contrabbasso; Willie McWashington, batteria. Registrato il 13 dicembre 1932.

martedì 28 marzo 2017

Sleepwalker’s Serenade (Count Basie)

 Che strani gli anni Cinquanta, che strana l’America; che strani gli anni Cinquanta in America. La Bomba, la paura della guerra atomica coloravano la politica e la vita di tutti i giorni; nelle scuole degli USA, come nelle fabbriche e negli uffici, si svolgevano regolarmente esercitazioni per la prevista emergenza, prova a domandarne a qualche americano sulla settantina o a guardare, se già non lo conoscessi, il bellissimo, disturbante film di montaggio The Atomic Cafe (1982).

 E con tutto ciò, la Roulette poteva intitolare allegramente questo disco nel 1958 «The Atomic Mr. Basie» e fargli una copertina così (sottotitolo ineffabile: «E=mc2=Count Basie Orchestra + Neal Hefti Arrangements»). Mica male come ambivalenza, eh?

 Comunque io sono vecchio (non tanto da essere da avere memoria diretta di queste cose, però) e mi ripeto: questo disco celeberrimo mi piace poco, anzi, le sole cose che me ne piacciano sono tre pezzi – cinque, con le alternate takes – arrangiati da Jimmy Mundy.

 Sleepwalker’s Serenade (Mundy), da «The Atomic Mr. Basie», [Roulette] Blue Note 7243 8 28635 2 6. Wendell Culley, Snooky Young, Thad Jones, Joe Newman, tromba; Henry Cocker, Al Grey, Benny Powell, trombone; Marshall Royal, Frank Wess, sax alto; Eddie Lockjaw Davis, Frank Foster, sax tenore; Charles Fowlkes, sax baritono; Count Basie, piano; Freddie Green, chitarra; Eddie Jones, contrabbasso; Sonny Payne, batteria. Registrato nell’ottobre 1957.

venerdì 25 dicembre 2015

Futile Frustration (Count Basie)

 E così, questo è il sesto Natale che trascorriamo insieme ascoltando il jazz; tanti auguri!

 Questo pezzo di Count Basie del 1947, scritto e arrangiato da Jimmy Mundy, mi incuriosisce perché alle mie orecchie suona come una specie di parodia dello Stan Kenton di quegli anni o di qualche anno prima.

 Futile Frustration (Mundy), da «RCA Years In Complete», RCA SVCJ-8601-03. Ed Lewis, Emmett Berry, Snooky Young, Harry Edison, tromba; Ted Donnelly, George Matthews, Eli Robinson, Bill Johnson, trombone; Preston Love, Rudy Rutherford, sax alto; Buddy Tate, Paul Gonsalves, sax tenore; Jack Washington, sax baritono; Count Basie, piano; Freddie Green, chitarra; Walter Page, contrabbasso; Jo Jones, batteria. Registrato il 13 marzo 1947.

domenica 31 maggio 2015

Lester’s Dream – I Never Knew (Benny Goodman, Count Basie)

 Benché queste registrazioni venissero in origine ascritte, per ovvie ragioni di marketing, a un Benny Goodman Octet, Goodman e Charlie Christian vi si trovano in realtà ospiti di un gruppo ritagliato dall’orchestra di Count Basie. Nota la presenza di due chitarre, quella solista, elettrificata, di Christian, e quella ritmica, acustica, di Freddie Green.

 Lester’s Dream (Basie-Young), da «Charlie Christian - The Original Guitar Genius», Properbox 98. Buck Clayton, tromba; Benny Goodman, clarinetto; Lester Young, sax tenore; Count Basie, piano; Charlie Christian e Freddie Green, chitarra; Walter Page, contrabbasso; Jo Jones, batteria. Registrato nel 1940.

 I Never Knew (Fio Rito-Kahn), id.

giovedì 15 maggio 2014

Speaking of Sounds (Count Basie)

 Qualcuno, ma forse solo una delle voci nella testa, mi ha detto che non faccio mai sentire Count Basie. Mai è un’iperbole e a ridimensionarla basta guardare nella «nuvola» qui a destra, però poco sì, anche se non tanto tempo fa Basie l’hai sentito da giovane come pianista di Bennie Moten. Non c’è sicuramente malanimo dalla mia parte: il Conte mi è caro come dovrebbe essere a chiunque; ne ho perfino tradotto l’autobiografia.

 In breve, eccolo qui nel suo caratteristico formato dei tardi anni Cinquanta, che era in una potente e raffinato, a volte vicino al lezioso. Non tanto in questa bellissima partitura di Thad Jones, che impiega insolitamente una sezione di legni (tre clarinetti e un flauto) al posto dei sax (sì, lo so che anche il sax è un legno), lasciando un sax in mano soltanto a Billy Mitchell, autore peraltro di un assolo. Nota anche come Freddie Green, l’elemento costante di tutte le sezioni ritmiche basiane, qui abbia lasciato la chitarra per le maracas.

 Speaking of Sounds (Jones), da «The Complete Roulette Studio Recordings of Count basie and His Orchestra», Mosaic MD10-149. Thad Jones, Snooky Young, Wendell Cully, Joe Newman, tromba; Henry Coker, Al Grey, trombone; Benny Powell, trombone basso; Marshall Royal, Frank Foster, clarinetto; Charles Fowlkes, clarinetto basso; Billy Mitchell, sax tenore; Count Basie, piano; Eddie Jones, contrabbasso; Sonny Payne, batteria; Freddie Green, maracas. Registrato il 10 dicembre 1958.



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mercoledì 30 gennaio 2013

Your Red Wagon (Jimmy Rushing & Count Basie)

 Jimmy Rushing canta il blues, o meglio un blues-canzone, al suo modo colloquiale, accompagnato dall’orchestra di Count Basie nel 1947. Il solista di trombone è Dickie Wells e nella sezione sax c’è Paul Gonsalves, tre anni prima che si unisse al Duca.

 Your Red Wagon (Raye-De Paul), da «Count Basie. RCA Years in Complete», RCA BVCJ-8601-03. Jimmy Rushing con l’orchestra di Count Basie: Ed Lewis, Emmett Berry, Snooky Young, Harry Edison, tromba; Ted Donnelly, George Matthews, Eli Robinson, Bill Johnson, trombone; Preston Love, Charlie Price, sax alto; Buddy Tate, Paul Gonsalves, sax tenore; Jack Washington, sax baritono; Count Basie, piano; Freddie Green, chitarra; Walter Page, contrabbasso; Jo Jones, batteria. Registrato l’8 dicembre 1947.



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sabato 13 ottobre 2012

The Basie Twist (Count Basie)

 Incursione basiana nel rhythm & blues, del 1961. Composizione e arrangiamento sono di Benny Carter, che l’anno prima aveva scritto per il Conte e i suoi la bellissima Kansas City Suite. Solista di sax tenore, nello stile degli honker texani, è il grande Budd Johnson.

 The Basie Twist (Carter), da «Plays the Music of Benny Carter», [Roulette] Fresh Sound FSR-CD 713. Al Aarons, Sonny Cohn, Thad Jones, Snooky Young, tromba; Henry Coker, Quentin Jackson, Benny Powell, trombone; Benny Carter, Frank Wess, sax alto; Budd Johnson, Frank Foster, sax tenore; Charles Fowlkes, sax baritono; Count Basie, piano; Sam Herman, chitarra; Eddie Jones, contrabbasso; Sonny Payne, batteria. Registrato il 31 ottobre 1961.



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sabato 24 dicembre 2011

I Ain’t Got Nobody (Count Basie)

  Domani, auguri di buone feste in musica come si conviene, «with a little help from my friends»; oggi ti becchi questa bella versione pianistica di I Ain’t Got Nobody, famoso numero di Bert Williams. Count Basie, con la All-American Rhythm Section della sua orchestra più favolosa, mostra una valentìa di pianista che amava dissimulare – era stato allievo diretto di Fats Waller.

  I Ain’t Got Nobody (Williams), da «Lester Young with Count Basie 1936-38», Phont CD 76398. Count Basie, piano; Freddie Greene, chitarra; Walter Page, contrabbasso; Jo Jones, batteria. Registrato il 3 giugno 1938.



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mercoledì 28 settembre 2011

[Guest Post #7] 403 & Count Basie e James Bond

  Torna 403. Mi permetto di aggiungere che il mio giudizio su questa prestazione del Conte è meno arcigno di quello di 403.

  Al momento della registrazione sono usciti solo i primi quattro titoli della ormai quasi cinquantennale saga cinematografica dell’agente 007. Count Basie e la sua orchestra, sia pure all’interno di un’operazione chiaramente «alimentare», offrono un servizio di tutto rispetto alle musiche di John Barry e soci. Disco uscito nel 1966 e ristampato nel 2002 dopo essere rimasto fuori catalogo per decenni.

  007 (Barry), da «Basie Meets Bond», Capitol Jazz 7243 5 38225 2 1. Al Aarons, George Cohn, Phil Gilbeau, Wallace Davenport, tromba; Grover Mitchell, Henderson Chambers, Al Grey, Bill Hughes, trombone; Bobby Plater, sax alto e flauto; Marshall Royal, sax alto; Eric Dixon, sax tenore e flauto; Eddie «Lockjaw» Davis, sax tenore; Charles Fowlkes, sax baritono e clarinettto; Count Basie, piano; Freddie Green, chitarra; Norman Keenan, contrabbasso; Sonny Payne, batteria. Arrangiamento di George Williams. Registrato fra il 22 e il 31 dicembre 1965.



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  Goldfinger (Barry-Bricusse-Newley), id. Arrangiamento di Chico O’Farrill.



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  Thunderball (Barry-Black), id. Arrangiamento di Chico O’Farrill.



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  From Russia With Love (Bart), id. Arrangiamento di George Williams.



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venerdì 3 giugno 2011

Royal Garden Blues (Count Basie)

  Dedicato ai possessori e alle possessrici di giardino. In un mondo di pianisti che cercano di apparire più bravi di quel che sono, Count Basie è uno che ha sempre dissimulato un’abilità di tutto rispetto.

  Royal Garden Blues (Williams-Williams), da «Count Basie Trio - For the First Time», Original Jazz Classics 2310712. Count Basie, piano; Ray Brown, contrabbasso; Louie Bellson, batteria. Registrato il 22 maggio 1974.



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lunedì 30 agosto 2010

Oh, Lady Be Good (Count Basie, «Chu» Berry)

  Leon «Chu» Berry, al momento della morte precocissima a trentun anni, nel 1941, era già un veterano di orchestre importanti (Fletcher Henderson, Cab Calloway) e uno dei saxofonisti tenori più distinti fra quelli che s’ispiravano a Coleman Hawkins – cioè tutti quanti, a eccezione di Lester Young.

  Te lo faccio sentire proprio accanto a Lester nel breve periodo in cui, morto Herschel Evans anche lui molto giovane, «Chu» lo sostituì nell’orchestra di Count Basie (il posto di Evans sarebbe poco dopo stato ricoperto in pianta stabile da Buddy Tate). Oh, Lady Be Good resta anche uno dei suoi dischi più famosi, ben espressivo del suo stile, hawkinsiano, sì, ma meno drammatico e «melodrammatico» di quello del maestro, armonicamente avanzato per la sua epoca. All’assolo di «Chu» e dopo un assolo di tromba (Harry Edison, credo), provvede un incredibile contrasto l’assolo di Lester, completamente surreale.

  Oh, Lady Be Good (G. e I. Gershwin) da «On Parade», MJCD 1146. Shad Collins, Ed Lewis, Buck Clayton, Harry Edison, tromba; Dicky Wells, Benny Morton, Dan Minor, trombone; Earle Warren, sax alto; Lester Young, «Chu» Berry, sax tenore; Jack Washington, sax baritono; Count Basie, piano; Freddie Green, chitarra; Walter Page, contrabbasso; Jo Jones, batteria. Registrato il 4 febbraio 1939.


lunedì 9 agosto 2010

If I Could Be With You One Hour Tonight (Joe Williams) (James P. Johnson)

  La voce flessuosa, un po’ untuosa perfino (ma piacevolmente) di Joe Williams, accompagnata dallo sparuto Hammond di Count Basie e dalla chitarra inconfondibile di Freddie Green nel 1958, evoca un night club di quelli eleganti e costosi, insomma da potersi permettere un quintetto di questo calibro. Invece sei davanti a un computer, ah ah.

  If I Could Be With You One Hour Tonight (Johnson), da «Count Basie vol. 4», Bellaphon 625-50-019. Joe Williams con Count Basie, organo; Freddie Green, chitarra; George Duvivier, contrabbasso; Jimmy Crawford, batteria. Registrato nel 1958.




  Della mancata atmosfera con i suoi piacevoli annessi sei risarcito dal fatto che il computer, grazie a un blogger volonteroso, ti rende possibile ascoltare subito di seguito la medesima canzone dalle mani del suo compositore, James P. Johnson. Nel 1944 non era più in his prime né in buona forma fisica, tanto che il suo già colossale stride richiedeva il sostegno di un sia pur discreto rullante con le spazzole. Ma è pur sempre James P. Johnson, uno dei più grandi pianisti del jazz.

  If I could Be With You, da «King of Stride Piano 1918-1944», Giant Of Jazz Recordings. James P. Johnson, piano; Eddie Dougherty, tamburo rullante. Registrato nel 1944.




Quiz #4

venerdì 23 luglio 2010

Taxi War Dance (Count Basie)

  Questa mattina mi è andato di ascoltare questo superclassico di Count Basie, con Lester Young, Dickie Wells, brevi interventi di Buddy Tate e naturalmente il piano del leader. 

  Taxi War Dance (Basie-Young), da «Count Basie Vol. 2 - Kansas City and Beyond  1936-1958», Bellaphon 625-50-010. Buck Clayton, Ed Lewis, Harry «Sweets» Edison, Shad Collins, tromba: Dickie Wells, Benny Morton, Dan Minor, trombone: Earl Warren, sax alto; Buddy Tate, Lester Young, sax tenore; Jack Washington, sax baritono; Count Basie, piano; Freddie Green, chitarra; Walter Page, contrabbasso; Jo Jones, batteria. Registrato il 19 marzo 1939.